L’assessorato alla Formazione professionale della Sicilia? Non lo vuole nessuno, perché ormai è un guscio vuoto
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L’assessorato alla Formazione professionale della Sicilia? Non lo vuole nessuno, perché ormai è un guscio vuoto


Time Sicilia

Oggi, tra i sindacati, solo l’Unione Sindacale di Base (USB) invita il nuovo presidente della Regione, Nello Musumeci, a rilanciare il settore. Le altre organizzazioni sindacali tacciono. Noi invece pensiamo che i fondi europei della Formazione professionale della Sicilia faranno la fine che hanno fatto le risorse finanziarie FAS e PAC: verranno dirottati in buona parte nel Centro Nord Italia con la ‘benedizione’ di centrodestra e centrosinistra 

Ricordate la Formazione professionale siciliana? Era un settore che aiutava  tanti giovani della nostra Isola a trovare lavoro. Tutto è cominciato nella seconda metà degli anni ’70 del secolo passato, quando presidente della Regione stava per essere eletto Piersanti Mattarella. Anche allora i presidenti della Regione venivano eletti: dal Parlamento siciliano. In quegli anni si approvò una legge – la legge regionale n. 24 del 1976 – che ha funzionato fino a governare la Regione siciliana è arrivato il centrodestra. Da allora – correva l’anno 1996 – la Formazione professionale siciliana è andata peggiorando di anno in anno. Oggi è scomparsa.

Perché lo ricordiamo? Perché oggi, nella politica siciliana, gira una notizia poco ‘gettonata’, ma che secondo noi è importante: per la prima volta, dalla metà degli anni ’70 ad oggi, nessuno vuole più ricoprire il ruolo di assessore regionale alla Formazione professionale. E sapete perché? Perché oggi, a causa della mala politica, la Formazione professionale siciliana è un guscio vuoto, una strada senza uscita, un’aporia…

In verità, fino a prima dell’arrivo del disastroso Governo regionale di Raffaele Lombardo – anno di grazia 2008 (Governo frutto di un ribaltone: Lombardo eletto alla presidenza della Regione con i voti del centrodestra che fa il Governo con il centrosinistra, in barba agli elettori e alla democrazia: e oggi Raffaele da Grammichele è di nuovo tra noi, riavremo i suoi ‘allievi’ nella maggioranza che appoggia il nuovo governatore, Nello Musumeci e, forse, addirittura con qualche assessore) – la Formazione professionale, sotto il profilo amministrativo, era legata alle politiche del lavoro.

Poi, per l’appunto, è arrivato il Governo Lombardo con l’assessore Gaetano Armao, grande ‘scienziato’ dell’amministrazione pubblica: così le politiche del lavoro sono finite con le politiche sociali, mentre la Formazione professionale è stata messa in coppia con l’Istruzione: una trovata ‘geniale’ che ha anticipato il renzismo scolastico, ovvero la scuola-lavoro: ovvero gli studenti dei licei e, in generale delle scuole superiori che sono costretti a lavorare ‘a gratis’, come si dice dalle nostre parti per le imprese.

Insomma, Lombardo e Armao, sotto il profilo ‘filosofico’, hanno anticipato, per certi versi, se non la ‘Buona scuola’di Renzi, quanto meno la scuola-lavoro. Mentre – questo gli tocca: quello che è loro è loro – hanno inaugurato la stagione della ‘Buona Formazione professionale’, che è l’equivalente della già citata ‘Buona scuola’ di Renzi: cioè lo sfascio!

Insomma: se il Governo Renzi sta cominciando a sfasciare la scuola, il Governo regionale Lombardo ha iniziato a sfasciare la Formazione professionale siciliana: al resto – cioè a sfasciare definitivamente la Formazione professionale della nostra Isola – hanno pensato il Governo di Rosario Crocetta e il PD siciliano.

E oggi? L’abbiamo detto: Musumeci deve o dovrebbe dare vita al nuovo Governo: ma nessuno sembra felice di andare a ricoprire il ruolo di assessore alla Formazione professionale: della serie, scappano tutti!

E hanno ragione, perché oggi ci sono già tanti assessori regionali alla Formazione professionale della Sicilia: tanti quanti sono i giudici del TAR Sicilia e del CGA che debbono pronunciarsi sui ricorsi. Per non parlare dei giudici della Corte dei Conti che stanno vagliando progetto per progetto.

Per carità: la responsabilità non è dei giudici amministrativi e nemmeno dei giudici contabili. Se i ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia piovono a decine i giudici che debbono fare se non pronunciarsi? E se poi si aggiungono anche i ricorsi al Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) che c’è da fare?

Ancora: con tutti gli scandali che ci sono stati – e con tutte le nuove società entrate in questo settore, in molti casi riconducibili a politici – non è forse più che corretto che la magistratura contabile controlli ogni progetto?

In questo scenario un assessore regionale alla Formazione professionale che dovrebbe fare? Un tempo – tempi iniziati con il già citato Piersanti Mattarella – la Formazione professionale era gestita da enti no profit. Anche i discenti venivano pagati. C’era clientelismo, c’erano i sindacati che facevano la parte del leone con i propri enti, si formavano parrucchieri, barbieri, estetisti e panettieri. C’era questo ed altro: ma il settore funzionava.

Funzionava più da ammortizzatore sociale e da serbatoio di clientele politico-sindacali, certo: ma – lo ribadiamo – funzionava.

A partire dal 1997 è iniziata la lenta privatizzazione. Le società per azioni prima hanno affiancato gli enti. Oggi li hanno completamente sostituiti. Anche a causa degli scandali che hanno travolto questo settore.

Oggi tutti gli enti storici della Formazione professionale della Sicilia sono scomparsi. Il problema è che è scomparsa anche la Formazione professionale siciliana.

Sembra incredibile, ma in cinque anni, il Governo Crocetta ha fatto partire solo qualche corso dell’OIF, l’obbligo formativo: in pratica, la Formazione professionale destinata ai ragazzi che abbandonano la scuola dell’obbligo. Corsi che servono ad evitare che i giovani che dicono addio ai banchi di scuola finiscano tra le file della mafia.

Ebbene, anche se il fine è nobile, la vecchia politica siciliana, qualche mese addietro, in prossimità delle elezioni, è riuscita a scippare 20 milioni di euro all’OIF. E’ incredibile, ma è successo anche questo! E nessuno ha detto nulla.

Ma questo, alla fine, benché grave, sarebbe nulla. Nulla al confronto della verità sulla Formazione professionale siciliana: verità che è sotto gli occhi di tutti e che in tanti fanno finta di non vedere: una verità che sta emergendo in queste ore: ore in cui, come abbiamo già ricordato, nessuno vuole andare a sedersi sulla poltrona di assessore alla Formazione professionale.

Del resto, cosa dovrebbe andare a fare il politico designato in questo assessorato? L’Avviso 8 – circa 136 milioni di euro di fondi europei (per la precisione risorse finanziarie del Fondo Sociale Europeo 2014-2020) – è una funzione. I Nuovi Vespri questo l’ha scritto un anno fa e i fatti gli stanno dando ragione (QUI L’ARTICOLO).

La Regione siciliana ha le ‘casse’ vuote. Le ha svuotate il Governo Crocetta, o meglio, quello che è stato l’assessore-commissario di Renzi in Sicilia nel Governo Crocetta: Alessandro Baccei. La Regione, per far partire i corsi dell’Avviso 8, dovrebbe anticipare questi 136 milioni che poi l’Unione Europea restituirebbe a rendiconto.

La realtà è che la Regione siciliana non ha i 136 milioni di euro da anticipare per far partire l’Avviso 8. E non li avrà, perché Roma non restituirà mai alla Regione siciliana i soldi che gli ha scippato. Questo anche perché i milioni del Fondo Sociale Europeo destinati alla Sicilia dovranno essere utilizzati per consentire al prossimo Governo nazionale di ‘riprogrammarli’, destinandone i due terzi al Centro Nord Italia.

Vi sembra una follia? Se non ci credete informatevi: è la realtà. E’ quello che ha fatto il Governo Berlusconi 2008-2011 con i FAS; ed è quello che ha fatto il Governo Renzi con i fondi PAC. Questi sono fatti oggettivi perché accaduti. Non ci inventiamo nulla. E la storia si ripeterà di nuovo. Avverrà la stessa cosa con le risorse FSE 2014-2020 destinate alla Sicilia: finiranno in buona parte nel Centro Nord Italia con la ‘benedizione’ di centrodestra e centrosinistra.

Gli unici fondi europei che si spendono in Sicilia sono in parte le risorse del FERS (Fondo Europeo Regionale di Sviluppo), ma solo se a gestirli ‘per conto della Sicilia, sono l’ANAS o le società delle Ferrovie dello Stato. Solo una minima parte va alle imprese siciliane. Con la Programmazione 2007-2013 è stato così.

E sono bloccati anche i fondi europei destinati all’agricoltura (QUI TROVATE UNA SERIE DI ARTICOLI SU TALE ARGOMENTO).

Ma abbiamo divagato. Tornando alla Formazione professionale il quotidiano Live Sicilia ha invitato i suoi lettori a indicare il nome del possibile assessore: un assessore che, come hanno fatto tutti gli assessori alla Formazione professionale dei Governi Lombardo e Crocetta, dovrebbe gestire il nulla, accompagnando gli 8 mila lavoratori che questi due Governi regionali hanno licenziato verso la pensione – per chi avrà questa fortuna – o verso la disperazione.

Cosa farà, allora, il Governo Musumeci con la Formazione professionale siciliana? Sandro Cardinale, dell’USB Confederale Nazionale scrive in un comunicato:

“Il Governo Musumeci parte con il piede sbagliato, è impensabile che il Presidente demandi ai lavoratori o ai cittadini la scelta dei suoi assessori. Nello specifico la scrivente organizzazione sindacale si riferisce alla scelta dell’assessore alla Formazione. Questa scelta l’apprendiamo da una testata giornalistica on line, la quale ha lanciato un sondaggio fra i lettori della stessa, per la scelta della Giunta Musumeci, evidenziando l’assessore del settore più spinoso, quello della Formazione”.

“Un settore martoriato negli anni – leggiamo sempre nel comunicato dell’Unione Sindacale di Base – dove le migliaia di lavoratori e lavoratrici hanno pagato un caro prezzo: quello del licenziamento di massa con la tacita connivenza dei sindacati di settore, i quali hanno messo al sicuro i pochi eletti risalenti agli stessi sindacati che hanno firmato i licenziamenti collettivi. Tutto ciò è inqualificabile. Un settore delicato come la Formazione non può e non deve avere deleghe. E’ necessaria una assunzione di responsabilità politica da parte del Presidente Musumeci per la oculata scelta del suo assessore, che abbia la volontà di risolvere il problema Formazione in maniera definiva e strutturale. La scrivente organizzazione rispedisce al mittente tale irresponsabile decisione”.

 

 

 

16 novembre 2017

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TimeSicilia


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