La ‘coerenza’ del PD: gli 80 euro di Renzi ai bassi stipendi sì, gli 80 euro a chi non ha nulla no
Editoriale

La ‘coerenza’ del PD: gli 80 euro di Renzi ai bassi stipendi sì, gli 80 euro a chi non ha nulla no


Time Sicilia

La verità è che di questo Partito Democratico, tranne qualche eccezione, non c’è proprio niente da prendere. Pur di andare contro l’attuale Governo, per partito preso, sarebbero disposti a tutto. Così non si accorgono non soltanto di essere in contraddizione, ma di andare contro quell’elettorato che, invece, dovrebbero coltivare. Sono veramente allo sbando! 

Scrive il filosofo e commentatore Diego Fusaro a proposito delle reazioni, in verità tra lo scomposto e il demenziale, del PD e simili:

“La misura è colma. Il PD e le sinistre demofobiche, atlantiste, euriste e al servigio del capitale scenderanno in piazza… contro gli invalidi che riceveranno 780 anziché 280 euro e contro precari, disoccupati e lavoratori in difficoltà che, anziché togliersi di mezzo, avranno un reddito minimo pro tempore che consentirà loro di sopravvivere. Ormai è innegabile, le sinistre come il PD sono le rappresentanti dichiarate della classe dominante”.

Come dargli torto? E come dimenticare gli inchini e le giustificazioni ai celebri 80 euro di renziana memoria. Ricordate? L’allora capo del Governo e segretario nazionale del PD decise di aumentare di 80 euro al mese gli stipendi dei lavoratori con reddito inferiore a circa mille e 400 euro al mese.

Operazione dal costo pari a poco più di 11 miliardi di euro.

Tra l’altro, questa decisione venne assunta in prossimità di una campagna elettorale. Adottata, mese più, mese meno, insieme con il buono di 500 euro per gli studenti da utilizzare per attività culturali.

Non ci furono proteste. Il Governo Renzi sosteneva gli stipendi bassi e i giovani studenti.

Il resto è noto: sono arrivate le elezioni e il PD è precipitato da oltre il 30% al 18% o giù di lì.

E’ arrivato il nuovo Governo Movimento 5 Stelle-Lega. Chi ha un po’ di memoria ricorderà che il Ministro dell’Economia, Giovani Tria – quello messo al Governo dalla Troyka – qualche mese addietro, avrebbe voluto riprendersi gli 80 euro dalle buste paghe dei redditi medio bassi.

Dalle parti del PD si è arrivata una mezza sollevazione:

“Vergogna! Togliere gli 80 euro ai lavoratori a basso reddito! e bla bla bla.

Ribadiamo: la proposta era del Ministro Tria, non dei grillini. E infatti a un certo punto è intervenuto il vice premier e Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio per affermare:

“Non toglieremo un solo euro ai lavoratori”.

Impegno mantenuto: nessuno ha tolto gli 80 euro a chi li percepisce (è stato, semmai, il passato Governo di centrosinistra che ha tolto gli 80 euro a una parte dei lavoratori).

Ora è arrivato il provvedimento per il Reddito di cittadinanza. Che, come spiega bene il filosofo Fusaro va a sostenere invalidi,  precari, disoccupati e lavoratori in difficoltà.

E che fa il PD? E’ insorto! Ma come: quando il Governo Renzi ha impiegato 11 miliardi di euro per erogare gli 80 euro a chi si porta a casa uno stipendio mensile da mille e 400 euro tutto vabene; ora che c’è un Governo che si sta occupando di dare il Reddito di cittadinanza a chi non ha nulla non va bene più?

Ma che razza di sinistra pensa di rappresentare il PD? Vero è che ci sono dirigenti – come il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e come l’ex sottosegretario, Stefano Fassina (che, in realtà è un ex PD, visto che milita in Libero e Uguali) – che si sono dichiarati favorevoli alla manovra dell’attuale Governo.

Ma resta il PD, ovvero un partito senza bussola, ricettacolo di livorosi e di invidiosi, che deve gettare veleno comunque, per partito preso.

Di fatto, l’attuale Governo, pur con tutti i limiti, ha fatto ‘qualcosa di sinistra’. Ma Renzi e compagni, quelli del Jobs Act (‘inchiummato’ a metà dalla Corte Costituzionale), i ‘killer’ dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quelli della ‘Buona scuola’, quelli che toglievano diritti sociali ed elargivano diritti civili a costo zero non se la possono ‘calare’.

Eh sì, il Reddito di cittadinanza e tutto il resto gli sta andando di traverso. Gli 11 miliardi di euro per chi già lavora erano cosa buona e giusta, i 10 miliardi di euro per chi non ha nulla sono brutti e danneggiano l’economia!

Che dire? Che a questa ‘presunta’ sinistra che oggi blatera non possiamo che dire quello che a Palermo, in certi casi, si dice:

“Itivinni a cogghiri luppini” (se vi trovate a Catania la pronuncia è lupini, lì si è infilato Giovanni Verga…).

29 settembre 2018

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TimeSicilia


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