Grande esodo dall’Africa verso l’Europa e “l’inferno” della UE: Bettino Craxi aveva previsto tutto
Editoriale

Grande esodo dall’Africa verso l’Europa e “l’inferno” della UE: Bettino Craxi aveva previsto tutto


Time Sicilia

Sul giornale on line ‘Scenari economici’ va un interessantissimo video che raccoglie alcuni interventi di Bettino Craxi. Sono discorsi e interviste che il leader socialista ha rilasciato negli anni ’80 del secolo passato e negli anni ’90, quando viveva da esule ad Hammamet, in Tunisia. Colpisce la capacità di questo grande uomo politico di anticipare gli eventi

E’ incredibile come, già negli anni ’80 del secolo passato, l’allora leader del Psi, Bettino Craxi, aveva praticamente previsto il grande esodo di genti dall’Africa all’Europa. Ed è altrettanto incredibile come lo stesso leader socialista, negli anni ’90, in esilio ad Hmmamet, in Tunisia, aveva previsto che l’Europa “unita” (o presunta tale), descritta come un Paradiso, si sarebbe trasformata in un “inferno”.

Un video importante, quello che va sul giornale on line Scenari economici. Che ci fa capire la differenza tra la miserabile politica di oggi – con l’Unione Europea priva di una politica estera che annaspa con una moneta unica gestita con criteri di strozzinaggio – e la politica dei tempi di Craxi, che non solo garantiva benessere, ma sapeva guardare oltre.

Colpisce, in questo video, curato dalla Fondazione ‘Bettino Craxi’, la capacità di analisi, soprattutto sull’Unione Europea. Come altri uomini politici travolti da Tangentopoli – operazione che è servita soltanto per eliminare una classe politica che avrebbe messo dei paletti al Trattato di Maastricht, atto fondativo dell’Unione Europea, firmato, lo ricordiamo, il 7 Febbraio 1992.

Con l’avvio di questo Trattato, che dà il via all’Europa ‘unita’ – un’Europa che, via via, avrebbe accentrato sempre più potere, togliendo sovranità agli stessi Stati europei – il mondo della finanza, vero motore della UE-tappetino delle multinazionali, capisce che la classe politica italiana – Craxi in testa, ma non solo lui – avrebbe potuto diventare un ostacolo, soprattutto sul fronte della moneta unica europea, progetto massonico e antidemocratico. Così adotta alcuni provvedimenti per eliminare la cosiddetta ‘Prima Repubblica’.

Il 1992 è un anno cruciale. Non è solo l’anno di Maastricht, ma è anche l’anno in cui la Banca d’Italia, retto allora dal governatore Carlo Azeglio Ciampi, dà il via a una serie di operazioni: la distruzione del sistema creditizio del Sud Italia da utilizzare per coprire i ‘buchi’ delle banche del centro Nord Italia; e il passaggio della Lira dalla banda larga alla banda stretta: mossa che espone l’Italia a una pesantissima speculazione che farà la ‘gioia’ del finanziare Soros, l’uomo che oggi si presenta con il volto del ‘filantropo’, grande sostenitore di alcune ONG.

Il 1992 è anche l’anno delle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Subito etichettate come “stragi di mafia” (una mafia che l’Italia usa, ininterrottamente, dal 1860 ad oggi come strumento di dominio e, contemporaneamente, come ‘spiegazione’ di comodo), in realtà l’eliminazione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono vicende criminali molto più complesse, come dimostra la recente sentenza che chiama in causa – per l’assassinio di Borsellini e della sua scorta – ‘pezzi’ dello Stato italiano.

Nulla di nuovo: dalla sceneggiata dell’impresa dei mille (contrabbandata come “eroica”, ma in realtà voluta e gestita da forze straniere) ad oggi i mutamenti non sono stati molti.

Il 1992 annuncia i sinistra bagliori di Tangentopoli. poi arriverà la ‘trappola’ dell’euro, moneta a pagamento creata su misura per indebitare alcuni Paesi e massacrarli, Grecia e Italia in testa.

Così, tanto per ricordarlo: oggi l’Italia ha un debito pubblico di 2 mila e 300 miliardi di euro. Nel 2011, quando la Troika impone Mario Monti a Palazzo Chigi – sede del Governo italiano – il debito pubblico italiano si attestava intorno a mille e 800 miliardi di euro.

Dopo sette anni di enormi sacrifici, di IMU, di Province fallite, di Comuni senza soldi e di strade abbandonate, di tagli incredibili alla sanità, e via continuando, il debito pubblico è aumentato di 500 milioni di euro!

Nessuno dice agl’italiani che hanno già pagato quasi 3 mila miliardi di euro: dovremmo essere a credito e non con 2 mila e 300 miliardi di debiti!

E’ chiaro che il sistema euro è un progetto di dominio, che indebita i Paesi presi di mira e li rende schiavi. Un sistema che sembra entrato in crisi, se non altro perché il controllo asfissiante delle multinazionali ha finito col produrre diseguaglianze ovunque, persino nella Germania che, grazie all’euro, ha scaricato sulla UE – soprattutto su Grecia e Italia – i costi della propria riunificazione.

Ma l’euro ha creato diseguaglianza e contraddizioni anche in Germania, che oggi non ha molta voglia di proseguire.

Ebbene, molti dei fatti di oggi – anche se non nello specifico (sulla truffa dell’euro Craxi non ha avuto il tempo di riflettere perché, lo ricordiamo, è venuto a mancare il 19 gennaio del 2000, prima che l’imbroglio massonico e della moneta unica europea si materializzasse).

QUI IL VIDEO DI BETTINO CRAXI

6 luglio 2018

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TimeSicilia


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