“Gianfranco Miccichè, Raffaele Lombardo e Saverio Romano non possono essere il futuro della Sicilia”
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“Gianfranco Miccichè, Raffaele Lombardo e Saverio Romano non possono essere il futuro della Sicilia”


Time Sicilia

“Siamo di fronte ad un evidente decadentismo della vita politica di questo Paese. Quando ci sono i furbi del quartiere che manipolano le candidature e quindi falsano i risultati, che sono a esclusivo uso e consumo personale, allora ci dobbiamo davvero preoccupare”

da Domenico Cutrona
Segretario Politico del Movimento Popolare Federalista Europeo
riceviamo e pubblichiamo

Sono state presentate le liste per le elezioni politiche del prossimo 4 marzo. I candidati sono stati scelti in funzione del rapporto personale di amicizia con le segreteria dei partiti. In Sicilia, assimilata ad una colonia, sono stati messi in lista anche persone che nulla hanno a che vedere con il territorio, oltre al fatto che il nepotismo è stato premiato in tutti i partiti.

Così si creerà un Parlamento di mediocri, asservito alle disposizioni delle segreterie.

Non esiste una vera rappresentanza della società italiana. Le elite politiche sono diventate solo punti di riferimento simbolici, finalizzate all’obbedienza al capo popolo, senza alcuna autonomia politica.

Quello che verrà eletto il prossimo 4 marzo sarà un Parlamento peggiore di quello uscente, poiché manca l’autonomia del parlamentare che, ricordiamo, secondo le norme della Costituzione, dovrebbe rappresentare i suoi elettori e portare avanti, in Parlamento, le istanze sociali.

Auspichiamo una profonda riflessione da parte dei cittadini su quello che deve essere fatto, per la difesa la tutele della Democrazia.

Sono molte le cose da fare, ma si cominci dalla rivisitazione dei collegi, perché con la nuova legge elettorale – il Rosatellum – sono stati istituiti collegi elettorali ad uso esclusivo personale, per la tutela di chi ha proposto ed approvata la legge.

Siamo di fronte ad un evidente decadentismo della vita politica di questo Paese. Quando ci sono i furbi del quartiere che manipolano le candidature e quindi falsano i risultati, che sono a esclusivo uso e consumo personale, allora ci dobbiamo davvero preoccupare.

Si apprende dalla stampa che alcuni soggetti stanno per tornare – con riferimento alla Sicilia –  là dove nel passato hanno distrutto la Regione siciliana, la Provincia e il Comune di Catania. Ma davvero costoro pensano che possono fare tutto quello che vogliono?

Siamo in presenza di un triunvirato rappresentato da Gianfranco Miccichè, Raffaele Lombardo e Saverio Romano. Tre soggetti che, forti di un patto scellerato, hanno blindato le liste in Sicilia, cercando di bloccare tutti coloro che, per capacità e serietà, sono migliori di loro.

Questo porta solo alla ricerca della mediocrità dei candidati. Così assistiamo al trionfo del trasformismo politico.

In modo diretto vogliamo ricordare ai cittadini alcuni fatti.

Lombardo è stato vice sindaco del Comune di Catania, dove ha portato tale Comune al dissesto. E’ stato presidente della Provincia di Catania ed ha portato all’aumento di tutte le spese delle società partecipate. E’ stato presidente della Regione, trascinando l’intera Sicilia in un pantano.

Miccichè, cinque anni fa, ha contribuito all’elezione di Rosario Crocetta alla presidenza della Regione portando ancora disastri per la Sicilia.

Romano sa fare bene il trasformista e il giocoliere: ha appoggiato il Governo Renzi facendo parte del gruppo di Denis Verdini; ora, per tornaconto personale, è tornato nel centrodestra, magari nella speranza che venga premiato.

Questi personaggi non possono rappresentare il futuro della politica siciliana e italiana: anzi. In un Paese normale sarebbero già a casa!

Non si possono votare soggetti come questi che sono definibili come i furbi del quartiere.

La legge elettorale consente a costoro di giostrare a piacimento con le liste e quindi di prendersi gioco dei cittadini. Non abbiamo visto fare proposte serie a costoro: proposte che servano a incentivare il lavoro, ma si affidano solo al capo popolo di turno che contribuiscono ed appoggiano in modo di ricevere posti sicuri in lista.

Nel Paese si parla tanto, ma si agisce in modo erroneo.

La prima cosa da fare è modificare in modo sostanziale il Codice degli Appalti, perché ha generato solo confusione e contenzioso. I tecnici non possono fare le gare di appalto per lavorare: questo è un sistema artificiale per eliminare la concorrenza.

L’Anac – Anticorruzione nazionale – è entrata a gamba tesa in tutti i rapporti, senza averne il diritto, poiché si è posta al di sopra del Parlamento, e certe volte al di sopra della Magistratura. E ovvio che questo non deve accadere: bisogna correre ai ripari.

Il Codice degli Appalti è finalizzato ad eliminare la concorrenza; tutto ciò è inverosimile. Serve un grande forza politica popolare che, animata di probità abnegazione e altruismo, si adoperi per ripristinare lo stato delle cose, perché non possiamo continuare ad assistere allo sfacelo del Paese.

La struttura dello Stato non può essere modificata, a discapito degli Organi Costituzionali.

Infine ricordiamo che le banche sono state premiate da una politica veramente incapace di difendere i cittadini.

Si deve auspicare un ritorno alla normalità, secondo i canoni tradizionali della Democrazia, ricordando al Paese che nel periodo post bellico fu possibile portare l’Italia ad essere riconosciuta come una potenza economica mondiale per merito dei Partiti tradizionali, mentre oggi l’Italia è agli ultimi posti della classifica ed ha una alta percentuale di disoccupazione a causa delle politiche sbagliate degli ultimi 25 anni.

L’Italia è stata cofondatrice dell’Unione Europea, unitamente a Francia e Germania, con pari dignità. Non ci possono essere ripensamenti o modifiche di queste posizioni, come fanno alcuni soggetti politici disfattisti, ma bisogna guardare al futuro con nuovi accordi sui trattati per consentire agli Stati di potere crescere.

Servono forze politiche equilibrate, responsabili, popolari che diano una forte impronta sulle cose da fare per portarle avanti. Bisogna adoperarsi affinché non rimangano delusi da queste aspettative, dando un segnale preciso e inconfutabile per la ripresa del nostro Paese, al fine di migliorare le condizioni sociali ed economiche di tutti i cittadini Italiani.

Tutti i cittadini, animati di buona volontà e speranza, auspicano che ciò accada al più presto, noi con senso di responsabilità e abnegazione, dobbiamo.

3 febbraio 2018

Autore

TimeSicilia


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