IAL Sicilia: se con i 20 milioni di Euro non sono stati pagati i lavoratori dove sono finiti ‘sti soldi?
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IAL Sicilia: se con i 20 milioni di Euro non sono stati pagati i lavoratori dove sono finiti ‘sti soldi?


Time Sicilia
Quanto accaduto allo IAL dimostra, ancora una volta, che l’unica, vera soluzione per dare un futuro alla Formazione professionale siciliana è la regionalizzazione di questo settore. Cosa, questa, che eviterebbe la guerra tra enti e società che stiamo vivendo in questi giorni con le vicissitudini dell’Avviso 8
di Adriana Vitale
Tra le macerie della Formazione professionale siciliana oggetto di un’azione moralizzatrice, per molti aspetti doverosa, emergono fatti inquietanti che a distanza di anni e, se pur denunciati, sono ancora immersi nel buio e nella confusione. Una pulizia, che certamente andava fatta, ma portata avanti senza una programmazione ben pianificata che avrebbe dovuto mirare ad assicurare il diritto ai giovani di qualificarsi e salvare i lavoratori del settore.
Solo una idea blanda che mirava più alla spasmodica ricerca di illegalità in stile sbirresco che non a ripulire il settore della formazione professionale e toglierla dalle mani di speculatori privi di scrupoli, come in effetti è emerso. Un governo dalle buone intenzioni, ma troppo debole per vincere su un sistema politico/sindacale incancrenito e difficile da scardinare che si è subito scontrato con i poteri forti.
La dottoressa Annarosa Corsello ha rispolverato situazioni già conosciute, ma mai chiarite, raccontando con dovizia di particolari una delle pagine più nere della Formazione professionale che riguarda uno degli enti più grossi della Sicilia, lo IAL. Ha raccontato fatti che meritano un approfondimento, comportamenti molto equivoci, dei quali non si conosce l’esito. Lavoratori che, oltre la beffa, hanno subito il danno, licenziati e creditori di centinaia di migliaia di emolumenti.
Dall’amministrazione regionale sono stati erogati venti milioni allo IAL per pagare le spettanze ai lavoratori, i quali però non hanno ricevuto il dovuto. La domanda è sempre la stessa:
“Se non sono stati pagati i lavoratori, dove sono finite queste risorse?”.
I lavoratori hanno tutto il diritto di ricevere il dovuto. Questo è solo uno dei tanti casi che ha investito il mondo della Formazione professionale, quasi tutti gli enti storici hanno chiuso i battenti provocando uno tsunami che ha distrutto e frantumato la normalità a centinaia di migliaia di lavoratori.
La soluzione per garantire una formazione di qualità è, a mio giudizio, una: regionalizzare. Solo così si toglierebbe la manciugghia, si potrebbero operare veri risparmi, si eviterebbe la guerra tra enti vecchi e nuovi, ai quali si toglierebbe il motivo del contendere, se non nella legittima partecipazione a bandi europei, finanziari con il Fondo Sociale Europeo e si salvaguarderebbero i lavoratori, i quali dovrebbero aggiornarsi per adattare i corsi alle vere esigenze del mercato per dare la possibilità ai giovani di imparare un mestiere spendibile nel mondo del lavoro.
Tutto il resto rimane fumo, garanzia dei poteri forti e fortini elettorali.
Il sistema andava riformato, l’attuale Governo regionale ha solo distrutto tutto nel misero tentativo di sostituire bacini elettorali, ma neppure questo discutibile obiettivo è stato capace di centrare, l’Avviso 8, già Avviso 3 e, prim’ancora, Avviso 1 è fermo al palo.
8 maggio 2017

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TimeSicilia


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