Fondi europei in agricoltura: Musumeci farà chiarezza sui ritardi nei pagamenti in Sicilia?
Economia, Editoriale

Fondi europei in agricoltura: Musumeci farà chiarezza sui ritardi nei pagamenti in Sicilia?


Time Sicilia

La domanda è legittima perché, stando a indiscrezioni, gli Ispettorati agrari provinciali, su input del nuovo Governo regionale, avrebbero avviato una verifica delle pratiche. Per la cronaca, ci sono ritardi nei pagamenti alle aziende agricole siciliane – comprese quelle che operano nel ‘biologico’ – di due anni! Si tratta di capire se ci sono responsabilità regionali, o se i ritardi dipendono (com’è probabile) in buona parte da Roma

Il nuovo presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, anche se ancora non ha nominato i propri assessori, starebbe già cercando di capire perché, in Sicilia, i fondi europei in agricoltura vengono erogati con ritardo? La domanda è legittima, visto che gli Ispettorati provinciali dell’Agricoltura – che, sotto il profilo amministrativo, fanno capo all’assessorato all’Agricoltura – avrebbero iniziato una verifica sulle pratiche presentate a Roma.

I pagamenti in agricoltura vengono disposti dall’Agea, Agenzia nazionale che ha sede a Roma. In realtà, in alcune Regioni italiane esistono le Agenzia regionali che si occupano di effettuare i pagamenti. Anche la Sicilia, negli anni passati, ha istituito un’agenzia regionale che si chiamava Arsea.

L’Arsea è stata istituita durante gli anni del Governo regionale di Totò Cuffaro. Poi confermata dal Governo regionale di Raffaele Lombardo. E, ancora, tenuta in vita per qualche anno dal Governo di Rosario Crocetta e poi chiusa (così almeno sembrerebbe, a giudicare dalla Finanziaria regionale del 2015).

Una cosa va comunque detta: nessuno dei tre Governi regionali ha reso funzionante l’Arsea. O meglio, la Regione ha speso, fino al 2014, circa 800 mila euro all’anno per pagare le spese delle sedi di Palermo e di Catania, un direttore generale e altri due dirigenti.

Ma l’Arsea – stando a quanto ci risulta – non ha mai funzionato. In altre parole, non ha mai erogato i contributi agli agricoltori siciliani. Perché?

Non è facile rispondere a questa domanda. Quello che sappiamo è che, a un certo punto, la politica – dopo una serie di articoli su tale argomento – ha deciso che l’Arsea era un ‘carrozzone’ che andava chiuso.

Il risultato è che in Sicilia i pagamenti vengono effettuati dall’Agea, l’Agenzia nazionale per i pagamenti in agricoltura. ma sono pagamenti che scontano ritardi enormi.

Basti pensare che, in questo momento, l’Agea deve corrispondere a circa 2 mila e 500 aziende agricole siciliane i pagamenti del 2015! 

Attenzione: si tratta di pagamenti che riguardano anche l’agricoltura biologica: un agricoltura che non prevede l’utilizzazione della ‘chimica’ (in pratica, niente pesticidi, erbicidi e concimazioni con prodotti di sintesi) e che, in quanto tale, è molto costosa e meno produttiva dell’agricoltura tradizionale.

Ciò significa che gli agricoltori siciliani che praticano l’agricoltura biologica debbono anticipare ingenti capitali: ciò significa che, con due anni di ritardo nei pagamenti, per questi agricoltori, diventa problematico, se non impossibile tirare avanti. 

La domanda è: perché Agea ritarda tanti nei pagamenti in Sicilia?

Intanto ci potrebbero essere responsabilità degli uffici dell’assessorato regionale all’Agricoltura: ed è per questo che è bene effettuare le verifiche.

Ma non è da escludere che a Roma non tanto l’Agea, quanto il Governo nazionale ‘cavilli’ un po’ per ritardare i pagamenti, soprattutto se di mezzo c’è l’agricoltura del Sud.

Contrariamente a quello che ci raccontano, non è vero che l’economia italiana è in ripresa, perché fino a quando l’Italia non si riprenderà la sovranità monetaria l’economia non potrà mai ripartire.

In tutto questo – cosa che non viene molto ‘gettonata’ dalla ‘Grande informazione’ – nonostante i sacrifici chiesti agli italiani dal Governo Monti ai nostri giorni il debito pubblico italiano è aumentato, passando dai mille e 800 miliardi di euro di fine 2011 agli oltre 2 mila e 300 miliardi di euro di oggi.

Vero è che la gestione della Banca Centrale Europea (BCE) ha mitigato lo ‘strozzinaggio’ che l’Europa dell’euro esercita sull’Italia: ma, per l’appunto, l’ha mitigato, non certo eliminato.

Il risultato è che l’Italia è sempre alla ricerca di soldi e se può ritardare i pagamenti di un anno o, meglio, di due anni (come avviene a scapito degli agricoltori siciliani) per il Bilancio dello Stato è tutto ‘grasso che cola’.

Il problema è che il ‘grasso che cola’ a Roma rischia di distruggere l’agricoltura siciliana, soprattutto nel settore del biologico.

La verità è che l’Arsea non andava chiusa: semmai andava fatta funzionare: non soltanto per pagare le due sedi e i dirigenti, ma soprattutto per pagare gli agricoltori siciliani, che sono le vere vittime di questa situazione.

La parola passa adesso al Governo Musumeci. A questo punto si tratta di capire, in ordine a questi incredibili ritardi, se ci sono responsabilità della Regione o se, invece, si tratta di ritardi voluti da Roma.

Da leggere anche:

Lo scandalo dell’agricoltura biologica siciliana: “Uccisa nella culla”

 

Mancati pagamenti agli agricoltori siciliani: ecco i responsabili e, soprattutto, perché succede tutto questo

 

 

21 novembre 2017

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TimeSicilia


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