La casta sforna la legge elettorale anti M5S: “Un colpo mortale alla democrazia”

La prima Commissione dell’Ars approva una legge che elimina i ballottaggi nei Comuni e favorisce l’apparentamento tra liste. L’obiettivo è chiaro: penalizzare i grillini che ai ballottaggi hanno stravinto

Una legge elettorale anti-grillina. Per dare modo alla vecchia politica siciliana di bloccare il Movimento 5 Stelle. E’ la legge elettorale per i Comuni approvata dalla prima Comissione dell’Ars che adesso dovrà passare al vaglio dell’Aula dove certamente farà proseliti. Il testo prevede l’abolizione del ballottaggio (agli ultimi ballottaggi il M5S ha stravinto) che invece, paradossalmente, è stato inserito a livello nazionale (nell’Italicum, a meno di modifiche dell’ultima ora).

Altro obiettivo della legge è chiaramente quello di favorire l’apparentamento delle liste, cosa che dovrebbe favorire i partiti tradizionali in grandi difficoltà che per vincere potranno dunque coalizzarsi.

“E’ molto simile all’attuale norma che disciplina le Regionali – spiegano i deputati del M5S- con la differenza che con la vittoria di un candidato governatore viene eletto anche il suo listino, anche se Crocetta ha avuto da subito qualche problema di maggioranza. In questo caso non c’è nemmeno quello, così avremo sindaci eletti anche con il 20 o 15 per cento!”.

Ma il Movimento 5 Stelle promette battaglia parlando di “un colpo mortale alla democrazia. La Santa alleanza, eliminando i ballottaggi ha di fatto varato la legge anti-Movimento 5 stelle. Sono ossessionati da noi e stanno facendo di tutto per drogare le regole del gioco. Non escludiamo di mobilitare le piazze, è un fatto troppo grave per passare sotto silenzio”.

“Quando non si hanno argomenti per convincere la gente e ottenere il consenso – dicono i deputati Salvatore Siragusa e Matteo Mangiacavallo – l’unica arma che ti resta è truccare le regole del gioco. Ed è quello che stanno facendo all’Ars. Si sono coalizzati tutti contro di noi per cercare di fermare la nostra avanzata. Ma la gente non è stupida. Quest’operazione gli si ritorcerà contro. A parte il fatto che potrebbe essere anche inutile. A chi ha poca memoria, infatti, ricordiamo che nei Comuni siciliani dove abbiamo vinto quest’anno, lo abbiamo fatto a primo turno”.
Per il M5S, tra l’altro, la legge varata dalla commissione rischia di porre le basi per l’ingovernabilità nei Comuni.
Si stanno comportando – afferma Giancarlo Cancelleri – come il marito che per vendicarsi della moglie si evira. Qui pur di farci lo sgambetto i partiti si accontentano di vincere in Comuni che poi saranno ingovernabili. Questa è una legge fatta ad uso e consumo della Casta. In un momento in cui la Sicilia affonda nei rifiuti, in piena emergenza occupazionale e con i mille problemi della sanità, ci si accapiglia per qualcosa di cui alla gente non importa nulla, anziché concentrarsi sul reddito di cittadinanza per dare risposte concrete ai bisogni delle persone”.
La prima commissione ha inoltre bocciato praticamente tutte le proposte del Movimento 5 Stelle per limitare e debellare i fenomeni del voto di scambio e il controllo del voto, come l’abolizione delle doppia preferenza di genere, l’istituzione del seggio unico per lo spoglio delle schede, l’abolizione della tendina durante le operazioni di voto nei seggi, l’eliminazione dell’effetto trascinamento con introduzione della doppia scheda per la votazione separata del sindaco e del consigliere comunale.
“Con questa legge – commenta Mangiacavallo – si penalizzano le forze politiche che decidono di presentarsi con una sola lista come fa il M5S. Si favoriscono gli inciuci tra i partiti e si creano sindaci senza maggioranza. In una terra martoriata dalla mala politica, che fatica a fare a meno del voto di scambio e del voto controllato, in fretta a furia i partiti si sono votati una legge che penalizza il solo M5S e tutte le sue regole, concedendo pure ai sindaci la possibilità di farsi un terzo mandato”.

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