La libertà energetica della Sicilia: energia pulita a basso costo, risparmi e tutela della salute
Editoriale

La libertà energetica della Sicilia: energia pulita a basso costo, risparmi e tutela della salute


Time Sicilia

In questo articolo si racconta come la Sicilia può completare in breve tempo il passaggio dall’energia prodotta con gli idrocarburi all’energia prodotta con il vento e con il solo. Non ci ci sarà bisogno di nuove pole eoliche. Mentre andranno solarizzati i tetti degli edifici. Con risparmi notevoli per famiglie e imprese. Come utilizzare le discariche per produrre energia. L’importanza di una legge regionale 

di Mario Pagliaro

Grazie all’impetuoso sviluppo della generazione elettrica da eolico e fotovoltaico, in Sicilia è in corso una rivoluzione energetica che, ad esempio, il 10 Settembre 2017 dalle 11.00 alle 17.00 o ancora il successivo 15 Febbraio 2018, in pieno inverno, azzerava per ben 7 ore il prezzo dell’energia elettrica prodotta e venduta all’ingrosso sul mercato elettrico.

Un’autentica rivoluzione del sistema energetico avvenuta nel corso degli ultimi dieci anni senza che nessuno o quasi ne parlasse. Studiandola invece da vicino, si scopre che l’aumento verticale della produzione elettrica dalle fonti rinnovabili dovuto alla potenza eolica installata – che a Dicembre ha superato i 1.810 MW (megawatt), distribuita fra circa 1500 pale (aerogeneratori), e a quella fotovoltaica che nello stesso mese ha superato i 1.370 MW distribuita su oltre 48mila impianti – ha fatto crollare il prezzo dell’elettricità tanto sul mercato zonale che su quello nazionale (Fonte: Meneguzzo & Pagliaro, 2016).

E siccome l’energia elettrica pulita prodotta dal sole e dal vento ha la priorità di accesso e dispacciamento attraverso la rete elettrica di trasmissione, ecco che in Sicilia come nel resto d’Italia il numero di ore di funzionamento delle centrali termoelettriche è crollato. Alcune centrali sono state spente, come quella di Augusta, e altre sono state riconvertite: come la centrale “Ettore Majorana” di Termini Imerese (foto sotto) che ha abbandonato l’oliocombustibile (e con esso il gruppo di generazione a olio e la relativa ciminiera) in favore di gruppi di generazione più piccoli e molto più versatili alimentati a gas naturale con cui è possibile seguire i picchi di domanda quando la disponibilità della generazione da rinnovabili si abbassa.

La libertà energetica in concreto – In molti, con la fine degli incentivi, pensavano che l’installazione degli impianti solari ed eolici si sarebbe azzerata. Ed invece è continuata in tutto il mondo, portando il prezzo degli impianti fotovoltaici ed eolici a livelli così bassi che da tempo la libertà energetica è divenuta una concreta possibilità per le famiglie e le imprese siciliane.

Basta un esempio: Palazzolo Acreide, Settembre 2015. Sono finiti gli incentivi, ma un’azienda molitoria commissiona la realizzazione di un impianto fotovoltaico (foto sopra) dalla potenza di 320 kW (chilowatt). In poche settimane vengono installati su circa 4mila mq di terreno 1.280 moduli in silicio da 250 W. L’impianto è connesso alla rete elettrica nel Gennaio 2016.

“Chiavi in mano”, l’impianto costa 414mila euro, ovvero quasi 1300 euro a kW. La produzione attesa è superiore ai 500mila kWh annui (507.937 kWh/anno): di cui il 72% si stima saranno autoconsumati e il resto immessi in rete e venduti. Solo il risparmio annuo in bolletta è stimato in circa 54.000 euro.

Prendendo in considerazione pure la vendita dell’energia immessa in rete, il ritorno dell’investimento è atteso in circa 6 anni. Assumendo una durata dell’impianto pari a 25 anni (in realtà supererà i 35 anni), il costo del kWh pagato dall’azienda è di 3,2 centesimi di euro.

In Sicilia, il prezzo del kWh pagato da famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche supera i 15 centesimi di euro e in casi frequenti (che dipendono dalla potenza impegnata, dalla tipologia del contratto e da altri aspetti) può anche superare i 30 centesimi.

Due anni dopo (fine 2017) in Sicilia un impianto fotovoltaico di buona qualità di potenza superiore ai 200 kW veniva installato a 950 euro al chilowatt: con un calo di oltre il 25% sul prezzo del 2015. Mentre su scala domestica (fino a 6 kW) gli impianti venivano venduti a 1400 euro al chilowatt e a 125o euro al kW per impianti di potenza nominale oltre i 10 kW.

Sono questi numeri a spiegare perché – nonostante tutte le difficoltà create nel corso degli ultimi anni – i benefici innanzitutto economici delle fonti di energia rinnovabile e delle nuove tecnologie dello storage supereranno qualsiasi ostacolo.

Già nel 2016 il Gruppo di acquisto solare di Legambiente Sicilia offriva a poco più di 3mila euro al chilowatt un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo basato su batterie agli ioni di litio capaci di accumulare 6,4 kWh di energia elettrica. Da allora, il costo degli accumulatori è continuato a scendere rapidamente.

Ed infatti nel corso del 2017 oltre il 10 per cento degli oltre 40mila nuovi impianti fotovoltaici installati in Italia è dotato di accumulatori al litio, che consentono di portare il grado di indipendenza dalla rete elettrica di una famiglia a valori superiori all’80%.

Realizzare, concretamente, la transizione energetica – Grazie alle sue immense risorse di ventosità e luminosità, oggi che il costo di fotovoltaico ed eolico è crollato, la Sicilia può puntare concretamente alla piena libertà energetica arrivando a produrre il suo intero fabbisogno di energia da sole, vento ed acqua.

Ad esempio, solarizzando con appena 5 kW (chilowatt) ogni edificio dell’enorme patrimonio edilizio siciliano, e conducendo un contenuto revamping degli aerogeneratori già installati portandone la potenza da 1 a 2 MW, la Sicilia potrà coprire l’intera richiesta di elettricità inclusa la quota esportata ogni anno verso Malta (Fonte: Meneguzzo, Pagliaro et al, 2017).

Se la Sicilia volesse completare la transizione energetica dalle fonti fossili a quelle rinnovabili almeno per quanto concerne i suoi consumi elettrici, prendendo a riferimento i consumi del 2016, dovrebbe generare da nuova potenza fotovoltaica e da nuova potenza eolica 14,4 miliardi di kWh: ovvero poco più di 3 volte (3,12 volte) quanto prodotto da aerogeneratori e moduli fotovoltaici nel 2016.

Per farlo, alcuni pensano che il ricorso a tecnologie come l’eolico off-shore, cioè con le pale eoliche installate sul fondale marino come avviene in numerosi Paesi del nord Europa, sia inevitabile.

Vediamo dunque cosa succederebbe solarizzando i tetti dell’enorme numero di edifici esistenti nella regione più grande d’Italia.

In Sicilia insistono ben 1.722.072 edifici: un numero secondo alla sola Lombardia che ne conta 1.761.815 (Fonte: Istat, 2014). Un patrimonio edilizio enorme e oggi del tutto sovrabbondante (da sola la Sicilia contribuisce per il 17% degli edifici non utilizzati rispetto al totale nazionale).

Se, in modo del tutto conservativo, assumiamo di dotare ognuno di questi edifici di un impianto da 5 kW, ovvero di un impianto molto piccolo pari alla copertura di poco più di 25 mq, poiché i moderni pannelli in silicio monocristallino hanno bisogno di meno di 5 mq per generare una potenza nominale di 1 kW, questo significa che otterremmo una potenza addizionale di 5 kW × 1.722.072, ovvero 8,61 GW (gigawatt).

Utilizzando, di nuovo in modo molto conservativo, il dato di ore di funzionamento equivalenti degli impianti fotovoltaici registrato in Sicilia nel 2016 (1298 ore), si tratta di una potenza sufficiente a produrre dal sole – senza alcun inquinamento e lì dove sono in gran parte utilizzati – ben 11,17 miliardi di chilowattora.

I restanti 3,23 miliardi necessari a raggiungere i 14,4 miliardi di chilowattora necessari la Sicilia li potrà ottenere semplicemente raddoppiando la potenza eolica installata attraverso il revamping dei parchi eolici esistenti, senza dover installare alcuna nuova pala, ma semplicemente sostituendo ai vecchi aerogeneratori da poco più di 1 MW attualmente installati quelli da 2 MW particolarmente adatti a venti incostanti, con raffiche di vento forte, come quelli tipici delle regioni del bacino Mediterraneo.

Riferendosi alle ore di funzionamento per l’eolico registrate in Sicilia nel 2016 (1703 ore), la potenza eolica raddoppiata a 3600 MW genererebbe 6,13 TWh, sufficienti pure a coprire e persino a far crescere l’export verso Malta (1,53 mld di kWh nel 2016).

Di nuovo, si tratta di una valutazione conservativa visto che nel mondo, dalla Cina agli Usa alla Germania, ormai s’installano aerogeneratori dalla potenza nominale di 5 MW.

E questo senza considerare che le ore effettive di funzionamento, tanto delle pale eoliche che dei moduli fotovoltaici non potranno che aumentare al progredire dell’estensione e della qualità della rete in alta tensione siciliana, notoriamente la più rarefatta e bisognosa di interventi fra le reti in alto voltaggio delle regioni italiane.

Ad esempio, la costruzione del nuovo cavidotto sottomarino fra Sorgente in Sicilia e Rizziconi in Calabria si è accompagnata a importanti interventi di miglioramento della rete elettrica di trasmissione, pari a 700 milioni di euro, relativi ad opere già realizzate; e per circa 800 milioni per opera ancora da realizzare.

Legge regionale sulla generazione distribuita – Ancora oggi ad impedire a famiglie e imprese siciliane di autoprodursi l’energia dal sole e dal vento non sono né il costo, né la mancanza di imprese del solare qualificate. Ma la mancanza d’informazioni e conoscenze, che unite a regole autorizzative inadeguate fanno sì che il Papa disponga da oltre 10 anni sul tetto adiacente a San Pietro di un grande impianto da oltre 200 chilowatt; mentre in buona parte del territorio siciliano, sia nei centri urbani che al di fuori, sussista il vincolo preventivo.

La Sicilia è infatti la regione con la più alta percentuale di territorio sottoposto a tutela: con 5 parchi regionali, 70 riserve naturali, 6 aree marine protette e oltre 200 fra Siti di importanza comunitaria, Zone a protezione speciale e Zone speciali di conservazione.

Ecco dunque che la Sicilia potrebbe e dovrebbe dotarsi presto di nuova Legge regionale all’avanguardia internazionale che contenga le “Misure per la promozione della generazione distribuita nel territorio della Regione siciliana” per portare a tutti i benefici dell’energia solare e delle vere fonti rinnovabili dell’energia: sole, acqua, vento e terra.

“La Regione siciliana promuove e sostiene l’adozione della generazione distribuita dell’energia attraverso le tecnologie dell’energia solare da parte di famiglie, imprese, amministrazioni pubbliche ed organizzazioni di qualsiasi scopo al fine di conseguire i benefici ambientali, climatici, sanitari ed economici dovuti al loro utilizzo diffuso sul territorio”.

“A tal fine, si dota della presente Legge regionale e delle relative Linee guida per l’integrazione architettonica e paesaggistica delle tecnologie. Le Linee guida sono riviste dall’assessorato all’Energia di concerto con quelli ai Beni culturali e all’Ambiente ogni tre anni alla luce del forte tasso d’innovazione che contraddistingue tali tecnologie”.

Seguendo le nuove Linee guida contenute nella legge, famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni potrebbero dunque installare gli impianti solari sui tetti di abitazioni, aziende ed uffici pubblici rapidamente ed in piena armonia con le esigenze di tutela e valorizzazione dell’immenso patrimonio paesaggistico e storico-artistico della Sicilia e delle sue tante isole, che è pari, con ben 111 siti culturali, al 26,4 per cento del patrimonio storico-artistico italiano.

Perché le nuove tecnologie del solare coniugano bellezza ed energia pulita, eliminando qualsiasi contrasto fra tutela del patrimonio storico-artistico e paesaggistico e fonti rinnovabili di energia. Come hanno mostrato in molteplici casi proprio l’Italia e la Sicilia. Ma sono in pochi a saperlo.

Ad esempio, pochi sanno che il tetto della ex Chiesa di San Giovanni Battista di Gela (foto sotto) è stato rifatto alla fine del 2015 con tegole in cotto fotovoltaiche. Tegole simili a quelle sul tetto della casa di Fontane Bianche, a Siracusa, in cui l’eleganza si abbina all’efficienza energetica, grazie alle celle in silicio monocristallino e ai singoli di diodi di by-pass installati in corrispondenza di ogni tegola; e alla ventilazione naturale sul retro delle celle che le raffresca durante la prolungata stagione afosa siciliana, aumentando di molto la produzione di energia.

La legge dovrebbe contenere precisi obiettivi che portino alla solarizzazione di tutti gli edifici. Ad esempio, è ragionevole che in 5 anni gli impianti fotovoltaici passino dagli attuali poco meno di 50mila a 200mila. E poi, ancora, nei 5 anni successivi si arrivi a 500mila. E infine, al 2030, superino il milione. Prescrivendo anche che tutte le abitazioni mono e bi-familiari della Sicilia usino il solare fototermico per produrre calore sotto forma di acqua calda o aria calda come avviene da tempo in Grecia, a Cipro e in Israele.

Ad esempio con i collettori solari ad aria installati su facciata capaci di creare un continuo ricambio d’aria negli ambienti che hanno iniziato a diffondersi in Sicilia con eccellenti risultati.

Il collettore genera con la sola energia solare ogni giorno centinaia di metri cubi di aria calda ed asciutta veicolati all’interno dell’edificio da una piccola ventola ad alimentazione fotovoltaica nascosta nel pannello.

Il flusso di aria calda e ricca di ossigeno riscalda gli ambienti e li ventila portando via umidità e agenti contaminanti. Ai benefici ambientali ed economici della tecnologia solare si aggiungono dunque importanti benefici di ordine sanitario e di comfort.

Discariche solari – La Sicilia è anche sede di un grande di numero di discariche di rifiuti che in gran parte devono essere bonificate e dotate dei sistemi di capping previsti dalle leggi nazionali e comunitarie.

La Legge regionale potrà dunque contenere la prescrizione per tutti i gestori di solarizzare con la guaina fotovoltaica tutte le numerose discariche di rifiuti solidi urbani esauste, come già avviene a Roma dal 2008; e nel trevigiano da fine 2012 quando ad entrare in esercizio nella ex discarica di rifiuti pericolosi in località Padernello di Paese è stato un impianto fotovoltaico flessibile da ben 998 kW.

Dopo i lavori preliminari di bonifica del sito con la messa in sicurezza, la deposizione della guaina a bassa permeabilità, e la sistemazione di linee captazione del biogas e del percolato, veniva realizzato rapidamente l’impianto fotovoltaico incollando i moduli flessibili alla geomembrana con un semplice sistema a velcro (foto sopra). In soli 4 anni, fra l’1 Gennaio 2013 e il 31 Dicembre 2016, la guaina fotovoltaica ha prodotto 3.813.400 kWh con un numero di ore annue di funzionamento alla potenza nominale pari a 1273 ore, prossimo alle 1298 ore del fotovoltaico in Sicilia nel 2016. E questo senza pressoché alcun intervento di pulizia della guaina dalla sporcizia che inevitiabilmente vi si accumulava a causa della pendenza quasi nulla.

Ma i vantaggi sono stati enormi anche in ordine ai costi di gestione e all’impatto ambientale. La solarizzazione con la guaina fotovoltaica, infatti, azzera l’emissione di sostanze gassose maleodoranti e riduce drasticamente la formazione del percolato grazie alla riduzione delle infiltrazioni d’acqua, con un forte calo dei costi di gestione della discarica legati al conferimento del percolato.

L’energia prodotta dalle discariche siciliane solarizzate potrà essere facilmente venduta sul mercato elettrico come già avviene con la centrale fotovoltaica da 63 MW entrata in esercizio pochi mesi fa alle porte di Viterbo.

Pochi esempi, e alcune cifre concrete, che mostrano come, assumendo l’iniziativa politica e legislativa, la Sicilia può costruire sull’energia solare un futuro diverso e radicalmente migliore per tutti.

Foto tratta da ilprimatonazionale.it

10 marzo 2018

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