Fava: “A Catania comanda ancora la mafia”

Il vicepresidente della Commissione Nazionale antimafia, riserva un affondo micidiale ad Enzo Bianco, sindaco della città etnea e gran cerimoniere del PD, a proposito dei consiglieri in odor di mafia e della sua telefonato con Ciancio

E’ un affondo micidiale quello che Claudio Fava, vicepresidente della Commissione Nazionale antimafia, riserva  ad Enzo Bianco, sindaco di Catania e gran cerimoniere del PD: “La mafia comanda ancora a Catania anche se ha cambiato pelle e nomi”.  Una affermazione che avrà fatto sobbalzare dalla sedia l’ambizioso sindaco etneo che della retorica antimafiosa ha fatto uso e abuso come molti esponenti del suo partito.

E che la sua sindacatura sia nel mirino di Fava, non c’è dubbio: “Quando in commissione Antimafia abbiamo chiesto a Bianco- dice al Fatto quotidiano il dossier sui consiglieri comunali la risposta è stata non ne sapevo nulla”. 

Fava si riferisce alla relazione della Commissione Antimafia regionale, presieduta da Nello Musumeci, che getta ombra su relazioni ‘pericolose’ di alcuni consiglieri etnei.

E ancora:”Stessa cosa ha fatto- aggiunge Fava a proposito di Bianco- quando gli ho contestato la telefonata con l’editore Mario Ciancio, indagato per mafia. Una telefonata dai toni conviviali dinnanzi alla quale ha reagito con una menzogna grossolana e non rispettosa delle istituzioni”. 

Insomma, proprio un bel quadretto quello che emerge da una città che ha ormai ben poco di cui vantarsi (una volta era conosciuta come la Milano del Sud, oggi restano le chiacchiere).

Sempre nell’articolo del Fatto quotidiano si ricorda la reprimenda della Corte dei Conti siciliana, secondo la quale “il Comune ostacola i controlli”. Non solo. Si ricorda pure la denuncia “dell’uso predatorio di risorse pubbliche” da parte del presidente della Corte d’Appello, Alfio Scuto. La situazione finanziaria del Comune  è disatrosa: ha uno scoperto bancario di 95 milioni, oltre a tutte le altre emergenza.

Da gran cerimoniere del PD, Bianco ha, però, ottenuto un ‘aiutino’ dal Governo Renzi che, con un apposito decreto ha spostato la scadenza del piano di rientro al 30 settembre.

E chissà che non ne arrivino altri come forma di ringraziamento per avere organizzato a Catania la Festa dell’Unità. Solo che, in questo caso, nonostante gli sforzi, c’è poco da ringraziare: è stato un flop e come vi raccontiamo qui, domenica per l’arrivo del Premier, si preparano diverse proteste. Che, con ogni probabilità, riusciranno lì dove il PD ha fallito: portare gente a Villa Bellini.

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