Esteri

Lettera dalla Catalogna: “Contro gli indipendentisti un processo politico indegno di una democrazia, sentenza è già scritta”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera da Barcellona- dove, come tutti saprete, sta andando in scena un processo senza precedenti contro quei politici catalani che hanno ‘osato’ indire un referendum per l’indipendenza della regione- firmata da Jaume Fores Llasat, psicologo social, un politico di Esquerra Republicana di Catalunya, partito indipendentista catalano di ispirazione social democratica

Dietro le sanzioni all’Ungheria da parte della UE l’ombra dello speculatore George Soros

Soros, per chi non lo sapesse, è uno speculatore finanziario di origine ungherese che, grazie alla UE, ha incrementato il suo volume di affari. Detto questo, non ci sarà alcuna sanzione effettiva contro l’Ungheria. Per un motivo semplice: perché Orban a passare, armi e bagagli, sotto le bandiere della Russia di Putin ci mette due minuti (ammesso che non l’abbia già fatto)

Crisi turca: e se gli Stati Uniti avessero deciso di colpire la Germania attraverso la Turchia?

La nostra, sia chiaro, è soltanto una supposizione. Ci guardiamo bene, a differenza di come fa l’attuale Ministro degli Esteri italiano, ‘l’europeista’ Enzo Moavero, a dare chiavi di lettura certe sulla crisi che si è aperta in Turchia. Noi, però, facciamo notare che, se dovesse crollare il sistema Erdogan, una gran massa di migranti i riverserebbe in Germania. E allora…

Ma a che serve oggi la Nato? All’imperialismo americano

La richiesta di Donald Trump è stata precisa: i Paesi aderenti alla Nato debbono contribuire alle spese della difesa comune con il 4 per cento del loro prodotto lordo, il che per l’Italia significa aumentare il contributo Nato da 20 a 60 miliardi di euro. L’aumento del contributo al 2 per cento risaliva ad un accordo precedente (con Barak Obama) quindi era già preventivato

Perché le sanzioni dell’Unione Europea alla Russia sono una fesseria

Per la seconda volta, senza una motivazione seria, l’Unione Europea appioppa sanzioni economiche e commerciali alla Russia dandosi la zappa sui piedi. La prima volta l’ha fatto per seguire gli Stati Uniti sul referendum della Crimea. Ora lo ha fatto seguendo l’Inghilterra. In entrambi i casi le motivazioni appaiono fragili, dando l’impressione che la UE non abbia una propria politica estera