Giovani allo sbando: record in Sicilia
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Giovani allo sbando: record in Sicilia


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La Sicilia è al top tra oltre 200 regioni europee per l’alto tasso di giovani fra i 18 e i 24 anni che non studiano e non cercano lavoro, i cosiddetti Neet. Il dato negativo dell’isola (41,4%) è inferiore solamente a quelli registrati per la Guyana francese (44,7%) e la regione bulgara di Severozapaden (46,5%).

E’ quanto emerge dal Regional Yearbook 2017 pubblicato oggi da Eurostat. Tra i Paesi Ue, dove la media dei Neet è del 15,2%, l’Italia si conferma poi quello con la quota più elevata (il 26%).

La Sicilia è anche tra le regioni che registrano alcune delle peggiori performances europee in fatto di occupazione. Nell’Ue, in media il 71,1% dei cittadini fra i 20 e i 64 anni aveva un’occupazione nel 2016.
La percentuale crolla al 44,3% in Puglia, 41,2% in Campania, 40,1% in Sicilia e 39,6% in Calabria. La media italiana è del 57,2%.

“I dati Eurostat, che posizionano la Sicilia al 3° posto tra 200 regioni europee per numero di Neet (soggetti tra 18-24 anni che non studiano né lavorano né cercano impiego), ci danno un’ulteriore conferma del fallimento delle politiche economiche del governo, che non producono sviluppo né occupazione, soprattutto giovanile”. Così il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro.
“Quando invochiamo un cambio di rotta – aggiunge il dirigente sindacale – lo facciamo perché è evidente che la politica delle una tantum, della decontribuzione e degli interventi tampone per i giovani non ha prodotto nulla, se non scoraggiamento. Servono investimenti per il rilancio dell’apparato produttivo in generale e servono progetti mirati a specifici obiettivi di sviluppo”. Per l’esponente Cgil, “il governo deve rivedere integralmente le sue politiche economiche e sociali, altrimenti soprattutto il Mezzogiorno stenterà a risollevarsi”.

16 settembre 2017

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