Formazione/ Margherita Vicari e Costantino Guzzo stanno per iniziare lo sciopero della fame
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Formazione/ Margherita Vicari e Costantino Guzzo stanno per iniziare lo sciopero della fame


Time Sicilia

L’unico modo per far ‘smuovere il culo’ agli attuali governanti della nostra Isola, che hanno portato la Regione siciliana al default, è quello dello sciopero della fame e delle manifestazioni di piazza. Ma vanno fatte a ripetizione, sennò finisce come la vicenda dei dipendenti degli ex Sportelli multifunzionali ai quali hanno ‘confezionato’ una bella legge che, fino ad oggi, è rimasta lettera morta. Contro questa gente vale quello che si diceva negli anni ’70: “Lotta dura, senza paura” 

L’appuntamento è per mercoledì prossimo, 31 maggio, a Palermo, davanti la sede dell’assessorato regionale alla Formazione professionale in via della Regione siciliana. Margherita Vicari, la dipendente della Formazione professionale dell’ANFE di Catania, licenziata, che vanta, indirettamente, un credito di quasi 40 mila euro dalla Regione siciliana. Ma l’Amministrazione, per problemi burocratici (a nostro avviso perché non ha soldi, ma qui si apre un’altra questione…) non può onorare il debito. Così, da mercoledì prossimo, Margherita Vicari si trasferirà a Palermo dove inizierà lo sciopero della fame insieme con il responsabile del settore Formazione professionale dell’Unione Sindacale di base (UBS), Costantino Guzzo.

Su Margherita Vicari e sul suo caso abbiamo già scritto, come potete leggere qui e come potete leggere anche qui.

Margherita Vicari ha un figlio molto malato che ha bisogno di cure. Di molte cure. Alcune possono essere pagate dal servizio pubblico, altre no. Per alcune cure ci vogliono i soldi. Ma la signora Margherita questi soldi non li ha.

Per la cronaca, Margherita Vicari, non è stata pagata dall’ente formativo dove lavorava. Questo ente non ha soldi ed è in credito dalla Regione. Così i legali di Margherita Vicari – come ci spiegano al dipartimento della Formazione professionale della Regione – hanno presentato istanza di pignoramento presso terzi. Insomma, per farsi dare dall’Amministrazione regionale i soldi che l’Amministrazione deve all’ente formativo presso il quale lavorava (ovviamente, il riferimento è ai circa 40 mila euro, cioè alla soma che dovrebbe ricevere dal proprio ente).

Per l’ennesima volta ci spiegano che il caso di Margherita Vicari non è l’unico. Che ci sono altro dipendenti della Formazione professionale che sono danti a lei.

Non solo. C’è anche una possibile, brutta notizia: che i soldi disponibili per pagare chi ha presentato un pignoramento presso terzi potrebbero essere finiti.

Non è un’ipotesi campata in aria, la fine della disponibilità di risorse finanziarie regionali. Se proprio la dobbiamo dire tutta, a nostro modesto avviso la Regione siciliana, ormai, ha solo i soldi per pagare i dipendenti pubblici, le spese obbligatorie e una sanità ridotta all’osso.

Di questo non soltanto Margherita Vicari, ma tutti i Siciliani debbono ringraziare l’assessore-commissario, Alessandro Baccei, che invece di difendere gli interessi economici della Sicilia, ha consentito al Governo nazionale di scippare un sacco di soldi alla regione siciliana portandola a un sostanziale default.

Margherita Vicari e i Siciliani, oltre che ‘ringraziare’ Baccei, debbono anche ringraziare il PD siciliano e, in generale, i partiti politici di centrosinistra che hanno fatto fallire la Regione siciliana.

In questo scenario, è inutile che raccontiamo bugie, chissà quando Margherita Vicari vedrà questi soldi.

Lo sciopero della fame, anche se un passaggio doloroso, è l’unico modo per sperare che i politici siciliani che oggi comandano nella nostra Isola si ‘smuovano il culo’.

Ma non è nemmeno detto che ciò avvenga. Basti guardare a quanto succede agli ex sportellisti: da oltre un mese c’è la legge regionale, ci sono i fondi, ma tutto resta fermo. Di far tornare a lavorare queste persone nemmeno se ne parla.

Lo sciopero e le manifestazioni di piazza sono le uniche cose che, oggi, possono convincere gli attuali governati della Sicilia.

 

26 maggio 2017

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TimeSicilia


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