La sinistra tra Palermo e la Sicilia: l’analisi del voto nelle parole di Nadia Spallitta
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La sinistra tra Palermo e la Sicilia: l’analisi del voto nelle parole di Nadia Spallitta


Giulio Ambrosetti

Per dieci anni consigliere comunale a Palermo, oggi coordinatrice dei Verdi della città, Nadia Spallitta rappresenta l’anima critica della sinistra del capoluogo dell’Isola. Con lei parliamo dei risultati delle elezioni regionali, della sinistra siciliana e palermitana e di tanto altro ancora

Le elezioni regionali della Sicilia appena concluse, la sinistra in affanno, la città di Palermo che, tra emigrazione dei giovani, appalti ferroviari eterni, assenza di verde e altri problemi sembra più in affanno della sinistra. Affrontiamo questi temi con Nadia Spallitta, per dieci anni consigliere comunale, oggi coordinatrice dei Verdi della città, anima critica della sinistra palermitana.

Per la sinistra siciliana non è andata bene in queste elezioni regionali siciliane. 

“La cattiva politica del centrosinistra che ha governato in questi anni la Sicilia ha riconsegnato la Regione al centrodestra. Ma io rimango fiduciosa. A mio avviso ci sono le condizioni per cambiare la sinistra siciliana e per prepararci a governare l’Isola. La presenza di Claudio Fava all’Assemblea regionale siciliana è un fatto molto importante. Attorno a lui si può creare un bel gruppo di lavoro per non disperdere, ma anzi per valorizzare quanto di buono è stato fatto in questi mesi”.

Ai Verdi di Palermo com’è andata l’avventura elettorale?

“Direi molto bene. Siamo contenti per il contributo che abbiamo dato alla campagna elettorale e, perché no?, anche al risultato finale che ha consentito alla lista ‘Cento Passi’ di approdare con un proprio rappresentanti nel nuovo Parlamento siciliano”.

A chi si riferisce, in particolare?

“Mi riferisco ai candidati espressi dai Verdi nella lista del collegio di Palermo. In particolare, a Giovanni Troia, Mario Aiello e Leonardo Alagna. Giovanni Troia, che ha raccolto 740 voti, è un medico di Capaci impegnato sul fronte della legalità nella lotta all’abusivismo edilizio. Aiello è, da sempre, un ambientalista e ha portato alla lista 530 voti. Mentre Alagna è impegnato nel mondo della scuola e ha preso mille e 106 voti. Mi sembrano risultati eccezionali, considerato che le loro candidature sono maturate negli ultimi giorni. Sono esempi di persone che vivono la politica come passione, mettendo al primo posto l’interesse pubblico”.

Ciò significa che a Palermo e provincia c’è un voto libero disposto a premiare chi si impegna per il bene della collettività?

“Certamente. Pur tra mille difficoltà la lista ‘Cento Passi’ di Claudio Fava – se mi è consentito, con il contributo importante dei Verdi – è riuscita a fare emergere quanto di buono c’è nella politica siciliana. Il voto libero c’è anche a Palermo, ma è necessario lavorare per farlo emergere, valorizzando le candidature credibili. L’area progressista della sinistra che crede in un progetto politico unitario può essere propositiva, può recuperare molti consensi e più fornire soluzioni ai tanti problemi del capoluogo siciliano”.

Non per smentirla, ma se proprio la dobbiamo dire tutta, noi abbiamo la sensazione che, a Palermo, la sinistra nel suo complesso – dal PD a Rifondazione comunista, passando per la Giunta di Leoluca Orlando – i problemi, più che risolverli, li crei: le imposte locali ai massimi livelli, la ZTL per scippare altri soldi dalle tasche dei cittadini, gli appalti ferroviari a ruota libera, l’assalto a Mondello dove il cemento avanza senza regole…

“Tanto per cominciare va detto che, a Palermo, non governa la sinistra. Il Comune del capoluogo siciliano è amministrato da una coalizione nella quale ci sono partiti di centrodestra, come Alternativa Popolare. Tra l’altro, Palermo oggi necessita di tanti interventi, a cominciare dalle periferie abbandonate. Non si può pensare di amministrare Palermo pensando solo ai due assi principali del Centro storico, via Maqueda e corso Vittorio Emanuele”.

L’ultimo rapporto Ispra è passato sotto silenzio…

“L’ultimo rapporto Ispra pone Palermo tra le ultime città d’Italia. Il capoluogo dell’Isola è all’ultimo posto per qualità della vita, per la scarna presenza di verde, per il consumo del territorio, per l’allarmante fenomeno dell’emigrazione dei giovani. Quest’ultimo è un problema gravissimo: siamo davanti al depauperamento e all’invecchiamento delle risorse umane”.

Rispetto a questi problemi che ha governato e chi governa la Sicilia e Palermo non ha fatto molto. 

“Questo, purtroppo, è un dato politico oggettivo. La politica deve recuperare il significato di servizio alla collettività. Valori come uguaglianza e solidarietà debbono diventare i punti di riferimento della sinistra”.

Anche a Palermo?

“Certo, anche a Palermo”.

Non vorremmo smentirla ancora una volta, ma la sinistra, che nel bene e nel male ha amministrato Palermo negli ultimi cinque anni, più che di lotta è da salotto: borse firmate, figli nelle scuole private mentre i senza tetto aumentano. Li ignorano per dieci mesi per poi presentarsi con le coperte nelle sere d’inverno. La solidarietà della sinistra che governa Palermo ai senza casa si ferma alle coperte. Gli immobili confiscati alla mafia vanno invece alle associazioni…

“La sinistra, nel suo complesso, non soltanto a Palermo, ma in tutta la Sicilia, deve recuperare il rapporto con la gente. Anche a me è capitato di avvertire atteggiamenti che mal si conciliano con chi dovrebbe difendere gli interessi dei più deboli. Insomma: la sinistra deve tornare a fare la sinistra. Sotto questo profilo, dobbiamo ammettere che Beppe Grillo parla un’altra lingua: una lingua che arriva direttamente alla gente”.

Intanto questi signori della vecchia sinistra siciliana sono ancora lì. E peggiorano. Tra i deputati del PD nel nuovo Parlamento dell’Isola è drasticamente diminuito il numero degli ex PCI ed è aumentato il numero dei renziani (COME POTETE LEGGERE QUI). Come vede…

“Il PD locale ha grandi responsabilità. ha tralasciato valori e obiettivi sostituendoli con rapporti poco naturali, spesso estranei alla sinistra. Il tutto per garantire a pochi posizioni personali. L’ho detto e lo ribadisco: la cattiva politica del centrosinistra ha finito con il riconsegnare la Regione siciliana al centrodestra”.

A proposito della sinistra, non abbiamo parlato della sinistra di Palermo. Voi Verdi avete dato un bel contributo. E gli altri protagonisti della sinistra cosiddetta alternativa al PD che contributo hanno dato alla lista ‘Cento Passi’ di Claudio Fava?

“I numeri sono quelli che sono. Rifondazione comunista e Sinistra Italiana, almeno a Palermo, escono malconci dalle elezioni regionali. Rifondazione comunista, in città, prende circa 800 voti. Fatti i conti, appena un terzo dei voti del 2012. Insomma, o la sinistra di Palermo cambia linea politica, o è destinata a scomparire. Mi riferisco, in particolare, a Rifondazione comunista: cinque anni al governo della città per ottenere, alla fine, questi risultati. Forse dovrebbero cominciare a riflettere”.

 

 

9 novembre 2017

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GiulioAmbrosetti


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