Formazione/ Il Tribunale civile di Palermo ha condannato la Regione a pagare all’ANFE 3 milioni e 300 mila Euro

La vicenda, piuttosto complessa, tocca di ‘striscio’ gli extrabudget. Ed è legata al tentativo dell’Amministrazione regionale di rivalersi sugli enti ai quali aveva erogato somme – gli extrabudget, per l’appunto – che la Corte dei Conti ha definito in buona parte illegittimi. La sentenza non si pronuncia sulla legittimità o sull’illegittimità degli stessi extrabudget, ma sulle modalità – a quanto pare improprie – con le quali la Regione ha trattenuto queste somme

La vicenda, piuttosto complessa, tocca di ‘striscio’ gli extrabudget. Ed è legata al tentativo dell’Amministrazione regionale di rivalersi sugli enti ai quali aveva erogato somme – gli extrabudget, per l’appunto – che la Corte dei Conti ha definito in buona parte illegittimi. La sentenza non si pronuncia sulla legittimità o sull’illegittimità degli stessi extrabudget, ma sulle modalità – a quanto pare improprie – con le quali la Regione ha trattenuto queste somme

Il Tribunale di Palermo, quinta Sezione civile, ha condannato l’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale a pagare in favore dell’ANFE, delegazione Regione Sicilia, la complessiva somma di oltre 3 milioni e 300 mila Euro annullando i cosiddetti mandati verdi emessi a compensazione di crediti vantati dall’ente come integrazione al finanziamento.

La storia è piuttosto complessa. Proviamo a riassumerla.

Negli anni in cui la Regione finanziava il settore della Formazione professionale della Sicilia (oggi che la Regione è praticamente fallita i corsi di Formazione sono tutti a carico del Fondo Sociale Europeo) la stessa Amministrazione regionale riconosceva agli enti formativi i cosiddetti extrabudget. Si trattava di fondi legati agli aggiornamenti ISTAT relativi ai contratti dei lavoratori.

A un certo punto con la gestione degli extrabudget è insorta un po’ di confusione (forse in alcuni casi molta confusione): succedeva che alcuni enti, invece di pagare le differenze contrattuali ai dipendenti, ‘pilotavano’ nuove assunzioni. Sulla vicenda è intervenuta la Corte dei Conti per fare chiarezza. Stabilendo che gli extrabudget sono in molti casi illegittimi.

Sulla vicenda degli extrabudget, per la cronaca, l’attuale Segretario generale della presidenza della Regione siciliana, Patrizia Monterosso, è stata condannata dalla stessa Corte dei Conti al pagamento di oltre un milione di Euro. Fatti che risalgono, per l’appunto, agli anni in cui la stessa Monterosso svolgeva le mansioni di dirigente generale del dipartimento della Formazione.

I fatti che riguardano, invece, la recente sentenza del Tribunale di Palermo, quinta Sezione civile, fanno riferimento a un atto amministrativo compiuto dall’Amministrazione regionale. Quando, infatti, è venuta fuori la notizia che molti degli extrabudget erano illegittimi, il dipartimento regionale della Formazione ha trattenuto a circa una ventina di enti formativi somme che erano state erogate dalla stessa Regione a titolo di integrazione al finanziamento, per un importo che supera i 30 milioni di Euro.

Con questa forzatura amministrativa l’Amministrazione regionale ha provato, come dire?, a sanare un’erogazione che era stata considerata illegittima.

La sentenza del Tribunale di Palermo non si pronuncia sulla legittimità o illegittimità degli extrabudget, ma sul seguente principio: quando la Regione finanzia una parte di un’attività formativa non può bloccare la seconda parte del finanziamento da erogare in fase finale del procedimento di rendicontazione.

In pratica, il dispositivo della sentenza, la n.537/2017 del 9 gennaio scorso, si fonda sulla previsione di cui all’articolo 80 del regolamento (CE) n.1083/2006 che stabilisce:

“Gli Stati membri si accertano che gli organismi responsabili dei pagamenti assicurino che i beneficiari ricevano l’importo totale del contributo pubblico entro il più breve termine e nella sua integrità. Non si applica nessuna detrazione o trattenuta, né alcun onere specifico o di altro genere con effetto equivalente che porti alla riduzione di detti importi per i beneficiari. La stessa amministrazione opponente ha infatti riconosciuto, con decreto n.5339 del 5 agosto 2015, in virtù della delibera della Sezione di controllo della Corte dei Conti del 2 febbraio 2015, n.107, la illegittimità dei cosiddetti mandati verdi e cioè di quei mandati emessi a compensazione di crediti vantati dal soggetto finanziato, allo scopo di paralizzarne la relativa riscossione”.

Viene da chiedersi, a questo punto, che succederà con gli altri enti che hanno presentato ricorso. Come abbiamo già detto, la Regione ha bloccato l’erogazione di circa 30 milioni di Euro. Non si esclude che le successive sentenze possano essere positive per gli enti e negative per una Regione già mezzo fallita.

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