L’altra faccia del Coronavirus 1/Il Prof Tarro ai media: “Questo bollettino di guerra si deve fermare”

Uno dei virologi più importanti al mondo, premiato in America come “miglior virologo dell’anno” nel 2018, candidato al Nobel per la Medicina nel 2015, già allievo del padre del vaccino contro la poliomelite Albert Sabin, parla di un allarmismo eccessivo

Restiamo a casa. Perché le regole si rispettano (ai giuristi il compito di porsi qualche domanda). E si rispettano per il nostro bene, perché il nostro sistema sanitario, macellato da tagli scellerati, operati sia del centrodestra che del centrosinistra, in questo momento è al collasso: anche una semplice tonsillectomia, pure i punti di sutura, in questo momento rappresentano un sovraccarico per i nostri ospedali.  Figuriamoci le terapie intensive o sub-intensive.  Restiamo a casa, dunque. Perché la politica degli ultimi decenni ci ha reso talmente fragili, da costringerci oggi, a queste misure estreme.

Ecco svelata la natura di questi diktat: dobbiamo ringraziare chi ci ha governato per un sistema sanitario che non si regge più in piedi. Non è la pericolosità del Coronavirus-Covid19 ad avere creato questa situazione surreale, ma la politica. La mala politica.

Se, infatti, proviamo a capire qualcosa su questo virus,  potremmo ‘scoprire’ che così terribile, non è, o, quantomeno, non lo è per tutti.  E come facciamo a capirci qualcosa di più? O ci affidiamo alla televisione, e lo facciamo tutti, ascoltando chiunque si presenti come ‘esperto virologo’, o proviamo anche a guardare altrove.

Ed è quello che cercheremo di fare in questa rubrica che chiamiamo “L’altra faccia del coronavirus”.  Lo ripetiamo, non per contestare le regole, ci sono e vanno rispettate, ma per capire se è davvero giustificabile questo panico, questa psicosi collettiva.

Cominciamo alla grande. Ascoltando ciò che dice uno  scienziato che di virus se intende per davvero, nel senso che oltre ad avere studiato virologia all’università, si è occupato di questa materia in pratica e per tanti anni. Parliamo di Giulio Tarro, messinese di nascita, uno dei virologi più importanti al mondo, premiato in America come “miglior virologo dell’anno” nel 2018,candidato al Nobel per la Medicina nel 2015, già allievo del padre del vaccino contro la poliomelite Albert Sabin, fu lui a isolare il vibrione del colera quando scoppiò l’epidemia a Napoli.
Cosa dice Tarro?  Sotto riportiamo il link di una bella intervista realizzata da Radioradio, mentre  ci chiediamo anche come mai non lo vediamo più spesso in televisione…

Qualche anticipazione:

Penso che vada fatto un mea culpa anche per quel che è accaduto negli ultimi anni, dove tra il ’97 e il 2015 abbiamo addirittura bloccato tutte le nuove terapie intensive, riducendole persino del 50%, quindi in sostanza dai 575 su 100.000 abitanti siamo passati ai 275 attuali.

Non ci siamo nemmeno preoccupati – sottolinea Tarro- di raddoppiarli in questa situazione di emergenza, come invece hanno fatto i francesi. Ora ci troviamo in questa situazione di sfascio proprio nelle zone che sono fiore all’occhiello della sanità, questo la dice tutta.

Dal punto di vista mediatico questo bollettino di guerra si deve fermare, non possiamo alimentare questa sindrome da panico che indebolisce il nostro sistema immunitario. Non si capisce perché bisogna per forza creare questa situazione di stress alla luce dei dati che ci arrivano dalla Cina”.

Sul virus:

“Chi è sano, ne esce praticamente indenne. Dobbiamo ragionare, non possiamo obbligare tutti a questo regime di arresti domiciliari, perché non è certo il virus della peste”. 

Tarro suggerisce quindi di proteggere i più deboli. 

D’accordo? No? Stiamo solo cercando di capire, dando la parola a chi conosce il problema.

Lo ripetiamo. Le regole vanno rispettate. Le regole non prevedono il sonno della ragione.

Ascoltiamolo insieme:

L’INTERVISTA AL PROF TARRO

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