L’Ars rinvia di un mese e gli ex sportellisti sono di nuovo in alto mare

La verità è che alla politica siciliana della sorte di migliaia di persone oggi senza lavoro non gliene può fregare di meno! per carità, alcuni di loro si impegnano. ma poi quello che è l’andazzo generale trascina con sé tutti gli accidenti particolari

La verità è che alla politica siciliana della sorte di migliaia di persone oggi senza lavoro non gliene può fregare di meno! per carità, alcuni di loro si impegnano. ma poi quello che è l’andazzo generale trascina con sé tutti gli accidenti particolari

da Adriana Vitale
riceviamo e volentieri pubblichiamo

Intere categorie che aspettano risposte, per una volta molti deputati decidono di stare dalla parte del popolo, e alcuni che fanno? Approfittano per infilare marchette elettorali, bloccando di fatto la più ragionevole delle soluzioni, dati i tempi stretti che loro stessi causano. Costringono chi vuole agire, per dare risposte, a rimandare per evitare al danno la beffa. Li costringono a scegliere la strada più semplice, tanto che problemi hanno?

Tutto rinviato di un mese, per consegnarci lo stesso misero rituale e rischiare di farli diventare due, quando si sarebbe potuti arrivare, con buonsenso, ad una sintesi ragionevole. Un mese, cosa volete che sia un mese? Per voi nulla, per noi un secolo dopo tanto attendere e penare.

Il gioco misero delle parti per risultare casti e puri, per apparire vergini e giustificarsi, ognuno scaricando sugli altri. Un presidente che, prima aveva annunciato e proclamato la salvezza, e ora accetta di essere smentito da chi, di fatto, ha commissariato la Sicilia e ragiona con i soli, sterili numeri senza tener conto delle risposte da dare alle emergenze. Un presidente che scarica le responsabilità sul Parlamento dell’Isola accusandolo di bloccare l’iter per votare velocemente la legge finanziaria; alcuni parlamentari che scaricano sul Governo, astenendosi però dal dire che sono proprio loro quelli che si mettono di traverso.

Noi che assistiamo impotenti al solito rituale dello scarica barile, alle solite misere e becere giustificazioni. Noi che aspettiamo Pif che fa la voce grossa per ottenere attenzione, noi incapaci di reagire e deleghiamo altri, mentre guardiamo dalla finestra il sangue versato senza sporcarci le mani, noi incapaci di essere milioni di Pif, che gioiamo di un “vaffanculo” senza comprendere che, al netto di un solo momento di soddisfazione, i problemi rimangono sul tavolo, problemi che neppure il clamore riesce a muovere tempestivamente.

Un mese, cos’è un mese per chi non può apparecchiare la tavola? Cos’è un mese per chi non può neppure grattarsi la testa? Avete preferito la poltrona al bene del popolo che indegnamente rappresentate! No, non esiste nessuna giustificazione, non siete lì perché avete vinto un concorso, non siete lì unti dal cielo, siete lì per fare il bene del popolo. Poiché continuate imperterriti a farvi i fatti vostri, a umiliare i deboli, a prendervi gioco delle famiglie, siete indegni di calcare le stanze dei ‘Palazzi’ della politica.

Il cerchio si è chiuso nel modo più deplorevole e meschino, esattamente per come lo avete iniziato. Avete solo provocato distruzione, lacrime, miseria, povertà, disperazione! Incapaci fino all’ultimo di porre rimedio alle vostre stesse malefatte. Quadro misero di ordinaria amministrazione, capace di far diventare consuetudine un modo di operare ispirato ad un rituale sempre stancamente e nauseatamente uguale, come in un copione imparato a memoria.

La prima fase costellata di annunci in pompa magna stile “salvatore della patria”, seconda fase un modo di agire che trova la sua ragion d’essere nell’improvvisazione dettata dall’acqua alla gola, studiata a tavolino per sfuggire alle risposte che i siciliani si aspettano invano di ottenere, alimentate ad arte dagli zero virgola, capaci di tenere sotto scacco un intero parlamento con l’uso di mezzucci e miseri ricatti.

Pensate adesso che a chi da tre lunghi anni aspetta risposte possa interessare la vostra autodifesa? Vedo le sedute e, con esse, vedo molti nani inadeguati e piccoli esseri sordi alle urla di dolore di un popolo, talmente rassegnato da essere incapace di reagire. Vi arrivi, dal profondo delle mie viscere, lo sdegno totale e la mia personale condanna politica. Godetevi e spartitevi gli ultimi brandelli di questa terra e poi sparite per sempre.

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