Formazione professionale in Sicilia: quattro proposte per rilanciare il settore
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Formazione professionale in Sicilia: quattro proposte per rilanciare il settore


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Le ha elaborate Domenico Cutrona, Segretario del Movimento Popolare Federalista Europeo. Quattro possibili iniziative per dare una risposta concreta agli otto mila lavoratori di questo settore che hanno perso il lavoro a causa delle scelte politiche dei Governi regionali di Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta
Domenico Cutrona
Segretario del Movimento Popolare Federalista Europeo
riceviamo e pubblichiamo

La Formazione professionale in Sicilia, dopo che il Governo regionale siciliano di Raffaele Lombardo ha iniziato con la sua distruzione, ha avuto il colpo di grazia con il Governo regionale di Rosario Crocetta, che ha paralizzato tutto il comparto. Ciò ha determinato una vera e propria “macelleria sociale”, che ha portato al licenziamento della stragrande maggioranza dei lavoratori del comparto ad oggi senza retribuzione da più di tre anni.

Assistiamo, quindi, ad un continuo tira e molla da parte di Enti storici e nuovi per avere accesso ai finanziamenti disposti per il bando della Formazione professionale, appena aperto, da parte dell’assessore al ramo, Roberto Lagalla, che sta dimostrando una conoscenza e abilità in questo settore.

.Non si ha alcun pregiudizio contro alcuno, né tantomeno si vuole privilegiare qualcuno, ma è necessario fare un chiarimento sulla questione della Formazione professionale.

Allo stato attuale ci sono circa ottomila lavoratori di questo comparto sono in attesa di rientrare a lavorare, cosa che potrebbe accadere realizzando una Agenzia unica regionale per la gestione sia degli Interventi Formativi che per i Servizi Formativi (ex Sportellisti).

Dopo una proficua e utile conversazione con il Segretario regionale del SI.NA.L.P. Federazione Nazionale Scuola e Formazione, Annamaria Magro, ci permettiamo, di suggerire al Governo Musumeci e all’assessore Roberto Lagalla, di intraprendere un cammino che possa tutelare tutti, al fine di una vera giustizia sociale.

Se si vuole realmente risolvere il problema dell’occupazione dei dipendenti della Formazione si potrebbe:

1) mettere in aggiornamento/riqualifica e/o riconversione professionale il personale senza incarico;
2) avviare le procedure per l’accompagnamento alla pensione, ampliando il numero degli aventi diritto;
3) applicare la legge 25 regionale per la salvaguardia del personale storico della formazione e applicare quanto previsto dall’allegato n° 12 del CCNL Formazione che prevede la mobilità sempre per la tutela dei lavoratori;
4) rimpinguare il Fondo di Garanzia.

La vicenda è davvero drammatica, per cui anche le forze sindacali, hanno il dovere di intervenire per colmare questo scollamento e cercare di contribuire alla sistemazione di questo comparto.

Apprezziamo, il lavoro svolto dell’assessore Roberto Lagalla, uomo capace e sensibile, che ha dimostrato una specifica competenza e professionalità, e quindi confidiamo che il suo operato possa dare una reale dignità a questi lavoratori da troppo tempo dimenticati dalla politica del passato.

16 aprile 2018

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