Pasta al glifosato, Coldiretti: “L’Italia introduca misure precauzionali”
Economia

Pasta al glifosato, Coldiretti: “L’Italia introduca misure precauzionali”


Time Sicilia

Era già tutto previsto. Le grandi industrie si stanno dando un gran da fare, proprio sulla rete, per ridimensionare la portata dello studio che dimostra il nesso tra il glifosato (ovvero il diserbante usato in grandi quantità nelle coltivazioni del grano estero) e malattie gravissime come la Sla e l’Alzheimer (qui potete leggere l’articolo in questione che ha registrato un vero e proprio boom di lettori, ahiloro…).

Tentativi goffi che dimostrano quanto queste notizie rischino di disturbare i profitti di pochi, ma che devono indurre i consumatori ad insistere per chiedere la salvaguardia della propria salute (non scordiamo che la battaglia contro l’olio di palma è stata vinta grazie alla grande mobilitazione, soprattutto della rete, dove ancora esiste l’informazione al servizio dei cittadini).

Peraltro, va ricordato che a denunciare la dannosità del glifosato non è solo il sopra citato studio, ma tutti gli scienziati. Ed è logico che sia così, trattandosi di un veleno. Il problema riguarda particolarmente il grano estero che viene importato in Italia (e con cui le grandi industrie fanno la pasta) perché contiene una quantità di gran lunga superiore di questo veleno: in molti casi, come in Canada (ma non solo), infatti, viene usato non solo come diserbante, ma anche come disseccante, per indurre, cioè, artificialmente, la maturazione della spiga.

In questa intervista, Saverio De Bonis, presidente del Comitato Granosalus, ci ha spiegato che le quantità di “veleni” contenute nei grani esteri è dannosa soprattutto per gli italiani, perché i limiti imposti dall’Ue sono tarati sui consumi medi di pasta di altri Paesi (notevolmente più bassi).

Non solo. Di recente è entrato in vigore in Italia il divieto di usare il glifosato nelle coltivazioni in pre-raccolta “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura”, come fanno all’estero, insomma.

Ma il divieto serve a poco visto che le industrie usano grandi quantità di grano importato. Ecco che anche la Coldiretti interviene precisando che “occorre ora adottare coerentemente misure precauzionali sull’ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe come il grano, utilizzato per la pasta, proveniente da Usa e Canada dove viene fatto un uso intensivo del glifosato proprio nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire “artificialmente” un livello proteico elevato”.

Coldiretti ricorda anche che”ben 2,3 mln di tonnellate di grano duro destinato alla produzione della pasta arrivano dall’estero e di queste oltre la metà per un totale di 1,2 mln di tonnellate arrivano dal Canada, con note marche che lo usano in maniera esclusiva facendone addirittura un elemento di distintività”. 

Quanta pasta in commercio, dunque, contiene glifosato in quantità dannose per la salute? Non è facile rispondere, ma certamente tanta. Perché molti produttori, che magari dichiarano di usare grano italiano, in realtà lo mescolano al grano estero.

Per inciso, ripetiamo: non è solo il grano canadese ad essere finito sul banco degli imputati. Ricordate lo scandalo del grano radioattivo che arrivava da Chernobyl? O comunque, da Paesi che usano veleni senza controlli e che lo trasportano su navi che non garantiscono igiene.

La verità è che i Governi italiani non proteggono la nostra salute, come abbiamo già avuto modo di sostenere. I nostri politicanti, evidentemente, mostrano più sensibilità nel tutelare gli interessi delle multinazionali del grano e delle industrie.

 

Sul tema:

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9 settembre 2016

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