La Corsica all’Onu:”Con la Polinesia contro la colonizzazione francese”
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La Corsica all’Onu:”Con la Polinesia contro la colonizzazione francese”


Antonella Sferrazza

Ieri a New York l’intervento di Sébastian Quenot, capo di Gabinetto del presidente indipendentista Talamoni, durante i lavori della ‘Commissione per la decolonizzazione’ in favore dell’indipendenza della Polinesia. Nemico comune “dal Mediterraneo al Pacifico”

Ormai non li ferma più nessuno. Dopo avere stupito il mondo intero, l’anno scorso, con una vittoria schiacciante alle elezioni regionali (di cui vi abbiamo parlato qua), gli indipendentisti della Corsica fanno sentire la loro voce anche all’ONU.

Ieri, a New York, Sébastian Quenot, capo di Gabinetto dell’ Assemblée de Corse, il Parlamento di Ajaccio, per conto del presidente, Jean-Guy Talamoni, ha partecipato ai lavori della ‘Commissione per la decolonizzazione’ dell’ONU (Fourth Committee)’, come sostenitore di una petizione che chiede il riconoscimento del diritto all’autoderminazione della Polinesia francese. Si chiede, insomma, di riconoscere il diritto di quel popolo a combattere per l’indipendenza da Parigi.  

Il Paese- formato da cinque arcipelaghi-  è formalmente iscritto nella lista dei territori colonizzati solo dal 2013. Lo era anche nel 1947 ma nel 1963,  su richiesta della Francia, era stato cancellato (ci sono altri 16 territori, tra questi la Nuova Caledonia, le Virgin Island, le Bermuda, le Cayman, le Falkland,  Gibilterra, Samoa, Western Sahara, Anguilla nei Caraibi, ecc..). Solo dopo battaglie indomabili, l’ONU ha reinserito il Paese nella lista.

Sebastian Quenot

Sébastian Quenot

A portare avanti la battaglia per l’indipendenza delle 118 isole vulcaniche e coralline, è stato Oscar Temaru, l’uomo che da oltre 30 anni lotta contro la Francia e che è stato Presidente del popolo polinesiano e che ieri ha preso la parola nel nome del popolo polinesiano a New York.

Va da sé che la Corsica non è nella lista, ma non è un mistero che sogna di starci. Non a caso, l’intervento di ieri di Quenot è andato ben oltre l’argomento Polinesia, tanto da essere richiamato e interrotto dal presidente della Commissione,  Édouard Fritch.

“Dal Mediterraneo al Pacifico, la Corsica e la Polinesia parlano con una voce sola- ha detto Quenot. Come altri petitioners, non si è soffermato solo sullo sfruttamento delle risorse economiche polinesiane da parte dei francesi e sull’imposizione di una educazione che non rispetta l’identità di quel popolo, ma anche sui soprusi perpetrati da Parigi. In particolare, gli esperimenti nucleari:

“Dopo l’indipendenza dell’Algeria nel 1962, la Francia ha cercato nuovi territori per  i suoi esperimenti nucleari e aveva pensato pure alla Corsica. Solo grazie alle nostre denunce la Francia ha desistito e ha puntato sul Sud Pacifico causando danni irreversibili alla Polinesia” ha dichiarato Quenot lanciandosi in una invettiva contro la politica francese in Corsica che, come detto, è stata interrotta.

Poco importa: “Avere fatto sentire la nostra voce all’ONU è già un primo passo” commenta Quenot.

Intanto ad Ajaccio si festeggia la liberazione di due nazionalisti corsi dalle prigioni francesi dopo una trattativa che va avanti da anni e dopo l’imponente manifestazione dello scorso 24 settembre di cui vi abbiamo parlato qua. 

Qui potete vedere il video della seduta (in inglese). A partire da 1h09 il suo intervento. 

 

5 ottobre 2016

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AntonellaSferrazza


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