Gli OGM, i ‘consigli’ della Corte di Giustizia Europea e le pressioni delle multinazionali
Editoriale, Primo Piano

Gli OGM, i ‘consigli’ della Corte di Giustizia Europea e le pressioni delle multinazionali


Time Sicilia

Il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea – inutile, perché non produrrà effetti – è comunque un segnale lanciato dalle multinazionali che producono OGM, che proveranno a imporre all’Italia gli Organismi Geneticamente Modificati. La storia del grano duro Creso – una cultivar selezionata in Italia con i raggi gamma nel 1974 – fra pro e contro. Perché, alla fine, è meglio tenerci il principio di precauzione e, là dove è possibile, non mangiare cibi OGM

Le multinazionali che producono sementi OGM (Organismi Geneticamente Modificati), piano piano, stanno provando a fare arrivare sulle tavole degli italiani nuovi veleni. Il grano contaminato che arriva con le navi non basta più: adesso tocca ad altri prodotti agricoli manipolati dalla genetica. Insomma, gl’italiani la debbono smettere di rifiutare i prodotti agricoli geneticamente modificati. Così ha deciso – non si capisce bene a che titolo, visto che il problema è scientifico e non giuridico – la Corte di Giustizia Europea.

Il pronunciamento dei giudici europei è solo ‘schiumazza’: fa ‘schiuma’, ma non produce effetti perché il problema è stato superato da un regolamento comunitario di due anni fa che, almeno fino a questo momento, ha bloccato gli ‘appetiti’ delle multinazionali. In ogni caso è un segnale: le multinazionali che oggi controllano la ‘presunta’ Unione Europea – e che, per esempio, hanno imposto al PPE e al PSE di approvare il CETA al Parlamento Europeo – stanno tornando alla carica: l’idea di non potere fare business con gli OGM non gli va proprio giù…

Non siamo in possesso del pronunciamento dei giudici della Corte di Giustizia europea. Ma leggendo i giornali italiani, quello che viene fuori è uno scenario confuso ed incerto.

Ecco il Corriere della Sera on line:

“Secondo i giudici europei i prodotti geneticamente modificati possono essere vietati solo se è comprovato il loro effetto negativo sulla salute”.

E ancora:

Il principio di precauzione non vale – Un decreto interministeriale quattro anni fa aveva proibito in tutta Italia le colture da sementi nate ‘in laboratorio’, basandosi sul cosiddetto principio di precauzione, principio che però viene ora bocciato dal verdetto dei giudici europei. Il decreto non sarebbe legittimo in quanto il principio di precauzione deve basarsi sull’esistenza certa di un rischio; gli OGM, al contrario, sono oggetto di una valutazione scientifica ancor prima di essere immessi sul mercato”.

Ripetiamo: non abbiamo letto il pronunciamento dei giudici della Corte di Giustizia Europea: ma se hanno detto quello che ha scritto il Corriere della Sera, beh, qualche dubbio sorge: che significa, infatti, “Il decreto (il riferimento è al decreto italiano che ha bandito gli OGM ndr) non sarebbe legittimo in quanto il principio di precauzione deve basarsi sull’esistenza certa di un rischio”?

Il principio di precauzione, per definizione, interviene su questioni scientificamente controverse. Sulla base di quali cognizioni scientifiche i giudici della Corte di Giustizia Europea hanno stabilito che gli Organismi Geneticamente Modificati non sono rischiosi per la salute umana?

Ricordiamo che gli effetti che gli OGM possono provocare sulla salute umana non sono prevedibili. Anche se la scienza, oggi, ci dice, ad esempio, che variazioni nella struttura degli aminoacidi (le unità di base che compongono le proteine), possono provocare effetti molto negativi sulla salute umana.

Gli OGM, in agricoltura – questo bisogna dirlo – risolvono un sacco di problemi: la genetica, infatti, è in grado di produrre piante che resistono, naturalmente, agli attacchi di insetti, batteri e virus: questo significa un notevole risparmio (si fa a meno di pesticidi e battericidi), ma – lo ribadiamo – non è facile prevedere gli effetti.

Nel mondo gli OGM in agricoltura sono molto diffusi, come possiamo leggere in questo articolo pubblicato nel 2004 da La Stampa a firma del fisico e matematico, Tullio Regge:

“”Attivisti di Greenpeace hanno fatto irruzione negli stabilimenti di lavorazione della soia OGM nella zona di Ravenna bloccando tutti gli ingressi, altri hanno assalito al largo di Chioggia una nave panamense con un carico di soia OGM. L’azione è chiaramente concertata a livello internazionale e mi auguro che le autorità intervengano al più presto per ristabilire l’ordine e la legalità.
Esistono ormai in commercio numerose varianti di soia OGM, le preferisco alla carne, mi forniscono proteine di alta qualità e costano anche di meno. Le consiglio a tutti ma non le impongo a nessuno.

Continuo a chiedere a esperti di chiara fama internazionale se esistono controindicazioni a una dieta che contenga OGM ma finora ho sempre ottenuto risposte negative. Ormai gli OGM sono estesamente coltivati nelle Americhe e dilagano anche in Asia, fra pochi anni se ne nutrirà circa la metà della popolazione mondiale e sopratutto il terzo mondo dove il vero aggressore è la fame.

La Cina ha già sviluppato circa 85 varietà geneticamente modificate non solo alimentari ma anche pioppi sterili che non si ibridizzano con culture autoctone, ma anche l’India è ben avviata in questa direzione. Esperti italiani hanno creato a Cuba in collaborazione con ricercatori locali la canna da zucchero OGM.

I brevetti relativi sono di proprietà cubana, i cubani non devono più acquistare pesticidi a prezzi esosi dalle odiate multinazionali dato l’embargo USA, infine è aumentata la produttività. Contrariamente a quanto si crede un laboratorio di sintesi di OGM costa pochissimo ed è alla portata dei paesi del terzo mondo. La crescita della popolazione ed una pratica agricola di infima efficienza sono la causa principale della deforestazione su scala mondiale.

Giova anche ricordare che moltissime varietà di uso alimentare esteso in Italia ma anche altrove sono in effetti varietà modificate ormai da decenni con mezzi che oggi appaiono primitivi. Il grano duro Cappelli, inizialmente coltivato solo in Puglia per ragioni climatiche, fu geneticamente modificato nel 1974 da una equipe diretta da Scarascia Mugnozza che lo espose a radiazione gamma emessa da un reattore nucleare, bestia nera degli ambientalisti.

Il Cappelli mutato, oggi denominato Creso, rende conto di circa il 90% della pasta venduta in Italia ma gli ambientalisti continuano a nutrirsene e a cambiare argomento della conversazione quando qualche scriteriato come il sottoscritto ne cita le origini. In tutto il mondo circolano ormai migliaia di varietà di esteso consumo modificate mediante radiazione gamma”.

Quello che scrive Tullio Regge è vero. La cultivar di grano duro Creso, selezionata in Italia da un gruppo di genetisti nei primi anni ’70 del secolo passato, si è diffusa in tanti Paesi del mondo (come potete leggere qui).

Ne dobbiamo dedurre che in Italia abbiamo utilizzato, per la nostra nutrizione, una varietà di grano duro – il Creso, per l’appunto – che non è altro che un OGM non transgenetico.

Ma non mancano i problemi. Scrive Sara Farnetti, specialista di medicina interna:

“Appare fondata l’ipotesi che la modifica genetica del frumento sia correlata ad una modificazione della sua proteina e in particolare di una frazione di questa, la gliadina, la proteina basica capace di indurre l’enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento caratteristico del Morbo Celiaco. L’aumento dell’incidenza della Celiachia, quindi, (1 caso ogni 100 o 150 persone con una crescita percentuale del 9% all’anno), potrebbe essere anche dovuta anche ai ripetuti e differenti interventi sulle varietà di grano, presente nella maggior parte degli alimenti che mangiamo, ma occorrerebbe produrre indagini scientifiche ed epidemiologiche accurate (QUI POTETE LEGGERE IL SUO ARTICOLO PER ESTESO). .

Ma c’è anche chi non nasconde dubbi (COME POTETE LEGGERE IN QUESTO ARTICOLO).

Interessante, anzi, interessantissima è questa intervista al professore Luciano Pecchiai, venuto a mancare due anni fa. Pecchiai è stato un patologo di fama internazionale (QUI LA SUA INTERVISTA).

Del professore Pecchiai è interessante anche questo video.

Che dire alla fine di questa riflessione sugli OGM? Che, con tutto il rispetto verso i giudici della Corte di Giustizia Europea, siccome il tema degli OGM e controverso, meglio applicare, là dov’è possibile, il principio di precauzione: e quindi è meglio – sempre là dov’è possibile (in Italia arriva ortofrutta da mezzo mondo e non si capisce nulla!) – non mangiare prodotti agricoli OGM!

 

17 settembre 2017

Autore

TimeSicilia


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