La Palermo dei poveri, dei senza casa e dei tanti, troppi centri commerciali. Proviamo a cambiarla?
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La Palermo dei poveri, dei senza casa e dei tanti, troppi centri commerciali. Proviamo a cambiarla?


Time Sicilia

Sia i dieci anni di amministrazione comunale di Palermo di centrodestra, sia gli ultimi cinque anni di amministrazione di centrosinistra, di fatto, hanno privilegiato il modello di sviluppo liberista. Che poi, alla fine, è un modello di sottosviluppo, perché produce diseguaglianze e povertà. Ne è la prova l’aumento dei senza casa registrato negli ultimi anni. La follia di cinque centri commerciali, autorizzati negli ultimi anni, che hanno distrutto il tessuto economico e commerciale della città. Che fare per voltare pagina? Le proposte  

di Nino Rocca

Mettiamo le mani nelle tasche di Palermo e facciamo un po’ di conti: quante sono le famiglie senza casa, compresi i singoli?

Dalla lista di emergenza il dato ufficiale ci dà il numero di 2000 famiglie, 5 anni or sono erano appena 800, il trend quindi dell’impoverimento è in ascesa con una percentuale di aumento di quasi del triplo rispetto al 2012.

Le persone che vivono per strada sono più di 250 con la presenza di qualche famiglia, nel 2012 erano appena 100, anche in questo caso l’aumento è del più del doppio.

Le famiglie che hanno occupato un immobile pubblico abbandonato solo oltre 650 famiglie, nel 2012 erano appena 200. L’aumento in 5 anni è più che triplicato.

Biagio Conte nel 2012 accoglieva circa 1000 persone adesso ne accoglie più di 1400.

Cerchiamo di analizzare il fenomeno alla luce dei dati in noi possesso riguardo alla politica sociale messa in atto nei cinque anni precedenti.

L’impegno della Amministrazione comunale precedente si è profuso, con l’aiuto dell’associazionismo, soprattutto per le 100 persone che vivevano per strada, considerando il fenomeno una emergenza a cui bisognava rispondere nell’immediato, ma senza né ricercare, né rimuovere le cause che lo avevano determinato e senza considerare il trend in aumento nel corso dei cinque anni!

L’impegno dell’associazionismo è stato esemplare per quanto riguarda l’intervento diretto a sostenere il disagio delle persone in strada provvedendo ogni notte alla distribuzione di cibo e, in inverno, delle coperte. Ciò che, a nostro avviso, è venuto meno è l’individuazione delle cause che hanno prodotto e che continuano a produrre questo livello di povertà, questo trend negativo!

Se si tiene conto che in 5 anni più di 45000 giovani sono emigrati da Palermo al nord o all’estero per cercare lavoro e costruire il proprio futuro, si comprende che il processo di impoverimento, al di là delle crisi a livello internazionale e nazionale, è ancora in atto.

Il trend dell’emigrazione giovanile in questi cinque anni si è rilevato in notevole aumento.

Ci sono delle politiche economiche volute dall’Amministrazione comunale che hanno favorito l’accelerazione della crisi economica a Palermo negli ultimi 15 anni?

Crediamo di sì!

Cominciamo con gli esercizi commerciali.

Il primo dato che salta agli occhi è la costruzione, con l’autorizzazione comunale, di ben 5 Centri commerciali che hanno decretato la morte della fitta rete di piccoli e medi commercianti nel tessuto connettivo della città.

Questa scelta che risponde ad un modello di sviluppo liberista ha dato il colpo di grazia al modello di sviluppo che aveva sostenuto la città dalla fine della seconda guerra mondiale sino ad oggi.

Oggi, a Palermo, le grandi case commerciali, le grandi firme, dominano il mercato cittadino in maniera incontrastato rispetto alle piccole imprese commerciali.

Ci chiediamo come sia stato possibile concedere la licenza a ben 5 Centri commerciali senza una previsione economica rispetto ai piccoli esercenti!

I negozi e gli esercizi commerciali che sono stati costretti a chiudere negli ultimi 10 anni sono…

Le imprese immobiliari hanno avuto un vero e proprio crollo verticale!

Quante sono le unità lavorative che negli ultimi 5-10 anni hanno perso il lavoro?

Dal momento che la ‘cementificazione’ ha raggiunto limiti inaccettabili essa è stata giustamente bloccata!

Ma al suo posto non si è proceduto alla restaurazione, al recupero del patrimonio immobiliare pubblico, non solo comunale, ma anche regionale e nazionale, comprese le caserme abbandonate e gli immobili degli ordini religiosi quasi del tutto vuoti e spesso non inutilizzati.

Non si è messo mano all’auto-recupero delle scuole abbandonate con le forze lavoro degli stessi senza casa, anzi si è cancellato il capitolo di spesa che si riferiva all’auto-recupero!

E che dire delle energie alternative come modello di sviluppo sostenibile?

Poche e marginali, se non del tutto assenti, sono stati negli ultimi 15 anni le iniziative relative all’uso delle energie alternative.

Costatiamo che in nessun immobile pubblico del Comune di Palermo vi sono i pannelli fotovoltaici, che ammortizzerebbero il costo dell’energia elettrica, sia negli edifici pubblici, sia nelle strade di città.

Lo sviluppo dell’energia alternative è tutto da programmare e da realizzare con i fondi pubblici sia locali, sia regionali, sia europei.

Per non parlare della raccolta differenziata dei rifiuti e della riutilizzazione degli rifiuti: si tratta di altre modalità di sviluppo da cui a palermo siamo troppo lontani!

Cosa fare?

Cambiare rotta.

Non si può programmare la lotta alla povertà per l’inclusione sociale soltanto attraverso l’emergenza, essa deve avere dei tempi di smaltimento a seguito dei quali si deve cambiare trend. Ma perché si cambi rotta occorre mettere in campo il nuovo modello di sviluppo utilizzando tutti fondi a disposizione.

Ecco alcune proposte.

1) Limitare il programma emergenziale nei tempi e nelle modalità

Si prevedono 5 dormitori per ospitare i senza casa che vivono per strada o per ospitare provvisoriamente le persone che perdono la casa! Quante persone si pensa di ospitare? Per quanto tempo? A che costi?

E dopo… le persone che vivono nei dormitori, dopo il periodo di accoglienza, cosa faranno?

Negli ultimi anni la struttura più efficiente di accoglienza a Palermo, quella di Biagio Conte, ha visto lievitare il numero di coloro i quali vengono ospitati – non solo stranieri, ma anche italiani – del 50%. Se la tendenza non si inverte tra qualche anno Biagio Conte sarà costretto ad aprire un’altra struttura per ospitarne il doppio di quanto già ospita!

Il modello assistenzialistico è un pozzo senza fondo, esso è economicamente insostenibile e umanamente degradante quando diventa uno stile di vita espressione di ingiusta distribuzione della ricchezza.

Il modello liberista, sempre più esasperato produce povertà per molti e ricchezza per pochi.

2) Cambiare modello di sviluppo della città

Non ci dilunghiamo sullo sviluppo eco-sostenibile perché, già altri lo hanno fatto con professionalità e scientificità. Occorrerebbe sapere i costi e i benefici di questa operazione in termini di risparmio energetico, di posti di lavoro e di energia pulita e di rispetto della natura.

Dallo sfruttamento della energia solare, al riciclaggio della differenziata, al recupero degli alimenti superflui, al recupero e auto-recupero degli immobili e dei terreni urbani trasformati in orti urbani, alla riqualificazione delle periferie, alla programmazione di un turismo eco-sostenibile, al rispetto per la natura e per gli animali soprattutto gli animali domestici.

Pensiamo all’utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione sia nel campo della burocrazia che nel campo del commercio e dell’industria della comunicazione di massa. E per i giovani talenti uno spazio per incubatori di impresa…

Pensiamo allo sviluppo della cultura e dello spettacolo in tutte le sue espressioni…

Pensiamo all’import ed export con i Paesi mediterranei e con i Paesi africani e del Nord Europa.

3) I fondi a disposizione

I fondi propri del Comune, con l’aggiunta dei fondi ricavati dalla lotta allo spreco dell’A.C.

Tagliare le spese superflue che vengono fatte pagare all’utente che paga le tasse.

Spendere in modo intelligente e secondo una chiara programmazione le somme destinate alla emergenza sociale.

Una buona parte delle risorse proprie del Comune negli ultimi 5 anni o non sono state spese, o sono state spese male! Solo una parte è stata utile per combattere la povertà.

Dotarsi del bilancio comunale con i peg per cominciare a fare le proposte operative per il prossimo bilancio preventivo.

I fondi della Regione

I fondi dello Stato

I fondi dell’UE

4) I regolamenti del Comune di Palermo

Mettere mano ai regolamenti Comunali per agevolare il nuovo modello di sviluppo eco-sostenibile ed una emergenza sociale sostenibile e provvisoria.
I regolamenti riguardo l’urbanistica, i grandi appalti per le infrastrutture sono quelli che determinano, in buona parte, il nuovo modello di sviluppo economico. Ma anche i regolamenti che determinano la politica sociale sono ormai inadeguati alle nuove sfide sociali.

Le proposte operative sono:

1) creare una sorta di governo cittadino parallelo attraverso cui:

a) studiare i bilanci e i regolamenti

b) programmare il nuovo futuro della città

c) aprire un dialogo con l’A.C. e promuovere una vera democrazia partecipativa

d) avviare iniziative di lotta là dove i programmi e le reali iniziative di governo sono in contrasto con il governo parallelo.

Ci vogliamo provare? Mettiamo insieme tutte le competenze necessarie nei vari settori e procediamo!

11 settembre 2017

Autore

TimeSicilia


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