Gli ex sportellisti da ‘bruciare’: firmato, assessore Gianluca Miccichè

Ma non è il solo che si batte per affossare i mille ex sportellisti. Oltre all’UDC – il partito dell’assessore Miccichè – a prendere per i fondelli questi lavoratori sono gli ‘scomparsi’ del Nuovo Centrodestra, il PD e tutti i parlamentari dell’Ars che, a vario titolo (ma non gratuitamente), ruotano attorno al Governo di Rosario Crocetta. La presa in giro del CIAPI e i pupari di un gioco al massacro

Ma non è il solo che si batte per affossare i mille ex sportellisti. Oltre all’UDC – il partito dell’assessore Miccichè – a prendere per i fondelli questi lavoratori sono gli ‘scomparsi’ del Nuovo Centrodestra, il PD e tutti i parlamentari dell’Ars che, a vario titolo (ma non gratuitamente), ruotano attorno al Governo di Rosario Crocetta. La presa in giro del CIAPI e i pupari di un gioco al massacro  

A tre mesi dall’approvazione, da parte del Parlamento siciliano, della norma per dare certezze di lavoro ai dipendenti degli ex Sportelli multifunzionali della Regione siciliana tutto tace. Di fatto, in questa lunga ‘guerra’ avviata dal Governo regionale di Raffaele Lombardo e proseguita dall’attuale Governo di Rosario Crocetta, a perdere, fino a questo momento, sono i lavoratori.

Questa è una storia politica. Di killeraggio politico e sociale. Che inizia, come già ricordato, con il Governo Lombardo. Eletto nel 2008 con i del centrodestra, Lombardo, ancor prima dell’apertura delle urne, aveva stretto un accordo con un ‘pezzo’ del PD siciliano, e segnatamente con Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia.

Il PD siciliano – una volta giunto nella ‘stanza dei bottoni’ della Regione, ovviamente con l’inganno e con il ribaltone – ha avviato la più classica operazione del “levati tu che mi ci metto io”. Così è iniziato lo smantellamento sistematico della Formazione professionale e dei servizi per le politiche del lavoro.

I mille e 800 dipendenti degli Sportelli multifunzionali avevano – e hanno ancora – agli occhi del centrosinistra una grande ‘colpa’: essere nati quando a governare l’Isola era il centrodestra. Quindi andavano sbattuti fuori. Trattamento che è stato riservato ai mille e 800 sportellisti e ai dipendenti della Formazione professionale.

Sulla Formazione la battaglia è ancora in corso, se non altro perché la sinistra siciliana è sempre stata dentro il sistema formativo. Infatti un ‘pezzo’ del sistema formativo siciliano è ancora in piedi, anche se alla mercé della politica, e segnatamente del PD, che ha fatto perdere i fondi del 2016 (forse su richiesta del Governo Renzi, che quando può scippare soldi alla Sicilia non si tira mai indietro).

Va notato – sempre a proposito della Formazione siciliana – che a comandare è la politica, e in particolare l’assessore regionale, Bruno Marziano. Mentre la burocrazia, che ai tempi dell’ex dirigente generale, Anna Rosa Corsello, diceva la sua (anche se non sempre dicendo e facendo cose giuste), oggi non conta praticamente nulla.

Per carità: nulla da dire al dirigente generale del settore, il dottore Gianni Silvia, persona per bene e preparata: ma non è lui che governa il settore, se è vero che fanno tutto gli uomini del PD (e si vede dallo sfascio che c’è).

Ma se nella Formazione c’è, bene o male, la politica che comanda, nel mondo delle politiche del lavoro della Regione siciliana, oggi, si registra il nulla mescolato col niente. La dirigente generale, Antonella Bullara, sembra divertirsi a rallentare, se non a bloccare le attività del suo dipartimento. Non parliamo dell’assessore, Gianluca Miccichè, che fa rima con “c’è e non c’è”.

Esponente dell’UDC – un partito che, da quando non c’è più Totò Cuffaro si comporta, sotto il profilo politico ed elettorale, da saprofita (per la cronaca, i saprofiti, in biologia, sono organismi che vivono a spese di sostanza in decomposizione: traslate il senso di questa parola in senso politico ed elettorale e otterrete…) – l’assessore Miccichè è un raro esempio di governante sotto vuoto-spinto.

Osservandolo, vuoi per l’eleganza del suo portamento, vuoi per la sua azione politica e di governo, viene da pensare a una celebre battuta di Oscar Wilde:

“Amo molto parlare di niente. E’ l’unico argomento di cui so tutto”.

Ovviamente la nostra è una battuta simpatica. L’assessore a noi sta, per l’appunto, simpatico per quel suo andare per ghirigori che potrebbero benissimo campeggiare in un’opera di Land Art. Abbiamo anche provato a intervistarlo, per chiedergli notizie sugli sportellisti, alla luce di una recente legge regionale che a noi, se proprio la dobbiamo dire tutta, sembrava una presa in giro. Ma non riamo stati fortunati.

Questa legge – che a noi non ha convinto – ha messo d’accordo tutti i parlamentari dell’Ars (e questo già avrebbe dovuto essere un campanello d’allarme). Ci sono state roboanti quanto verbali promesse di utilizzare il personale proveniente dagli ex Sportelli multifunzionali presso l’ente regionale in house CIAPI. Parole che abbiamo ascoltato dalle registrazioni degli interventi dei deputati che si sono susseguiti durante la discussione in Aula.

Nella Gazzetta Ufficiale della Regione è stato pubblicato il decreto per formulare l’elenco dei lavoratori che dovrebbero finire al CIAPI. Un elenco che avrebbe dovuto, come prevede espressamente l’art. 13 della legge regionale n. 8 del 17 maggio 2016, essere pronto entro trenta giorni dalla pubblicazione. Invece ci sarà tempo fino al 30 Settembre per chiedere di essere inseriti in quello che sarà solo un listato in ordine alfabetico da cui “attingere prioritariamente”.

Ribadiamo: a noi questa legge è sembrata una presa per i fondelli.

Critica anche Adriana Vitale, la battagliera ex sportellista che, da quando è stata licenziata, lotta per riavere il proprio posto di lavoro, anche con occupazioni e scioperi della fame:

“Nessuna data che indica l’anzianità di servizio è chiesta nella domanda/dichiarazione sostitutiva pubblicata nel sito regionale. Quale sarebbe il criterio per assumere il personale? Il CIAPI essendo ente in house, dovrebbe fare una selezione pubblica, gli enti privati non possono essere obbligati ad assumere il personale. Dicono che saranno incentivati man mano nei bandi, ma essendo un listato, quale sarà il criterio?”.

Accantonata la proposta degli ex sportellisti – che prevedeva altri percorsi – i parlamentari regionali di maggioranza e di opposizione, votando la norma proposta dal Governo, si sono impegnati attraverso dichiarazioni pubbliche nel far transitare il personale nell’ente in house per risolvere la vertenza e per assolvere, contestualmente, alla riforma nazionale in tema di politiche attive del lavoro.

“La promessa del tutti al CIAPI dov’è finita? – si chiede e chiede ancora Adriana Vitale -. Come mai, a parte alcuni deputati, che attraverso interrogazioni, ordini del giorno, mozioni sollecitano il Governo per rendere esecutiva ciò che una legge sancisce, tutto il resto non s’indigna? Eppure appare chiaro fin dai primi atti dell’assessore che saremo catapultati nella giungla del mercato libero per completare l’opera di distruzione delle nostre famiglie. Abbiamo combattuto. Ma è stato tutto inutile. Nessun rispetto per la fatica consumata durante le giornate vissute, a tratti con speranza e a tratti con disperazione, in un balletto continuo che ha logorato la nostra mente e il nostro fisico. Siamo stanchi di essere presi in giro da un pugno di lestofanti, senza meriti e senza parola”.

Conclude Adriana Vitale:

“In questi lunghi giorni che sono diventate settimane, settimane che sono diventati mesi, mesi che sono diventati anni, abbiamo toccato con mano la disperazione allo stato puro, abbiamo urlato il nostro disagio economico, rivendicando il nostro diritto al lavoro, negato da una precisa strategia orchestrata da pupi e pupari. Il gioco su di noi è perverso, siamo in mano a gente senza scrupoli e senza coscienza che ci ha usati come pedine per raggiungere i loro scopi e continuare ad arricchirsi con il nostro sangue e quello dei nostri figli”.

Come darle torto?

Rimane il nostro Oscar Wilde dell’Ars, pardon, il nostro assessore Miccichè. Perché l’abbiamo cercato? Per parlare di letteratura? Anche. Ma soprattutto per chiedergli perché non sta muovendo un dito per gli ex sportellisti, che da mille e 800, si sono ridotti a mille.

Ci piacerebbe chiedergli: assessore, a noi risulta che, per la vicenda ex sportellisti, ci sono le risorse del Fondo Sociale Europeo. E anche i fondi del Ministero. Perché non sta facendo nulla? Pensa, forse, che gli ex sportellisti non vi voteranno? Assessore, stia sereno (per dirla con Renzi): tanto a voi dell’UDC non vi voterà più nessuno. Soprattutto dopo la vostra alleanza ‘intelligente’ con gli ‘scomparsi’ del Nuovo Centrodestra del Ministro Angelino Alfano.

Sapete cosa si dice in Sicilia dell’accoppiata UDC-Nuovo Centrodestra? Se li conosci li eviti…

Vagli a dare torto!

Foto tratta da palermo.gds.it

Rispondi