La battaglia della Sicilia per la tutela dei grani antichi ripresa dalla Chiesa di Papa Francesco
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La battaglia della Sicilia per la tutela dei grani antichi ripresa dalla Chiesa di Papa Francesco


Time Sicilia

L’articolo dell’Osservatore Romano su quanto si sta provando a fare in Sicilia per tutelare la biodiversità del grano duro ci consente di riflettere e ragionale sul futuro del Mediterraneo. Volando, ad esempio, in Siria, dove gli USA e Israele – lo dicono gli uomini di Chiesa – hanno portato una guerra a tutela dei propri interessi: che non sono né gli interessi di chi ha a cuore le sorti della Terra

di Mario Di Mauro*

Vaticano, 4 gennaio 2017. L’editoriale dell’Osservatore Romano propone il nostro “modello siciliano SIMENZA” per la ricostruzione del paesaggio agrario e UMANO in Siria: “In Sicilia provano a recuperare il patrimonio genetico della biodiversità frumentaria. I contadini dell’associazione Simenza mescolano e seminano le varietà con il metodo Ceccarelli, coltivano biologico e biodinamico. Pur compiendo il gesto più sacro dell’agricoltura, con quella semina rischiano di essere multati, perché non c’è ancora una normativa che preveda di mescolare e scambiare le sementi contadine. Eppure abbiamo imparato che la separazione genetica non ha mai portato buoni frutti, sia nelle relazioni biologiche, sia in quelle umane…”.

SIMENZA per RICOSTRUIRE. E che si parli del nostro condiviso e plurale movimento contadino SIMENZA sull’Osservatore Romano, organo della Santa Sede… ma chi ce lo doveva dire?.

Sulla Via di Damasco L’Espresso contro ci mancava! “Per far pace in Siria? Corni di vacca e vesciche di cervo!”- L’Espresso, il “più influente settimanale italiano”, fa una caricatura strampalata dell’editoriale “steineriano” di Carlo Triarico: “SEMI per ALEPPO”. Il suo vaticanista, Sandro Magister, si lancia in un attacco delirante -maturato negli abissi caotici di uno scientismo cieco e livoroso -passando sopra di noi e puntando al PAPA!. Ne siamo onorati e per nulla sorpresi: i giganti di AgriFarma “comprano” da decenni l’intero circo massmediale e controllano governi e burocrazie pubbliche e “di categoria”. Non possiamo avere amici da quelle parti!. Il “gioco” si sta facendo duro, più del nostro grano contadino di naturale evoluzione, boicottato dall’IMPERIALISMO e dai suoi STATI.

L’IMPERIALISMO E’ UN ESTINTORE di BIODIVERSITA’ sia in tempo di “Pace” che in tempo di Guerra. Dalla repressione sofisticata che ha colpito per decenni i GRANI SICILIANI ANTICHI – allo STERMINIO delle VACCHE MODICANE… la BIODIVERSITA’ SICILIANA è stata disintegrata da mezzo secolo di SPETTACOLO COLONIALE TOTALITARIO, un PENSIERO UNICO sponsorizzato dall’ENI e imposto dalle Università della Sicilia italienata, al costo di un fiume di miliardi europei della PAC erogati dall’AIMA prima, dall’AGEA poi. E’ stato però un SUICIDIO ASSISTITO -realizzato a “A KILOMETROZERO”.

In appena un secolo, almeno un centinaio di “grani antichi” sono spariti dal PAESAGGIO siciliano. La GUERRA COLONIALISTA che ha desertificato la plurimillenaria biodiversità granicola siciliana è stata condotta dall’inizio degli anni Settanta, di concerto con le Università, attraverso la corruzione sofisticata che ha dopato di euro-contributi e “integrazioni” l’intero mondo dei produttori, impaludandoli nella dipendenza dai grani sterili BAYER-MONSANTO, SYNGENTA &C. –“bombardati coi RAGGI GAMMA”- e nell’irrilevanza politica mediata da burocrazie più sterili delle sementi OGM.

La superficie attualmente seminata a GRANI SICILIANI ANTICHI –profetici, semiclandestini e boicottati per decenni dalla LEGALITA’ COLONIALE- è di soli 3000 ettari su 280.000. Noi consideriamo SICILIANO AUTENTICO solo ed esclusivamente questo 1% del RACCOLTO 2016.

Le Regole dell’AGRObusiness IMPERIALISTA taroccano la QUALITA’ dei GRANI, trattano GRANO-MERCE, escludono i PRODUTTORI piccoli e medi. E’ urgente diffondere e difendere i GRANI SICILIANI ANTICHI nel respiro di una sovrana CULTURA AgroINDUSTRIALE e vaccinando il Cammino dalle ROBINSONATE bucoliche che vagheggiano reazionarie “economie di villaggio”. A kilometrozero c’è solo la FAME!.

Questa narrazione è occultata in quelle stesse NEBBIE dello SPETTACOLO inscenato dall’IMPERIALISMO NORDICO-ATLANTISTA, che inghiotte VERITA’ assai più tragiche. Cosa accade in Siria?.

Nel 2011 – la TEMPESTA NERA scatenata dall’IMPERIALISMO NORDICO e dai suoi soci arabi e neo-ottomani – venne spacciata per “PRIMAVERA ARABA” – L’imprevista resistenza di DAMASCO ha fatto fallire i piani, per quanto il caos abbia comunque spazzato via per sempre quel che restava della secolare carta geopolitica disegnata maldestramente a tavolino dagli Accordi segreti Sikes-Picot nel 1916 (che avevano spartito l’area tra l’imperialismo inglese e quello francese, capitalizzando l’implosione dell’Impero turco-ottomano).

Cosa accade in Siria dal 2011?. Lasciamo la parola a Monsignor Joseph Tobji, arcivescovo cattolico-maronita di Aleppo:

“Le relazioni con il Governo sono buone da sempre Assad è un Presidente eletto. Non vedo Assad come il diavolo. In Siria prima stavamo bene, era un mosaico vivibile, con un Islam moderato e aperto. Adesso viviamo in compagnia della morte. Aleppo, con 10mila anni di storia, era la città siriana più importante per l’industria e la cultura. Aveva 4 milioni di abitanti, oggi sono circa un terzo. Papa Francesco ha individuato bene il problema, in Siria non ci sono né una rivoluzione, né una guerra civile. C’è la terza guerra mondiale per procura. Noi siamo un giocattolo nelle mani delle grandi potenze. I media occidentali calpestano la verità…“.

E Monsignor Antoine Audo, vescovo cattolico-caldeo di Aleppo:

“Questa guerra è organizzata per interessi economici e strategici ad alti livelli da Usa e Israele secondo un accordo ben orchestrato. Ma sono loro dietro tutto: hanno i loro interessi, che difendono tramite intermediari come la Turchia, l’Arabia, il Qatar…I soldi vengono dall’Arabia Saudita, i miliziani sono armati e addestrati in Turchia”. (maggio 2016)”.

E Monsignor George Abu Khazen, vescovo cattolico-romano di Aleppo:

“L’intervento di Putin è importante non solo per le operazioni militari, ma anche perché promuove attivamente il processo di pace. Una vera e propria Salvezza”.

Questo – prosegue il francescano inviato ad Aleppo da papa Francesco nel 2013 – perché l’azione dei russi non si limita alle operazioni militari: la Russia promuove il dialogo fra le varie componenti della società siriana e gioca un ruolo molto positivo nello stimolare il processo di pace.” (febbraio 2016)

Caminamu addhitta, coltiviamo Bellezza, seminiamo Pace Giusta… E oggi ci legge anche il Papa. Un motivo in più per tenere duro alzando uno sguardo critico e solidale sulle cose della Vita e del Mondo. E quando giungerà il tempo della pace in Siria, “il miscuglio dei GRANI SALVATI proveniente da Aleppo, custodito da 7 anni da Noi presso 7 aziende custodi della “Sicilia che R/Esiste”, verrà riconsegnato per riattivare una BUONA AGRICOLTURA nelle TERRE SIRIANE.

L’Operazione “SEMI per ALEPPO” è una piccola pagina di storia-metafora di una SALVEZZA UMANA che si conquista  – nel LAVORO PAZIENTE – con la FORZA del SINTIMENTU, sicula concrezione di Cuore e Cervello. E solo questo conta nelle Ricostruzioni sulle MACERIE materiali e spirituali delle guerre che segnano l’Epoca dell’Imperialismo.

La responsabilità politico-mediatica del partito “Repubblica-L’Espresso” nell’aggressione alla SIRIA SOVRANA e nella distruzione della JAMAHIRYA di Gheddafi e della sua “moneta africana di sviluppo” è di tipo satanico. I corni di vacca ce li hanno in testa! E’ l’azionismo degenerato che anima – nell’italietta repubblicana – il partito arcobaleNATO.

De Benedetti ne detiene la tessera n°2. La n°1 cambia, è la democratura bellezza! Vade retro! Intanto, tra “corni di vacca e vesciche di cervo”, DIPENDIAMO da Roma e Bruxelles e dal WTO: anche per poter dire che la nostra millenaria SIMENZA è SIMENZA nostra millenaria. E che i GRANI SICILIANI ANTICHI sono ANTICHI, e perfino GRANI e addirittura SICILIANI. E Demeter e Kore, ovvio, erano tedesche! E produciamo appena l’1% dei GRANI … Il 99% del grano prodotto in Sicilia è BAYER-MONSANTO & SYNGENTA, con le loro sementi sterili tricolorate da Coldiretti. In attesa di BARILLA – colosso dell’imperialismo alimentare italiano – che, dopo averli osteggiati, “scoprirà” anche i nostri grani antichi?. La focaccina Mulino Bianco-Barilla è venduta a 10,5 EURO AL KILO. Ed è “premiata” in Europa come “prodotto tradizionale dell’anno” (addirittura!). L’abbiamo testata, è “plastica”: de gustibus, ma se per imporla investono milionate in esoterica pubblicità alla famiglia felice… Quanto a Banderas, venderebbe anche “corni di vacca e vesciche di cervo”!. Il NEMICO E’ A CASA NOSTRA!.

Sia chiaro: non la museificazione della biodiversità, né la sua trasformazione in commodity per buyer “alternativi”, ma solo il suo ragionevole sviluppo di filiera agroindustriale rievolverà il paesaggio umano ed economico delle campagne sovraniste, assicurando in primo luogo CIBO di QUALITA’ a prezzo ragionevole ai SICILIANI e agli ospiti del nostro Arcipelago. Se il MERCATO E’ MONDIALE da secoli e a KILOMETROZERO c’è solo la FAME – va anche rilevato che l’EXPORT di MATERIA PRIMA è una dissipazione storica dell’Economia siciliana.

Per ora ci fermiamo qui: ci stiamo lavorando affrontando problemi nuovi sul trentennale Cammino clandestino e sovranista della nostra SIMENZA SALVATA. Nel permanere di un boicottaggio legislativo meno volgare, ma più sofisticato e pernicioso, la moda salutista e il mercato globale l’hanno “scoperta”: si apre una nuova fase che va compresa e affrontata senza imbucarsi strutturalmente in facili scorciatoie di “capitalizzazione” della MATERIA PRIMA (né di museificazione della biodiversità granicola). E’ un nuovo campo minato!. Va aggirato creando in Sicilia una potente FILIERA AGRO-INDUSTRIALE e una BANCA di SVILUPPO del PAESAGGIO AGRO-ENERGETICO in modelli di socializzazione pianificata di tipo neo-federiciano. Il FUTURO della CIVILTA’ SICILIANA ha un CUORE ANTICO che batte sul CAMMINO del SICILIANU NOVU, che è contadino consapevole e marinaio lungimirante a prescindere dal mestiere che svolge. E “chi si fida delle etichette è perso!” (Lenin).

L’attuale CIVILTA’ UMANA – nella vasta fascia temperata che scorre dal Mediterraneo alla Mezzaluna Fertile- venne fondata dalla INVENZIONE-coltivazione-diffusione del GRANO e dell’ULIVO. L’autoimpollinazione dei grani ne facilitò – già ottomila anni fa – il miglioramento genetico e l’adattabilità a diversi microclimi. La crescita demografica che ne deriva determina lo sviluppo degli STATI e dell’espansionismo territoriale, non meno che delle grandi MIGRAZIONI. Nel TEMPO storico a kilometrozero c’è solo la FAME! Oggi è “fame moderna”: non che cambi granché per chi ce l’ha… E’ il capitalismo, bellezza!.

Per questa ragione lo combattiamo sul Cammino internazionalista della SOVRANITA’ SICILIANA nel Mondo del Secolo XXI, che è la nostra PATRIA che abitiamo nel Tempo. Cibo ed Energia costituiscono un campo di battaglia cruciale nella Contesa GLOBALE che caratterizza l’Epoca dell’Imperialismo e delle sue GUERRE: monetarie e militari, energetiche e commerciali. ALIMENTARI e MEDIATICHE. Intanto, quando giungerà il TEMPO della PACE in SIRIA, il “miscuglio dei grani salvati” proveniente da Aleppo, custodito da 7 anni da Noi presso 7 aziende custodi della “Sicilia che R/Esiste”, verrà riconsegnato, in viaggio con Giuseppe Li Rosi e altri, per riattivare una BUONA AGRICOLTURA nelle TERRE SIRIANE.

U SICILIANU NOVU è Testimone di un Tempo Oscuro che avvolge nelle tenebre coloniali l’ISOLA del SOLE.

U SICILIANU NOVU cammina già nel TEMPO PROFETICO in cui potremo RIEVOLVERE il PAESAGGIO MEDITERRANEO, ABBATTENDO i MURI sull’ACQUA e “MOLTIPLICANDO I PANI E I PESCI”.

I FRUTTI MARCI della GEOPOLITICA IMPERIALISTA producono i SEMI AVVELENATI della GUERRA, delle MIGRAZIONI BIBLICHE e del TERRORISMO REAZIONARIO. Alzando uno sguardo siciliano oltre le NEBBIE e l’IPOCRISIA di questo SPETTACOLO TRAGICO, sulla Via di Damasco lo urliamo dai tetti: “Non è il MONDO che VOGLIAMO!”.

“Puoi lasciare ogni cosa, eccetto la Terra… Se distruggi la Terra coltivabile distruggi il solo mezzo che contiene il tuo cibo, senza cui tu non sarai capace di consumare…La Terra è il polmone con cui respiri…Se la pioggia cade senza che tu abbia la Terra, non avrai beneficio. Tuttavia, il cielo non ha valore per noi senza avere la Terra…Tutta la storia dei conflitti è stata per la Terra. Perfino lo Spazio è usato per la Terra. Veramente, la Terra è la vostra Madre; vi fa nascere al suo interno. È colei che vi cura e vi nutre. Non disobbedite a vostra Madre, e non sporcate la sua aria, non tagliate i suoi fianchi, strappate la sua carne, o ferite il suo corpo” (Muammar Gheddafi –I Racconti dalla Tenda).

*cofondatore di “SIMENZA”-movimento contadino siciliano. 

Mario Di Mauro* è uno dei fondatori del movimento TerraeLiberazione

24 febbraio 2017

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