Formazione-Avviso 8/ Fuori tutti gli enti storici sotto il segno del gattopardismo?

Il bando ammonta a 136 milioni di Euro. Domani sul sito del dipartimento regionale della Formazione verrà pubblicata la graduatoria provvisoria. Che andrà in gazzetta Ufficiale la prossima settimana. Da indiscrezioni sembrerebbe che quasi tutti gli enti storici sarebbero rimasti fuori. Per fare posto a chi? Sembra che Catania farebbe la parte da leone. lavoreranno i disoccupati o ci sarà una nuova campagna di assunzioni in coincidenza con la campagna elettorale per le elezioni regionali del prossimo anno? Andrà tutto liscio o ci saranno ricorsi?

Il bando ammonta a 136 milioni di Euro. Domani sul sito del dipartimento regionale della Formazione verrà pubblicata la graduatoria provvisoria. Che andrà in Gazzetta Ufficiale la prossima settimana. Da indiscrezioni sembrerebbe che quasi tutti gli enti storici sarebbero rimasti fuori. Per fare posto a chi? Sembra che Catania farebbe la parte da leone. Lavoreranno i disoccupati o ci sarà una nuova campagna di assunzioni in coincidenza con la campagna elettorale per le elezioni regionali del prossimo anno? Andrà tutto liscio o ci saranno ricorsi?    

Si infiamma il mondo della Formazione professionale siciliana. Di scena l’Avviso 8, con un finanziamento di 136 milioni di Euro. Dovrebbe essere la svolta, se è vero che, almeno sulla carta, dovrebbero essere stati gli stessi Enti e le società che operano nel settore a determinare la graduatoria provvisoria che domani dovrebbe essere pubblicata sul sito del dipartimento regionale della Formazione professionale.

Ma le cose stanno proprio così? I dubbi non mancano. Anche perché la politica siciliana – con riferimento all’attuale Governo regionale e alla maggioranza politica di centrosinistra che lo sostiene in Assemblea regionale siciliana – proprio nel settore della Formazione professionale, dal 2008 ad oggi, ne hanno combinato di tutti i colori.

Ribadiamo: per alcuni osservatori la graduatoria che verrà pubblicata domani sul sito del dipartimento regionale della Formazione (in Gazzetta Ufficiale della Regione l’estratto con il richiamo alla stessa graduatoria provvisoria dovrebbe andare la prossima settimana) è un passaggio storico; per altri è il solito passaggio gattopardesco: cambiare tutto per non cambiare nulla.

Per la cronaca, dopo la pubblicazione sulla gazzetta Ufficiale ci saranno dieci giorni per le osservazioni.

Ovviamente, noi lavoriamo sulle indiscrezioni. E dalle voci che abbiamo raccolto sembra che il baricentro della Formazione professionale siciliana, da Messina – dove un tempo ‘regnava’ Francantonio Genovese (e magari anche la massoneria che, a differenza di Genovese, regna ancora) – si potrebbe spostare a Catania, città siciliana dove la CGIL è ancora forte e riesce ad avere voce in capitolo nei momenti elettorali. Vero? Falso? Domani ne premo di più.

Tutto, ovviamente, nel rigoroso rispetto delle ‘procedure’. I titolari di enti e società hanno aderito al bando e hanno presentato le proprie richieste. A quanto pare, i punteggi maggiori dovrebbero essere andati a chi ha garantito una serie condizioni: per esempio gli stage per i discenti, l’organizzazione di corsi nelle aree interne dell’Isola e altro ancora.

Stando a indiscrezioni, quasi tutti gli enti storici sarebbero rimasti fuori. Il riferimento è agli enti storici della Formazione professionale che hanno resistito, dal 2008 ad oggi, agli attacchi sistematici prima del Governo di Raffaele Lombardo e, da quattro anni a questa parte, dallo sfascio provocato, ad arte, dall’attuale Governo regionale.

Si sussurra che enti e società che, negli anni passati, avevano operato con poche ore avrebbero fatto il ‘pieno’. In particolare, si parla di un consorzio molto vicino al mondo politico della sinistra di Catania e provincia. Anche questo, ovviamente, lo verificheremo domani.

Oggi quello che possiamo affermare – sempre stando a indiscrezioni ancora tutte da verificare – è che se dovesse risultare vero che gli enti storici sarebbero finiti fuori, grazie a ‘calcoli’ e punteggi sui quali non entriamo nel merito (almeno per ora), ci troveremmo davanti al completamento di un disegno politico iniziato nel 2009.

Non era un mistero per nessuno che il Governo Lombardo – per volere del PD, che faceva parte di quel Governo – puntava a smantellare una parte della mondo della Formazione. Il ‘lavoro’ è stato completato dall’attuale Governo. Oggi – ribadiamo: nel rispetto delle forme – si va verso la gestione di un bando da 136 milioni di Euro che, guarda caso, v a a coincidere con le elezioni regionali del prossimo anno.

E a proposito di elezioni – cioè di voti – non possiamo non interrogarci sui 4 mila dipendenti della Formazione già licenziati e sugli altri 4 mila dipendenti che, in teoria, dovrebbero continuare a lavorare.

Che dire? Che il personale che dal 2009 ad oggi è stato massacrato non viene considerato affidabile dall’attuale politica siciliana oggi dominante.

Da qui una domanda: i soggetti che, grazie a questo bando, gestiranno i corsi li confermeranno, o si andrà a una campagna di nuove assunzioni?

Ancora: quanto fatto sarà oggetto di ricorsi? Con il terremoto annunciato dalle indiscrezioni tutto potrebbe essere possibile.

 

 

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