IAL Sicilia/ Il ‘mistero’ dei 20 milioni di Euro: la ricostruzione di Anna Rosa Corsello
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IAL Sicilia/ Il ‘mistero’ dei 20 milioni di Euro: la ricostruzione di Anna Rosa Corsello


Time Sicilia

Attaccata dalla CISL siciliana, che smentisce di aver ricevuto soldi per la vendita dell’ente di formazione professionale IAL, l’ex dirigente generale della Regione siciliana, Anna Rosa Corsello, replica in modo pacato, ma fermo: “Ricordo che una compravendita onerosa è un atto lecito. Non credo di aver offeso qualcuno”. Rimane il ‘mistero’ dei 20 milioni di Euro. E la certezza che i lavoratori non sono stati pagati

“Quello che posso dire con certezza è che i lavoratori dello IAL, con riferimento all’ultimo Piano Regionale di Offerta Formativa (PROF), non sono stati pagati”.

Taglia corto Anna Rosa Corsello, già dirigente generale del dipartimento regionale della Formazione professionale. Una sua dichiarazione che abbiamo riportato ieri (e che potete leggere qui) ha suscitato reazioni polemiche: la CISL siciliana, chiamata in causa dalla dottoressa Corsello, minaccia fuoco e fiamme (come potete leggere qui).

Così noi siamo andati a parlare con l’ex dirigente generale della Regione per farci raccontare come sono andate le cose. La dottoressa Corsello ha affrontato due questioni. La prima è la Cassa integrazione, che è stata concessa contestualmente all’erogazione dei fondi, da parte dell’Amministrazione regionale. Ma non è questo l’argomento. Noi stiamo focalizzando l’attenzione sull’ultimo Piano Regionale per Offerta Formativa della Regione siciliana. E, in particolare, di un’erogazione di 20 milioni di Euro allo IAL Sicilia. Soldi che, come ci ha detto la dottoressa Corsello, non sono mai arrivati ai lavoratori di tale ente oggi dichiarato fallito.

“Questa è una vicenda conosciuta – ci dice la dottoressa Corsello -. Nel 2013 abbiamo inviato una nota allo IAL chiedendo la rendicontazione di questi 20 milioni di Euro. Non avendo ricevuto risposta abbiamo tolto l’accreditamento all’ente”.

Per una corretta e puntuale informazione ai nostri lettori, un ente o una società non accreditata con l’Amministrazione regionale, non può gestire corsi di Formazione professionale in Sicilia.

“I vertici dello IAL Sicilia – dice sempre l’ex dirigente generale della Regione – sostenevano di non aver ricevuto la nostra nota. Noi la nota l’abbiamo inviata con una PEC che, invece, esiste. Loro si sono rivolti ai giudici del TAR Sicilia (il Tribunale Amministrativo Regionale). E hanno dimostrato di non aver ricevuto la nostra nota. Insomma, il TAR gli ha dato ragione. E noi abbiamo riaccreditato l’ente. Per la precisione, con un riaccreditamento provvisorio”.

E poi che è successo?

“Abbiamo avviato un’altra verifica. Tornando a chiedere ai vertici dello IAL conto e ragione di questi 20 milioni di Euro”.

E che risposta avete ricevuto?

“Intanto abbiamo verificato, con l’Ispettorato del Lavoro, che i lavoratori dello IAL Sicilia non erano stati pagati. E questo, lo ribadisco, a fronte di 20 milioni di Euro erogati. A questo punto abbiamo optato per la seconda revoca dell’accreditamento. Una revoca definitiva. Tutto questo a tutela dei lavoratori. Anche se non è facile illustrare questo passaggio a chi, purtroppo, perde il posto di lavoro”.

Dottoressa Corsello, proviamo a fare chiarezza. L’Amministrazione regionale ha erogato 20 milioni di Euro allo IAL Sicilia. L’Ispettorato del lavoro ha certificato che i lavoratori non sono stati pagati. Lei sostiene che questi soldi sono serviti per pagare la CISL che ha venduto l’ente. La CISL siciliana smentisce. Insomma: ‘sti 20 milioni di Euro che fine hanno fatto?

“E’ quello che ci siamo chiesti nel 2013 con il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Che ha seguito, passo dopo passo, questa vicenda. Ricordo che la seconda revoca dell’accreditamento l’abbiamo scritta a Palazzo d’Orleans (che è la sede della presidenza della regione siciliana ndr)”.

I vertici della CISL siciliana dicono che la loro organizzazione sindacale non ha nulla a che vedere con questi 20 milioni di Euro. Cosa le fa pensare che questi soldi siano serviti a pagare alla CISL la vendita dell’ente?

“E’ l’unica spiegazione che ha fondamento. Non ne conosco altre. A meno che qualcuno non si sia messo in tasca questi soldi. Quello che posso dire e ribadire è che i dipendenti di questo ente formativo non sono stati pagati. Comunque qualcuno, di questi soldi, dovrebbe rispondere”.

I vertici della CISL siciliana sono molto adirati dalla sua ricostruzione dei fatti.

“Non capisco il perché. Ricordo che una compravendita onerosa è un atto lecito. Non credo di aver offeso qualcuno”.

Cosa ricorda di quei giorni?

“Ricordo che dallo IAL Sicilia stava andando via la vecchia dirigenza. E che arrivava Vincenzo Conticello”.

Avete chiesto anche alla nuova dirigenza notizie sui 20 milioni di Euro?

“Certo. Ma l’ammanco non è mai stato giustificato. preciso che tutto quello che ho detto l’ho scritto in un esposto che ho inviato alla magistratura”.

Foto tratta da palermomania.it

 

 

 

 

7 maggio 2017

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TimeSicilia


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