Formazione professionale: arrivano 176 Euro per ogni lavoratore. Ma il lavoro vero quando?

Sono i soldi – un milione e mezzo di Euro – del Fondo di garanzia per il personale dipendente del settore della Formazione professionale. Da quello che si capisce, per evitare di perdere questa somma è stato deciso di ripartirla tra i lavoratori. Compresi – sembra – i pensionati e i deceduti…

Sono i soldi – un milione e mezzo di Euro – del Fondo di garanzia per il personale dipendente del settore della Formazione professionale. Da quello che si capisce, per evitare di perdere questa somma è stato deciso di ripartirla tra i lavoratori. Compresi – sembra – i pensionati e i deceduti…

Nel mondo della Formazione professionale della Sicilia, al posto del lavoro, arrivano le ‘mance’. Sì, una ‘mancia’ da 176 Euro per ogni lavoratore, a quanto pare compresi i pensionati e i deceduti.

Questo, almeno, è quello che si legge nel Decreto del Dirigente del Servizio n. 8041 del 30 dicembre dello scorso anno (che qui potete leggere per esteso).

Dal capitolo del Bilancio della Regione 318110 (Fondo di garanzia per il personale dipendente del settore della Formazione professionale) sono disponibili un milione e mezzo di Euro.

Al dipartimento della Formazione professionale della Regione temevano che tali somme potessero finire in perenzione? Questa potrebbe essere un’ipotesi.

Insomma: invece di far perdere questi soldi, beh, meglio distribuirli ai dipendenti. Con quale criterio? Dividendo la somma tra tutti i lavoratori iscritti all’Albo. Ovviamente in parti uguali. In attesa della Cassa integrazione del 2016.

Che dire? Pur registrando quanto espressamente indicato all’art. 2 del DDS 8041 e cioè che “le somme saranno erogate con successivo provvedimento nei confronti dei soli benificiari del sostegno al reddito…”, vale la pena di notare che in questo elenco (Allegato al DDS 8041) risultano inseriti nominativi di operatori defunti, dimessi, licenziati e che non hanno mai lavorato neanche un giorno nella Formazione professionale!

Ultima considerazione che riassumiamo in una domanda:

non sarebbe stato meno oneroso per il dipartimento, impegnato febbrilmente e alacremente nella pubblicazione delle graduatorie inerenti all’Avviso 8, utilizzare la forza lavoro in attività utili all’eventuale reimpiego dei lavoratori che sono fermi da mesi e anni in attesa dello sblocco, più volte annunciato e proclamato?

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