Ghana: morire per mancanza di igiene perché tanta gente defeca all’aria aperta
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Ghana: morire per mancanza di igiene perché tanta gente defeca all’aria aperta


C. Alessandro Mauceri

Può sembrare incredibile ma è così: in Ghana mancano i servizi igienici e la gente fa i propri bisogni all’aria aperta. Risultato: quasi 20 mila persone muoiono ogni anno a causa della mancanza di igiene (oltre 5 mila sono bambini).  Nell’Africa subsahariana ogni 30 secondi muore di malaria un bimbo al di sotto dei cinque anni. Dati ancora peggiori per la diarrea (e le sue conseguenze) che uccide 5000 bambini al giorno

di C. Alessandro Mauceri

Nei giorni scorsi ha fatto notizia il dato riportato in un rapporto della Banca Mondiale che parlava dei costi sociali (e non solo) legati all’abitudine della maggior parte degli abitanti del Ghana di defecare all’aria aperta. Una pratica diffusa fra la popolazione, ma che costa al Paese africano ben 79 milioni di dollari l’anno. Il 74% di questa somma è legata alla morte prematura di 19.000 persone (di cui 5.100 bambini sotto i 5 anni) ogni anno proprio a causa di complicazioni legate alle malattie attribuibili a acqua infetta e mancanza di igiene.

Dati impressionanti confermati anche da Rushnan Murtaza, rappresentante dell’Unicef in Ghana, durante la “Campagna di Igiene Nazionale”: un ghanese su 5 defeca all’aperto e solo un casa ogni sette ha un bagno al suo interno.

Pochi giorni fa, con il patrocinio del presidente Nana Addo Dankwa Akufo-Addo è stata lanciata una campagna dal titolo: “Manteniamo il Ghana pulito: fai la tua parte”, ma secondo Murtaza, a meno che il Paese non adotterà misure drastiche, ci vorranno almeno 90 anni per risolvere questo problema.

“Conosciamo da tempo l’impatto delle scarse condizioni igienico-sanitarie sulla salute, ma questo è uno dei primi studi per quantificarne i costi annuali”, disse alcuni anni fa Yolande Coombes, specialista in acqua e servizi igienico-sanitari della World Bank, “il Ghana non sarà in grado di crescere in modo sostenibile senza affrontare questi costi”.

In realtà il problema della mancanza di servizi igienici (che è strettamente legato anche ad un altro problema, quello della mancanza di acqua) non è limitato al Ghana. La mancanza di servizi igienici uccide più bambini di quanti ne uccidono malaria, Aids e morbillo insieme. Secondo le Nazioni Unite, accesso a servizi igienici adeguati, a buone pratiche igieniche e acqua potabile potrebbero salvare la vita a 1,5 milioni di bambini ogni anno. Per questo da alcuni anni, il 19 novembre, nel mondo si celebra il World Toilet Day.

Eppure, ancora oggi, nel mondo, 2,5 miliardi di persone non ha accesso a servizi igienici. E nessuno finora è riuscito a risolvere il problema. Cercare di combattere alcune delle più gravi cause di morte nel mondo è del tutto inutile se non si interviene per ridurre la mancanza di servizi igienici.

Nelle baraccopoli (a volte immense) quasi sempre mancano le fognature. In molti Paesi nelle scuole centinaia di bambini sono costretti a fare la fila per accedere a servizi igienici (o presunti tali) assolutamente sottodimensionati. E fuori dei centri abitati spesso la povertà dilagante non consente alle famiglie di dedicare le poche risorse economiche a disposizione alla costruzione di latrine.

La conseguenza è la diffusione di malattie come la dissenteria, che annualmente uccide 1,5 milioni di bambini. E centinaia di milioni, a causa di questa malattia legata all’acqua hanno una crescita limitata (la malattia li priva dei nutrienti e delle energie).

La situazione non è grave solo in Ghana. Anche in Uganda, dove nel nord del paese, vicino ai campi profughi, si utilizzano sistemi per il trattamento dei rifiuti inaccettabili. O in Etiopia, che conta quasi 100 milioni di persone, ma dove più del 70% della popolazione non ha accesso a servizi igienici “moderni” (dove per moderna si intende almeno una latrina chiusa e coperta con una lastra di cemento e dotata di un tubo che aspira l’aria della buca). In questo paese decine di milioni di persone utilizzano regolarmente semplici buche scavate nel terreno o secchi casalinghi o i campi attorno a casa o qualche giardino delle città.

Secondo una ricerca, in Africa il 58% della popolazione non ha accesso a servizi igienici adeguati, non esiste un adeguato sistema fognario. Per i bambini sotto i cinque anni d’età la seconda e la quarta causa di morte sono la diarrea e la malaria. Ogni anno in Africa muoiono 900.000 persone a causa della malaria e, di queste, il 70% sono bambini.

Nell’Africa subsahariana ogni 30 secondi muore di malaria un bimbo al di sotto dei cinque anni. Dati ancora peggiori per la diarrea (e le sue conseguenze) che uccide 5000 bambini al giorno.

Secondo l’Unicef, nel Sud del mondo, ogni settimana muoiono 226 mila bambini per malattie che potrebbero essere evitate con una spesa davvero modica: per risolvere alcuni di questi problemi ed evitare la morte di tanti innocenti basterebbero tre miliardi di dollari l’anno. Una somma ridicola se si pensa che nel mondo si spendono 80 miliardi di dollari per armamenti. E non in una anno: in un solo giorno.

I soli USA, ad esempio, spendono oltre 500 miliardi di dollari in armi e armamenti. E recentemente il presidente Trump ha esortato i Paesi che aderiscono al Patto Atlantico ad aumentare le somme che versano annualmente alla NATO. Centinaia di miliardi di dollari per armi e “missioni di pace” quando ne basterebbero 80 (meno dell’1% della ricchezza globale) per garantire a tutti gli abitanti del pianeta i servizi fondamentali. Compresi quelli igienici. Quelli che ogni anno vengono celebrati con il World Toilet Day.

Da leggere:

Agrigento & dintorni: “Non paghi l’acqua? E io ti chiudo il cesso!”

27 novembre 2017

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AlessandroMauceri


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