La marcia della Catalogna a Bruxelles: in 45mila chiedono all’Europa di svegliarsi

Grande manifestazione degli indipendentisti catalani nel cuore dell’Ue: “L’Europa non dovrebbe avere paura di difendere i valori democratici fondamentali”

epa06373778 Ousted Catalan leader, Carles Puigdemont (C) jons with thousands of Catalonian people rally to protest for the Independence of Catalonia, in Brussels, Belgium, 07 December 2017. A Spanish Court ruled on 04 December 2017 to grant probation to six imprisoned former Catalonian ministers with a 100,000 euro bail. Two other former regional ministers Oriol Junqueras and Joaquin Forn, Catalonian civil group Omniuim Cultural's leader Jordi Cuixart and civil group ANC's leader Jordi Sanchez will stay in prison after the Court decided not to grant them probation. All defendants are accused of rebellion, sedition and embezzlement for Catalonian pro-independence process. EPA/STEPHANIE LECOCQ

Sono arrivati nella capitale belga in autobus, in aereo, in treno o in macchina.  Erano tantissimi, 45mila secondo la polizia locale.  Al grido di “Europa svegliati” hanno manifestato nel cuore di quella Europa “sorda” al grido di libertà che arriva dalla Catalogna. Convocata dall’Assemblea Nazionale Catalana e dall’associazione Omnium Cultural in sostegno della causa indipendentista, la manifestazione di oggi è stata decisamente un successo.
C’era anche il presidente deposto, Carles Puigdemont, che ha dichiarato:

“Vogliamo un’Europa che ascolti i cittadini, gli Stati ma anche le persone. Un’Europa capace di dire a uno Stato membro quello che noi diciamo alla Spagna: così no. L’Europa non dovrebbe avere paura di difendere i valori democratici fondamentali – ha detto il leader catalano – La Catalogna vuole rimanere un Paese democratico Continueremo a lavorare in questo senso, pacificamente, nel cuore dell’Europa”.

Gli indipendentisti hanno scandito slogan contro il premier Mariano Rajoy (definito ‘il nuovo Franco’ in molti cartelloni) e inneggiato a Puigdemont. Molti gli striscioni polemici nei confronti delle istituzioni europee che hanno chiuso gli occhi dinnanzi alla repressione spagnola e dinnanzi a quelle che i catalani considerano rivendicazioni democratiche.

Tra le bandiere del corteo che ha colorato la grigia città belga, ce n’era anche qualcuna fiamminga. Una delegazione del partito nazionalista N-Va ha partecipato al corteo, tra cui il presidente del parlamento fiammingo Jan Peumans.

Ma non solo. C’era anche una delegazione di Sardigna Natzione Indipendentzia (Sni), guidata dal coordinatore nazionale Bustianu Cumpostu. “Una bandiera raffigurante i Quattro Mori, firmata da circa 500 sardi, verrà donata a Carles Puigdemont, presidente della Generalitat della Catalogna sino allo scorso ottobre- si legge in una nota del partito indipendentista sardo- E’ un segno di sostegno al diritto di decidere del popolo catalano e dei prigionieri politici detenuti nelle carceri spagnole per aver dato corso alla volontà indipendentista espressa dal loro popolo tramite regolare referendum”.

Come in occasione del referendum indipendentista dell’1 ottobre i delegati di Sni in prima linea, per “difendere i catalani dalla repressione dello stato spagnolo occupante. Chiediamo anche il riconoscimento di quanto da loro deciso legittimamente tramite referendum. Il popolo catalano – concludono gli indipendentisti sardi – ha il diritto di decidere il proprio futuro e tale diritto è inalienabile e da difendere a qualsiasi costo”.

Dalla Sicilia solidarietà è stata espressa dal movimento TerraeLiberazione. 

 

Dalla Sicilia a Bruxelles per la Catalogna: solidarietà ma non solo…

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