Nuovo Governo regionale: deciderà Nello Musumeci o decideranno Gianfranco Miccichè e Raffaele Lombardo?
Editoriale, Politica

Nuovo Governo regionale: deciderà Nello Musumeci o decideranno Gianfranco Miccichè e Raffaele Lombardo?


Time Sicilia

Con tutto il rispetto per il nuovo presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, gran persona per bene, ancora non abbiamo capito qual è il profilo politico della sua vittoria e, soprattutto, del Governo che si accinge a formare. Ciò posto, il fatto che si ritrovi come compagni di strada i vari Berlusconi, Miccichè, Lombardo e Armao non depone benissimo in suo favore… 

Nella giornata nella quale è stato ufficializzato l’insediamento di Nello Musumeci a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana, un piccolo ‘quadretto’ è passato quasi inosservato: a un certo punto il nuovo il presidente si è appartato con l’avvocato Gaetano Armao e con il parlamentare rieletto, Roberto Di Mauro. La cosa non è passata inosservata, perché si tratta di due collaboratori storici dell’ex presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

Per la cronaca, sia Armao, sia Di Mauro sono stati assessori dei Governi Lombardo. Entrambi hanno svolto ruoli chiave con l’ex presidente della Regione: Armao è stato assessore alla Presidenza, poi e Beni culturali e poi ancora all’Economia; mentre Di Mauro, pur avendo ricoperto per un certo periodo il ruolo di assessore, ha ricoperto – e continua a ricoprire – un ruolo ‘politico’ nell’universo lombardiano.

Raffaele Lombardo, benché tutt’ora ‘incasinato’ con le vicende giudiziarie, ancora oggi conta molto nello scenario politico siciliano. E anche se Armao – che lo stesso Musumeci dà ormai come assessore all’Economia e vice presidente della Regione – viene dato in quota Berlusconi, nessuno può certo dimenticare ciò che abbiamo già sottolineato: e cioè il suo legame storico con l’ex presidente Lombardo.

Un altro personaggio che ritorna in auge dalle ombre del passato è Gianfranco Miccichè. Benché inevitabilmente appesantito dall’incedere degli anni (cosa, questa che, a parte Berlusconi, non risparmia nessuno…), Miccichè vuole a tutti i costi andare ad occupare la poltrona di presidente dell’Assemblea regionale siciliana. Anzi, per essere precisi, a rioccuparla, perché il Parlamento dell’Isola l’ha già presieduto nella legislatura breve 2006-2008, interrotta – è noto – per le dimissioni dell’allora presidente della Regione, Totò Cuffaro, subito dopo la sua condanna.

Non solo Miccichè si vuole riprendere la poltrona di presidente dell’Ars (obiettivo che, con molta probabilità, raggiungerà con l’aiuto del suo vecchio alleato, Raffaele Lombardo e, perché no?, con la ‘sponda’ del PD), ma è più che mai deciso a condizionare anche le nomine della futura Giunta Musumeci.

Si dice che abbia già fatto sapere a Musumeci che non gradirebbe la nomina nel nuovo Governo della Regione di Vincenzo Figguccia, ‘reo’ di aver abbandonato Forza Italia in polemica con lui e, addirittura!, di essere stato rieletto nelle file dell’UDC di Lorenzo Cesa.

Dicono pure – l’ha scritto nei giorni scorsi il quotidiano on line, Live Sicilia – che Miccichè non gradisca la nomina di Marco Falcone all’assessorato alla Salute-Sanità: e lì, forse, non sarà facile, per Musumeci, accontentarlo, perché la gestione della sanità siciliana, a quanto si sussurra, in un modo o nell’altro dovrà essere ‘catanesizzata’ (Marco Falcone è stato rieletto nel collegio di Catania: lo stesso collegio di Luca Sammartino, rieletto nel PD ormai ‘centrodestrizzato’ con una barca di voti: insomma, Catania che, detto per inciso, è anche la provincia di Musumeci, in un modo o nell’altro dovrà acciuffare la sanità…

In questo scenario, dove Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè sono tornati a dettare l’agenda politica alla Sicilia, una domanda è quasi d’obbligo: che ruolo avrà Musumeci?

Ce lo chiediamo perché, in certi momenti dice che le sua scelte, in materia di nomine nella sua Giunta, saranno “autonome”; poi, in altri momenti, lascia capire che i nomi gli dovranno essere segnalati.

Un fatto comunque sembra chiaro sin dalle prima battute: la presenza, nel suo Governo e nella maggioranza che dovrebbe sostenerlo nella nuova Assemblea regionale siciliana sembra – almeno fino a questo momento – fortemente condizionata dall’accoppiata Miccichè-Lombardo che i siciliani hanno già visto all’opera, con risultati disastrosi, nella legislatura 2008-2012.

Attenzione: questo non è un articolo in ‘politichese’ tutto alleanze e nomine. Le alleanze – e soprattutto le nomine in un Governo – definiscono quello che lo stesso Governo farà o non farà.

Per essere ancora più chiari, se non brutali: Miccichè e Lombardo sono uomini di potere, mentre Armao è un personaggio che in Sicilia non è certo conosciuto perché si è occupato a tempo pieno della Caritas. Quando un presidente della Regione si allea con certi personaggi non lo fa, di solito, per giocare a Scala quaranta…

Insomma, per ora le cose sembrano stare in un certo modo. I fatti, però, potrebbero smentirci. Vedremo.

 

 

19 novembre 2017

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TimeSicilia


ONE COMMENT ON THIS POST To “Nuovo Governo regionale: deciderà Nello Musumeci o decideranno Gianfranco Miccichè e Raffaele Lombardo?”

  1. natale ha detto:

    il presidente farà il presidente, ricordatevi che è missino

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