L’AMAT in dissesto, il Tram che gira vuoto e la ZTL per fare ‘cassa’: la follia di Palermo

Peggio di così Palermo non può essere gestita. Oggi è la città con il più basso reddito pro capite d’Italia: appena 9 mila Euro. E con il tasso di disoccupazione giovanile tra i più alti del nostro Paese: 61 per cento! Con 2 mila famiglie circa senza tetto. E che fa l’Amministrazione comunale di ‘sinistra’? Vorrebbe scippare ai cittadini i soldi per fare circolare un Tram semivuoto che perde non meno di 16 milioni di Euro all’anno. Ma a questi signori – Orlando e la sua Giunta – quando li mandiamo a casa?

Peggio di così Palermo non può essere gestita. Oggi è la città con il più basso reddito pro capite d’Italia: appena 9 mila Euro. E con il tasso di disoccupazione giovanile tra i più alti del nostro Paese: 61 per cento! Con 2 mila famiglie circa senza tetto. E che fa l’Amministrazione comunale di ‘sinistra’? Vorrebbe scippare ai cittadini i soldi per fare circolare un Tram semivuoto che perde non meno di 16 milioni di Euro all’anno. Ma a questi signori – Orlando e la sua Giunta – quando li mandiamo a casa?  

La crisi economica dell’AMAT – l’Azienda del Comune di Palermo che si occupa del trasporto delle persone – non è nuova. Già lo scorso anno, prima che iniziasse l’avventura del Tram, la società presentava un bilancio in ‘rosso’, con perdite stimate tra 6 e 7 milioni di Euro.

A fronte di questo scenario, l’Amministrazione comunale del capoluogo siciliano, guidata da Leoluca Orlando, ha giocato una partita politica di azzardo. Anzi, di doppio azzardo. Vediamo di illustrare cosa è avvenuto.

La vicenda AMAT si lega a doppio filo a quella del Tram. Il Comune di Palermo, lo scorso anno, ha forzato la mano, realizzando in tempi brevi le linee di Tram. Il costo di questi 15 chilometri di strada ferrata cittadina è stato piuttosto esoso: circa 320 milioni di Euro, oltre 20 milioni di Euro a chilometro!

Sorvoliamo sulle ombre che hanno contraddistinto i lavori per la realizzazione di tale opera. Rilievi che sono stati mossi dall’Autorità nazionale anticorruzione. Di questa storia – tutt’altro che edificante – ricordiamo che si attende il pronunciamento della Corte dei Conti, chiamata a chiarire un costo maggiorato di circa 80 milioni di Euro.

Realizzata l’opera, bisognava darla in gestione. Visti i costi di gestione – elevati – non sarebbe stato facile trovare un privato per far partire il Tram di Palermo. Chi è che va a gestire un servizio in perdita? Così l’Amministrazione comunale ha pensato all’AMAT.

Domanda: ma se l’AMAT già perdeva 7-8 milioni di Euro all’anno, perché caricargli un ulteriore servizio in perdita?

Semplice: perché l’Amministrazione Orlando pensava di scaricare le perdite di AMAT e Tram sui cittadini. Da qui l’operazione ZTL – sigla che sta per Zona a Traffico Limitato – che è stata pensata non per combattere l’inquinamento dell’aria di Palermo, ma per foraggiare l’AMAT e le altre società che fanno capo allo stesso Comune.

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E’ importante segnalare l’arroganza con la quale la Giunta Orlando – sorretta da una maggioranza trasversale in Consiglio comunale – ha provato a far passare un provvedimento che definire iniquo è poco. Quella proposta dalla Giunta e approvato a fine Dicembre dal Consiglio comunale non era una ZTL, ma una tassa di circolazione automobilistica occulta.

Di fatto, il Comune ha individuato una grande area, imponendo ai cittadini 100 Euro all’anno per ogni automobile. Non un provvedimento che vietava il passaggio delle automobili in questa ipotetica mega ZTL, ma un passaggio a pagamento: la licenza di inquinare pagando 100 Euro all’anno per ogni automobile (90 Euro per chi risiede dentro il perimetro della ZTL).

Ufficialmente, il Comune – così si leggeva nei documenti – contava di incassare 30 milioni di Euro all’anno: poco meno di 20 milioni di Euro sarebbero serviti per l’AMAT (e quindi anche per il Tram) e il resto per tappare i ‘buchi’ delle altre società comunali.

In realtà, gli incassi sarebbero stati di più. Perché il balzello, oltre ai cittadini, avrebbe colpito duro anche – anzi soprattutto – i commercianti della città. I commercianti sarebbero stati penalizzati tre volte: avrebbero pagato il pass per i propri mezzi; poi un ulteriore ‘botto’ di 600 Euro per i mezzi gommati che scaricano la merce entrando in questa mega ZTL; e infine avrebbero dovuto fronteggiare un calo delle vendite.

Perché un calo delle vendite? Semplice. Il pass sarebbe stato obbligatorio per chi abita dentro il perimetro della mega ZTL. Mentre chi vive fuori dal perimetro non sarebbe stato obbligato ad acquistare il pass: avrebbe dovuto acquistarlo solo se avesse deciso di entrare nella Zona a Traffico Limitato.

Già dai primi giorni delle vendite dei pass si è capito che i palermitani che vivono fuori dalla mega ZTL – se non costretti da questioni legate al lavoro – non avrebbero acquistato il pass da 100 Euro all’anno. Ciò avrebbe provocato un’ovvia riduzione significativa di cittadini dentro il perimetro della ZTL. Con una conseguente riduzione del volume di affari per i commercianti.

Com’è noto, il Comune, nonostante le proteste di cittadini e commercianti, è andato avanti. A bloccare la ZTL è stato il TAR Sicilia in seguito a un ricorso predisposto dagli avvocati Alessandro Dagnino e Giovanni Scimone – con la consulenza della vice presidente del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta (anche lei è avvocato) – per conto delle associazioni Bispensiero, Vivo Civile e Comitato Salviamo il Cuore di Palermo e di circa 200 cittadini palermitani.

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I giudici del TAR Sicilia hanno bloccato la ZTL e obbligato, di fatto, il Comune a restituire i soldi ai cittadini che avevano già pagato il pass. Non c’è bisogno di entrare nei particolari per affermare che la magistratura amministrativa ha ‘bocciato’ l’Amministrazione comunale sul piano giuridico.

Il TAR ha bloccato la ZTL, e ha annunciato che sarebbe entrato nel merito a Novembre.

Una brutta figura non soltanto per il sindaco Orlando e per l’assessore comunale alla Mobilità, Giusto Catania, ma soprattutto per i burocrati del Comune, che dovrebbero conoscere – meglio dei politici – gli aspetti tecnici, in questo caso il Diritto amministrativo.  

In un primo momento sembrava che il Comune di Palermo avrebbe atteso il giudizio del Tribunale Amministrativo regionale. Poi sindaco e burocrati ci hanno ripensato e si sono rivolti al CGA, sigla che sta per Consiglio di Giustizia Amministrativa, in Sicilia organo di appello del TAR.

Sindaco e burocrati speravano che i giudici del CGA sospendessero il blocco della ZTL. ma dai giudici del Consiglio di Giustizia Amministrativa gli è arrivata un’altra ‘botta’ in testa: non solo non hanno concesso la sospensiva, ma hanno ‘avvertito’ il Comune che i rilievi mossi dai loro colleghi del TAR sono corretti.

E oggi? L’Amministrazione comunale sta provando – e a nostro avviso non ci riuscirà – ad aggirare il giudizio di merito del TAR Sicilia. Il Comune si accinge a firmare un’altra ordinanza per far partire una ZTL più contenuta (grosso modo, solo nel Centro storico della città).

Si tratta di una mossa apparentemente furba, ma in realtà confusa e illogica. Anche in questo caso, l’Amministrazione comunale non istituirebbe una ZTL, ma una zona a pagamento. Il passaggio dal Centro storico della città verrebbe interdetto solo alle automobili più vecchie. Gli altri potrebbero accedere pagando. E’ la stessa storia: pagare per inquinare. Il tutto per fare ‘cassa’ e foraggiare l’AMAT e il Tram, per ora utilizzando solo gli introiti del Centro storico.

Di fatto, non sono venute meno le ragioni del ricorso. Ed è probabile che gli autori del primo ricorso chiedano al TAR Sicilia di pronunciarsi, magari con la presentazione di ulteriori memorie.

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Ma il punto di questa storia non è questo. Il problema è il Tram: fino a che punto è stato razionale avviare il Tram – che oggi serve alcune aree periferiche di Palermo (circa l’1% della popolazione) – ben sapendo che i costi sarebbero stati elevati?

Nulla da dire sul fatto che il Tram debba essere sostenuto dalla fiscalità generale: ma dalla fiscalità generale, non da una finta ZTL!

In ogni caso non è questo il momento economico per pensare al Tram. Palermo è una città diventata povera. Palermo, oggi, è la città con il più basso reddito pro capite d’Italia, appena 9 mila Euro. Palermo, oggi, con un tasso di disoccupazione giovanile del 61 per cento! A Palermo, oggi, ci sono quasi 2 mila famiglie senza tetto. 

In una città diventata povera si spendono oltre 320 milioni di Euro per il Tram, altri 800 milioni di Euro per un’altra opera ferroviaria ancora oggi incompleta (parliamo del Passante ferroviario) e altri 100 milioni di Euro circa per una terza opera ferroviaria (la chiusura dell’Anello ferroviario).

Per carità: le opere pubbliche, in un momento di crisi economica fanno sempre bene. Ovviamente, se completate senza sprechi: e non ci sembra il caso delle opere ferroviarie di Palermo, dove gli sprechi sono sotto gli occhi di tutti.

E, soprattutto, non si possono chiedere – in un momento economico così drammatico – 30 milioni di Euro all’anno ai cittadini per pagare un servizio – il Tram – che serve appena l’1% della popolazione!

Questo è insensibilità verso una città in crisi, disorganizzazione e pressappochismo.

Tra l’altro, la parte del Passante ferroviario che funziona non è coordinata con il Tram. Quindi i cittadini debbono pagare il biglietto per il Tram al Comune (un Euro e 50) e il biglietto per il Passante ferroviario alle Ferrovie (un altro Euro e 50).

Orlando e la sua Giunta i soldi per far funzionare il Tram di Palermo dovrebbero chiederli al Governo Renzi, che ha lasciato a ‘secco’ i Comuni siciliani, le ex Province e la Regione, e non ai cittadini palermitani già provati da una pesante crisi.

Già è un’assurdità vedere circolare il Tram quasi sempre mezzo vuoto.  Ma ancora più assurdo è pensare di farlo pagare ai cittadini con un balzello aggiuntivo.

 

 

 

 

 

 

 

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