La Sicilia bella/ A Tortorici la spettacolare festa in onore di San Sebastiano
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La Sicilia bella/ A Tortorici la spettacolare festa in onore di San Sebastiano


Patrizia Gangi

La Sicilia è ricca di tradizioni popolari e religiose dal fascino unico. Oggi vi raccontiamo della processione di San Sebastiano, a Tortorici, nel messinese. E vi mostriamo le foto di una festa molto attesa e che affonda le sue radici in un lontano passato

 

Tortorici (Messina) 20 gennaio: è il  giorno della festa del loro Santo Patrono “San Sebastiano”, tanto  amato dai tortoriciani. Le origini della festa  risalgono nel 1682 , quando una disastrosa alluvione devastò il paese.

Tradizioni popolari, raccontano, che durante questa tempesta la campana maggiore della chiesa di Santa Maria precipitò con tutto il campanile e fu trascinata dalla corrente del ruscello scomparendo nel fango. Qualche tempo dopo in paese arrivarono due pellegrini che a Roma, dove San Sebastiano era stato martirizzato e sepolto, avevano rubato due reliquie del martire. Quando i due malfattori cercarono di allontanarsi da Tortorici, furono impediti nel cammino da una forza misteriosa. I due, allora, confessarono alla gente accorsa di avere addosso le reliquie di San Sebastiano, nel greto del Torrente si aprì una voragine ed apparve la grande campana scomparsa. Da quel momento San Sebastiano divenne il Santo Patrono di Tortorici.

Il 20 gennaio, è il gran giorno. I devoti vestiti di bianco, vanno a piedi nudi al Santo. Il rito religioso ha luogo nella chiesa di Santa Maria Assunta, dove si celebra una secolare tradizione che prende il nome di “Senato”, dove i Giurati nel ‘600, i Senatori nel ‘700 e i Sindaci dal ‘800 in poi, si recavano in chiesa consegnando, in segno di omaggio al Santo, le chiavi della Città.

A seguire la Processione per le sinuose “vanedde” (stradine) della cittadina. La “Vara”, portata in spalla da soli uomini, arriva prima al fiume Calagni dove i devoti invocano la grazia, per scongiurare i danni, che il fiume potrebbe provocare. Dopo si inizia la “Questua”, il Santo viene portato per le vie del paese tutto il giorno , rientrando a tarda sera nella Chiesa di S. Nicolò, dove resterà fino all’ottava ( 29 gennaio), per poi riprendere la processione in giro per altre borgate.

La PhotoGallery 

27 gennaio 2017

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Patrizia Gangi


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