Le elezioni in Olanda: i socialisti sono quasi scomparsi, ma si parla di altro

Le elezioni olandesi confermano un dato politico che ormai interessa quasi tutta la ‘presunta’ Unione Europea: i socialisti europei fanno ridere. E perdono ovunque. Alla base c’è l’appoggio innaturale dei ‘capi’ del PSE (Partito Socialista Europeo) alle demenziali politiche di austerità. Per non parlare del sostegno all’Euro, la moneta unica fallimentare. Intanto Martin Schulz e Paolo Gentiloni si consolano con la vittoria del centrodestra e con il mancato sfondamento degli anti-europeisti di Geert Wilders (che hanno vinto guadagnando 5 seggi)

Le elezioni olandesi confermano un dato politico che ormai interessa quasi tutta la ‘presunta’ Unione Europea: i socialisti europei fanno ridere. E perdono ovunque. Alla base c’è l’appoggio innaturale dei ‘capi’ del PSE (Partito Socialista Europeo) alle demenziali politiche di austerità. Per non parlare del sostegno all’Euro, la moneta unica fallimentare. Intanto Martin Schulz e Paolo Gentiloni si consolano con la vittoria del centrodestra e con il mancato sfondamento degli anti-europeisti di Geert Wilders (che hanno vinto guadagnando 5 seggi)

Le elezioni in Olanda, secondo gli europeisti falliti, le avrebbero vinto i partiti che sono favorevoli alla ‘presunta Unione Europea dell’Euro. Il Partito per la Libertà di Geert Wilders non ha sfondato e questo basta per rendere ‘felici’ gli euro-Pangloss. Proviamo a vedere, al netto di letture affrettate e di convenienza, che cosa è successo.

Il primo dato politico che salta agli occhi è che i liberaldemocratici del premier Mark Rutte, anche se vincenti, hanno perso 8 seggi. I laburisti, alleati del governo uscente, sono crollati da 38 a 9 deputati.

E’ l’ennesima sconfitta del socialismo europeo, o presunto tale.

Di più. Il tracollo dei laburisti olandesi segna anche la sconfitta dell’eurocrazia rappresentata da uno dei principali esponenti del partito, il ministro delle Finanze Jeroen Dijsselbloem. Ricordate chi è questo personaggio? Un vero ‘campione’ de socialismo europeo: è quel signore che, nel 2013, allora capo dell’Eurogruppo, ha gestito la crisi di Cipro, culminata nello scippo del 10% sui depositi ai correntisti. C’è da stupirsi se un partito che annovera personaggi del genere non venga più votato?

Insomma, facendo quattro conti, la coalizione di governo, in Olanda, ha perso la metà dei consensi, o giù di lì. Wilders, l’abbiamo detto, non ha sfondato, ma ha guadagnato 5 seggi e il suo, oggi, è il secondo partito. E allora la domanda a tutti i commentatori che su giornali e Tv hanno parlato di grande vittoria dell’Europa dell’Euro: ma dov’è ‘sta vittoria?

La sensazione è che gli olandesi, tartassati da un’informazione a senso unico, si sono auto-incaprettati. Non hanno fatto vincere il partito anti-Euro. Ma hanno eletto un Parlamento frammentato che, in quanto tale, darà vita a un Governo che sarà ostaggio di Bruxelles e delle demenziali politiche dell’austerità.

Per certi versi, lo scenario olandese è simile a quello italiano. Anche la stragrande maggioranza del popolo olandese – come la stragrande maggioranza del popolo italiano – sa che l’Europa dell’Euro è un fallimento. E sa anche che gli unici che stanno guadagnando da questa ridicola e truffaldina Unione Europea sono i tedeschi (anche i francesi, che fino a prima della crisi economica e finanziaria del 2008 erano messi bene con l’Euro, ora sono in sofferenza economica e sotto scacco da parte di un certo mondo arabo che gli rimprovera i disastri che hanno imposto in Libia: da qui il continuo allarme terrorismo).

Gli olandesi, in maggioranza, lo sanno che Bruxelles è fonte di guai. Ma, come gl’italiani, sono vittime di un sistema d’informazione a senso unico che, fuori dall’Euro, lascia intravedere solo disastri. Nemmeno l’esempio inglese ha fatto breccia. L’unico segnale che l’Olanda ha lanciato è il no ai laburisti, che sono i più compromessi con le varie massonerie finanziarie e bancarie (e non soltanto).

Con molta probabilità, come già accennato, l’Olanda si accinge ad essere ‘sgovernata’ da un Governo-fantoccio sotto tutela ‘europeista’. Cosa, questa, che avvantaggerà Wilders, che accentuerà la sua linea di opposizione alla demenziale e criminale austerità e all’immigrazione.

Osservando quello che sta succedendo in Olanda, ci accorgiamo che, alla fine, la musica è sempre la stessa: tutti i partiti espressione della vecchia politica compromessa con l’euro-massoneria si uniscono per blocacre quelli che vengono definiti “populisti”: parola vuota, che serve solo a gettare discredito su chi si oppone ai veri banditi e truffatori: gli europeisti dell’Euro.

In questo scenario sembrano un po’ ridicole le manifestazioni di giubilo del finto socialista Martin Schulz e di Paolo Gentiloni, i quali, invece di esaminare il crollo dei socialisti, hanno preferito ‘esultare’ per la vittoria, peraltro risicata, di un partito di centrodestra. Insomma…

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