Forza Italia e Berlusconi? Hanno la stessa linea politica di Renzi, ma devono ingannare gli elettori di centrodestra
Editoriale, Politica

Forza Italia e Berlusconi? Hanno la stessa linea politica di Renzi, ma devono ingannare gli elettori di centrodestra


Time Sicilia

Ormai nella vecchia politica italiana – parliamo del centrodestra, ma anche del centrosinistra – non ci sono più idee e meno che mai ideologie. Solo affari, poltrone e ‘piccioli’. Incredibile quello che succede con Forza Italia e Lega Nord, divisi su Jobs Act e legge Fornero, ma insieme alle elezioni politiche del 4 marzo per prendere più seggi. Questo forse spiega perché,in Sicilia, Nello Musumeci si sta comportando come Rosario Crocetta. Caso analogo alla Regione Lombardia con PD renziano e Liberi e Uguali? 

In queste ore sono sotto gli occhi di tutti le divisioni tra Forza Italia e la Lega Nord di Salvini. Gli argomenti sono tanti. Ne segnaliamo solo due che, da soli, in un Paese serio, con una politica seria e non di pagliacciate, dovrebbero tenere distinti e distanti questi due partiti politici: il Jobs Act e la legge Fornero.

Il primo argomento – il Jobs Act – per un partito politico dovrebbe essere centrale. Parliamo del lavoro: del lavoro diventato precario grazie a una legge infame voluta dal Governo Renzi si input dell’Unione Europea dell’euro, a propria volta controllata in modo ‘militare’ dalle multinazionali.

Renzi, in verità, ha iniziato prima a smantellare lo Statuto dei lavoratori. Poi il segretario del PD è passato al cuore del problema: i nuovi contratti di lavoro, diventati al 90% e forse più precari.

Qualche giorno fa l’ISTAT ha diffuso un dato allarmante che il ‘regime’ del PD ha spacciato sfacciatamente come un grande risultato: il passaggio da 22 a 23 milioni di occupati in Italia.

Peccato che come ha riconosciuto il Corriere della Sera – il Corriere della Sera e non un ‘pericoloso giornale di rivoluzionari’! – la qualità del lavoro di questo milione di ‘nuovi occupati’ è pessima: precari nel 90% dei casi e tutti con contratti siglati grazie ad abbondanti incentivi messi in campo dal Governo nazionale. Incentivi che – ma guarda che caso! – vanno in scadenza tra la fine di questo mese e l’inizio della primavera.

Insomma: un milione di occupati in più – al 90% precari – con le imprese che li hanno assunti foraggiate da incentivi in scadenza poco prima o subito dopo le elezioni politiche del prossimo 4 marzo: quanto basta per prendere in giro gli elettori. 

La Lega Nord di Salvini non sembra molto favorevole al Jobs Act, mentre Berlusconi lo vuole mantenere.

Molto più profonde le divisioni tra Forza Italia e Lega Nord sulla legge Fornero.

La legge Fornero – questo è noto a tutti – è una legge ignobile, voluta dal Governo Monti, che consente all’INPS di fare ‘cassa’ penalizzando i lavoratori.

Incredibile – sempre a proposito della legge Fornero – quello che succederà quest’anno grazie alla legge di Stabilità nazionale 2018 (ma perché non ne parla nessuno?). Questa legge – che poi è la Finanziaria nazionale – ha fatto ‘sparire’ il fondo di 800 milione degli esodati, cioè dei lavoratori che vanno in pensione, ma rimangono senza soldi per quattro cinque anni.

Quest’anno la legge Fornero (che Iddio l’abbia in gloria…) ‘produrrà’ circa 8 mila esodati. Ma per loro, almeno per ora, non c’è nulla!

La Lega Nord di Salvini vuole abolire senza mezzi termini la legge Fornero. Berlusconi e Forza Italia, invece, la vogliono mantenere.

Senza bisogno di scomodare destra e sinistra – sigle che in Italia contano ormai poco o nulla – un dato politico è sempre sotto gli occhi di tutti: la linea politica di Forza Italia, nelle cose che contano, è identica alla linea politica del PD di Renzi.

Sul Jobs Act, sulla legge Fornero Berlusconi e Renzi la pensano alla stessa maniera. Ma alle elezioni si presentano divisi.

Renzi è coerente con la sua politica: ha massacrato Statuto dei lavoratori, diritti dei lavoratori, pensionati, ha provato a manomettere la Costituzione e altre ‘riforme’ varie e ne va fiero.

Berlusconi, invece, è un ipocrita. Dice di essere alternativo a Renzi, ma in realtà si presenta alle elezioni con il ‘bollino’ del centrodestra per ingannare gli elettori di questa parte politica.

Berlusconi sa che tantissimi italiani – anche nel mondo del centrodestra – sono contrario al Jobs Act e soprattutto alla legge Fornero – ma deve carpirgli il voto per prenderli in giro.

Anche l’ex Cavaliere, volendo, fa il suo mestiere: cos’ha fatto, dal 1994 ad oggi, se non prendere in giro gl’italiani?

Berlusconi – non lo dimentichiamo – è quello della riduzione delle tasse (mai attuata), del milione di posti di lavoro (ma dove sono?), del Ponte sullo Stretto di Messina (altra presa per i fondelli che è servita solo ai suoi amici imprenditori per guadagnare un sacco di soldi con le penali pagate dallo Stato quando il progetto è stato messo di lato).

In Sicilia Berlusconi è stato quello che prometteva grandi investimenti nel Mezzogiorno: invece, quando è stato al Governo, scippava i fondi del Sud (FAS) per dirottarli alle imprese del Centro Nord Italia (proprio quello che ha fatto Renzi).

Per non parlare della vergogna della riapertura del casinò di Taormina: promessa solennemente alle elezioni politiche del 2001 e poi archiviata, alla fine di quella legislatura, dall’allora Ministro degli Interni, Giuseppe Pisanu – Ministro di Forza Italia – dicendo “che in Sicilia c’è la mafia e che il casinò di Taormina non si può riaprire per colpa della mafia!”.

Una persona ‘seria’, Berlusconi: almeno quanto i siciliani che ancora lo votano!   

Ciò posto, perché la Lega Nord di Salvini, pur sapendo che Berlusconi la pensa come Renzi (e, con molta probabilità, dopo le elezioni, sarà alleato dello stesso Renzi), si presenta alle elezioni politiche del 4 marzo con Berlusconi?

La risposta è semplice: perché la nuova legge elettorale – il Rosatellum – non è meno infame del Jobs Act e della legge Fornero.

Contrariamente a quello che hanno cercato di farci credere, la nuova legge elettorale di Camera e Senato non prevede alleanza politiche, ma solo apparentamenti.

Insieme, Forza Italia e Lega prenderanno più seggi che da soli. Se a questi si aggiungeranno anche Giorgia Meloni e Ignazio la Russa con Fratelli d’Italia saranno ancora più forti.

Anche Giorgia Meloni – su fatti politici essenziali – non la pensa come Berlusconi. Ma si presenta con Forza Italia perché, da sola, la lista di Fratelli d’Italia rischierebbe di non raggiungere il quorum.

Se provate a parlare con qualcuno di Forza Italia, qualcuno della Lega, o con qualcuno di Fratelli d’Italia chiedendogli conto e regione di queste contraddizioni vi risponderanno pressappoco così:

“Perché, presentandoci divisi, dovremmo regalare seggi ai nostri avversari?”.

Non bisogna regalare seggi agli avversari: e pazienza se gli elettori – in questo caso del centrodestra – verranno presi in giro: gli diranno che “il centrodestra è coeso” quando Berlusconi, Salvini e Giorgia Meloni sanno che, dopo il 4 marzo, ognuno andrà con chi gli pare!

 

P.s.

Attenzione 1: lo stesso discorso potrebbe verificarsi tra PD e Liberi e Uguali. Due partiti che alle elezioni politiche del 4 marzo saranno avversari.

Ma siccome il 4 marzo si voterà anche per eleggere il nuovo presidente della Regione Lombardia e il Consiglio regionale lombardo, non è da scartare l’ipotesi che PD renziano e Liberi e Uguali di Piero Grasso si presentino, nello stesso giorno in cui si vota (ci sarà l’election day), avversari alle elezioni politiche e insieme alle elezioni regionali della Lombardia…

Attenzione 2: molti osservatori non si spiegano il perché il nuovo Governo regionale di Nello Musumeci abbia evitato, sin dalle prima battute, segnali di discontinuità verso il precedente Governo regionale del PD renziano.

Emblematico il caso degli 800 milioni di euro di IVA regalati a Roma (COME POTETE LEGGERE QUI).

Qui le scuole di pensiero si dividono.

Secondo la prima scuola di pensiero Musumeci sarebbe una sorta di ‘prigioniero politico’ di berlusconi e di Gianfranco Miccichè.

La seconda scuola di pensiero racconta che Musumeci sarebbe già organico al finto centrodestra di Berlusconi, grazie alla mediazione di Ignazio La Russa.

Sia che abbia ragione la prima scuola di pensiero, sia che abbia ragione l seconda scuola di pensiero, il Governo regionale siciliano di Musumeci, in questa prima fase, sta tradendo le aspettative degli elettori siciliani che lo hanno votato.

Musumeci – ribadiamo: in questa prima fase – si sta comportando come si comportò Raffaele Lombardo subito dopo le elezioni regionali del 2008…

12 gennaio 2018

Autore

TimeSicilia


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