Erdogan? E’ riuscito là dove Renzi ha perso: diventare ‘dittatore’ stravolgendo la Costituzione
20 righe di veleno, In Evidenza

Erdogan? E’ riuscito là dove Renzi ha perso: diventare ‘dittatore’ stravolgendo la Costituzione


Giulio Ambrosetti

Per fare quello che Renzi ha già fatto in Italia – e cioè approvare leggi contro la volontà popolare, riducendo il Parlamento al ruolo di passacarte – Erdogan ha avuto bisogno di vincere (a quanto pare in modo ‘truffaldo’) un referendum costituzionale. Renzi, invece, queste cose le ha fatte grazie al un Parlamento di ‘nominati’ al suo servizio. Poi ha provato a diventare dittatore a vita stravolgendo la Costituzione, ma gl’italiani l’hanno bastonato. E ancora insiste...

Da un paio di giorni le prefiche della democrazia italiana a giorni alterni piangono per il referendum con il quale Erdogan, in Turchia, ha fatto quello che non è riuscito a fare Matteo Renzi nel nostro Paese: diventare un despota con il consenso popolare. Il neo dittatore turco, piuttosto che puntare al controllo dei voti ‘esteri’ (che forse in Turchia non sono nemmeno previsti), avrebbe ‘addomesticato’ – così accusano le opposizioni – i voti interni. E ha vinto.

La Tv italiana, a caldo, ha spiegato che cosa succederà adesso in Turchia. In estrema sintesi, succederà che Erdogan potrà approvare le leggi fregandosene del Parlamento. Insomma, una dittatura. Che sta ‘scandalizzando’ l’Unione Europea.

Pensate un po’: Erdogan, per poter fare le leggi a proprio uso e consumo ha dovuto inventarsi e vincere, in un modo o nell’altro, un referendum costituzionale.

Renzi, invece, quando ha fatto il Presidente del Consiglio dei Ministri, per fare quello che Erdogan deve ancora fare, non ha nemmeno avuto bisogno di cambiare la Costituzione. Per fare approvare la legge sulla ‘Buona scuola’, l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e il ‘geniale Jobs Act ha utilizzato i ‘Canguri’ della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, ovvero un sistematico calpestio dei regolamenti parlamentari.

Ovviamente, non ha fatto tutto da solo. Se è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare, è anche giusto riconoscere al presidente del Senato, Piero Grasso, al presidente della Camera, Laura Boldrini, il ‘prezioso’ ruolo che hanno svolto: senza il loro apporto, infatti, i ‘Canguri’ sarebbero rimasti in Australia. Invece, grazie a Grasso e alla Boldrini, questi ‘animali’ hanno riscosso ‘grande successo’ a Montecitorio e a Palazzo Madama, dando ‘lustro’ al Parlamento italiano…

Ma se lo ‘sdegno’ italiano per un Erdogan che ancora deve dimostrare di saper fare quello che nel nostro Paese ha già fatto Renzi – ovvero umiliare le istituzioni parlamentari – lo ‘sdegno’ del Parlamento Europeo e, in generale, dell’Europa ‘unita’, o presunta tale, per il capo del Governo turco suona tragicomico.

Pensate un po’: nel mondo cosiddetto democratico dell’Occidente non esiste un’istituzione più inutile (e più costosa) del Parlamento Europeo. Un’istituzione pomposa, vacua, fatua che, di concreto, ha solo i soldi – una barca di soldi – che ogni mese spende per mantenere parlamentari che o non producono nulla, o producono danni.

Ci vuole veramente una faccia come il culo, da parte degli ‘eurocrati’, per criticare Erdogan. Da quando l’Euro è diventata la moneta unica europea, tutte le decisioni di natura economica, finanziaria e bancaria vengono prese da soggetti che nessuno ha eletto.

La stessa Commissione Europea – cioè l’esecutivo della UE – non è eletta democraticamente. A scegliere i commissari europei sono le massonerie finanziarie espressione delle multinazionali. L’Unione Europea dell’Euro la democrazia non sa nemmeno cos’è. E queste facce di culo hanno pure il coraggio di criticare Erdogan!

Solo nell’attuale legislatura, per dare una parvenza di democrazia, i massoni e banditi che controllano l’Unione Europea – che sono, lo ribadiamo, uomini e donne al soldo delle multinazionali – hanno ‘concesso’, bontà loro, al Parlamento Europeo di pronunciarsi su alcuni aspetti della vita pubblica dell’Europa dell’Euro.

Ovviamente, tale concessione ‘democratica’ è stata data al Parlamento Europeo sotto il rigido controllo delle stesse multinazionali. Sono state le multinazionali a determinare ‘maggioranza’ del Parlamento europeo. Come?

Semplice: hanno ordinato al PPE e ai socialisti rinnegati del PSE di fare maggioranza. E infatti quando c’è da approvare una schifezza, i Popolari e i socialisti del PSE – che nel Parlamento europeo sono netta maggioranza – votano secondo gli ordini. Una vergogna.

Per la cronaca, le schifezze dell’Europa dell’Euro vanno ‘in culo’ – come si usa dire dalle nostre parti – all’Europa del Sud, Grecia e Italia e in testa.

Succede con la Grecia, che ormai è un Paese ridotto in schiavitù, dove gli abitanti non hanno nemmeno i soldi per curarsi. Succede con le arance marocchine che hanno invaso l’Europa. Succede con l’olio d’oliva tunisino. Per non parlare del CETA – il trattato internazionale commerciale tra Unione Europea e Canada – grazie al quale prodotti agricoli canadesi di ‘ottima’ qualità invadono e invaderanno sempre di più l’Europa.

Per capirci, è grazie al CETA che la dieta mediterranea si ‘arricchirà’ sempre di più del grano duro al glifosato e alle micotossine DON del Canada. Tutti veleni che arrivano sulle nostre tavole facendo arricchire le multinazionali che lavorano il grano tossico. 

Ora che una simile Unione Europea – al servizio delle multinazionali – definisca Erdogan non democratico è, lo ripetiamo ancora una volta, tragicomico.

Piuttosto che guardare alla Turchia di Erdogan – che, per carità, non è certo un esempio di democrazia – gli ‘eurocrati’ dovrebbero pensare alle schifezze di una ridicola e antidemocratica ‘Unione’ Europea che, fino ad oggi – con riferimento soprattutto all’Europa mediterranea – ha prodotto solo enormi danni e grandi ingiustizie.

Alla fine Erdogan, ‘Il Principe’ di Machiavelli’ alla mano, è stato molto più astuto di Renzi, che invece è solo un presuntuoso, per giunta bugiardo. Il leader turco, dopo il tentato e non riuscito colpo di Stato contro di lui – perché è da lì che nasce tutto – si sta soltanto ‘quartiando’ (ovvero sta in campana).

Alleato degli americani, Erdogan non si fida più degli USA, che da quando non sono riusciti a sfondare in Siria, non sanno più cosa inventarsi per produrre, vendere e usare armi, nella frenesia di incasinare anche la Russia.

Diciamolo: anche se sta violando le regole della democrazia (cosa che l’Unione Europea fa abitualmente), il leader turco si sta difendendo da chi ha provato, senza riuscirci, a defenestrarlo.

Renzi, come abbiamo ricordato, aveva già ‘sveltito’ l’azione parlamentare, imponendo al Parlamento leggi che gli italiani, in maggioranza, hanno contestato. Ma lui, fregandosene, le ha imposte a un Parlamento di ‘nominati’ che, in quanto tale, è al suo servizio.

Renzi ha già dimostrato qual è la sua idea di democrazia. Davanti a milioni di persone in piazza contro il suo Governo ha detto: “Bella piazza, ma decido io”.

Per promuovere la sua fallimentare riforma costituzionale ha girato in lungo e in largo l’Italia, trovando ovunque gente in piazza contro di lui. E che ha fatto? ha spedito in piazza la polizia celere per fare manganellare chi protestava contro di lui.

Questo è Renzi. Un politico mediocre che, pur controllando Governo, Parlamento, tutta la RAI, tutte le società pubbliche e buona parte dell’informazione, ha provato a far passare una riforma costituzionale liberticida che gli avrebbe dato poteri maggiori di quelli che ha oggi Erdogan nel suo Paese.

Arrogante e presuntuoso, Renzi ha scommesso sul referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, sottovalutando la rete e gli italiani. Lui e la Ministra Maria Elena Boschi, in Tv, davanti a milioni di persone, hanno affermato che, se avessero perso il referendum, si sarebbero ritirati dalla politica.

Invece lui e la Boschi sono ancora lì, per dimostrare, ancora una volta, quello che gli italiani hanno già capito da un pezzo: e cioè che sono due persone che non mantengono gli impegni che assumono davanti agli elettori.

Per questo è importante non votare più per il PD se Renzi dovesse ridiventare il segretario di questo partito. 

Avverte San Girolamo:

“È facile trasformare un amico in nemico se non si mantengono le promesse”.

Parole sante…

19 aprile 2017

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GiulioAmbrosetti


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