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“Abusivismo in Sicilia: si fermino le demolizioni e si lavori a una nuova legge urbanistica siciliana”

Continua il dibatto che Time Sicilia ha aperto sull’abusivismo edilizio in Sicilia con l’intervista al professore Giuseppe Gangemi. Oggi è la volta di una professionista che chiede alla politica siciliana di intervenire con provvedimenti ‘politici’: il blocco delle demolizioni degli edifici e l’approvazione, da parte dell’Assemblea regionale siciliana, di una nuova legge urbanistica

Un esempio di casa abusiva insanabile acquisita dal Comune e poi affittata!

L’intervista al professore Giuseppe Gangemi, docente di Urbanistica presso l’università di Palermo (CHE TROVATE ALLEGATA IN CALCE A QUESTO ARTICOLO) sulla cosiddetta “salvaguardia del diritto di abitazione” sta suscitando un dibattito tra tanti cittadini. Notiamo, invece, la totale assenza della politica siciliana. La cosa non ci stupisce: là dove ci sono problemi seri da affrontare è quasi impossibile trovare l’Assemblea regionale siciliana…

Appello al Comune di Palermo, ragioniamo sulla realtà prima di demolire le case abusive

E’ vero, sono in tanti ad aver realizzato case abusive. Ma bisogna provare a capire perché sono tanti i cittadini che hanno optato per questa soluzione. Tante famiglie state costrette da fatti contingenti, quali i costi delle nuove costruzioni, la mancanza di aree edificabili a prezzi accessibili, la presenza di un Piano Regolatore ‘blindato’ che non consentiva di edificare. I ‘numeri’ degli sfratti e dei senza casa di Palermo

I Comuni ne hanno inventata un’altra per fare ‘cassa’ sulla pelle dei cittadini: acquisiscono le case abusive e le affittano…

Sì, e le affittano agli stessi proprietari che, con l’acquisizione da parte del Comune dell’abitazione abusiva, perdono il diritto di proprietà e… diventano affittuari! E debbono pagare pure gli arretrati. L’ultima follia di un’urbanistica siciliana tanto al chilo senza capo né coda. Facciamo il punto della situazione con il docente universitario, Giuseppe Gangemi. Che ci racconta questo e, soprattutto, altro…

In Italia aria inquinata (soprattutto al Nord) e alta mortalità. Il rischio per i bambini

84 mila morti ogni anno (di cui molti bambini) in Italia. Ma non sembra importare a nessuno. A dirlo è il Rapporto dell’Oms Air pollution and child health: prescribing clean air. Nel mondo circa il 93% delle ragazze e ragazzi sotto i 15 anni – 1,8 miliardi di persone – respira aria così inquinata da mettere a serio rischio salute e sviluppo. Solo nel 2016 sono 600.000 i bambini e gli adolescenti morti per infezioni acute delle basse vie respiratorie, causate dall’inquinamento atmosferico

Al via ‘Io abito’, movimento nazionale che mette al centro della propria azione il diritto alla casa

Il movimento ‘Io abito’ sta già mettendo radici nel Lazio, in Campania e in Sicilia. Ha già riunito il direttivo nazionale a Palermo. L’occasione per elaborare le linea-guida. Parola d’ordine: non commettere più errori con la politica che, fino ad oggi, ha lasciato incancrenire la questione dell’abusivismo edilizio per fare ‘cassa’ con i condoni e per speculazioni clientelari durante le campagne elettorali

Inquinamento dell’aria: strage in tutto il mondo. E in Italia? L’aria brutta è al Nord

Sono tante, tantissime le persone che oggi, nel mondo, muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico. Ma a giudicare dai rimedi che non vengono adottati – perché di questo si tratta – non gliene frega niente a nessuno. In Italia il maggiore inquinamento atmosferico si registra nel Nord. I ‘numeri’ di un fenomeno che fa paura (e che passa inosservato perché se ne parla poco)