“Le pale eoliche sono antiestetiche? Trasformiamole in opere d’arte. E a Vittorio Sgarbi dico…”
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“Le pale eoliche sono antiestetiche? Trasformiamole in opere d’arte. E a Vittorio Sgarbi dico…”


Giulio Ambrosetti

Intervista con Marco Trapanese, docente di Generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili presso la facoltà di Ingegneria e Coordinatore del Consiglio di Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica dell’Università di Palermo. Con lui facciamo una chiacchierata a trecentosessanta gradi sulle energie rinnovabili in Sicilia, da Archimede ai nostri giorni. Con una proposta lanciata al probabile futuro assessore ai Beni culturali

Con il suo consueto stile tranciante il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che sembra destinato a ricoprire un ruolo politico e istituzionale importante in Sicilia (non si capisce se verrà nominato assessore regionale ai Beni culturali, o se avrà un altro ruolo), ha detto che si batterà per eliminare le pale eoliche che sono state realizzate nella nostra Isola. In effetti, non sempre la scelta dei luoghi dove queste pale eoliche hanno trovato posto è stata pienamente rispettosa del paesaggio. E Sgarbi, quando è stato sindaco di Salemi, in provincia di Trapani, si è scontrato contro i potentati che stavano dietro le pale eoliche del Trapanese e ha finito col perdere il posto di primo cittadino.

Ma se i rilievi che muove, sotto il profilo paesaggistico, sono corretti, non si può certo fare finta di non vedere l’altra faccia della medaglia: e cioè che smantellare le pale eoliche significherebbe continuare a produrre energia con sistemi inquinanti. Insomma, va trovata una soluzione che contemperi le legittime esigenze di tutela del paesaggio con la necessità, per la Sicilia, di produrre energia pulita.

Per provare a capire come stanno le cose noi abbiamo deciso di fare una chiacchierata con Marco Trapanese, docente di Generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili presso la facoltà di Ingegneria e Coordinatore del Consiglio di Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica dell’Università di Palermo.

Allora professore Trapanese, cosa pensa della proposta di Vittorio Sgarbi?

“Penso che una persona intelligente e sensibile come Sbarbi non può certo ignorare i problemi ambientali che lo smantellamento delle pale eoliche verrebbe a creare”.

In che senso?

“Lo smantellamento delle pale eoliche eliminerebbe di certo alcune brutture che hanno deturpato il paesaggio siciliano, ma finirebbe con il favorire chi produce energia termoelettrica che, per definizione, crea problemi all’ambiente”.

E allora?

“E allora bisogna trovare una soluzione che salvaguardi il paesaggio siciliano consentendo alla nostra Isola, contemporaneamente, di puntare sulle energie alternative: eolico e fotovoltaico. Lo sviluppo economico dell’Isola passa certamente per la valorizzazione delle risorse turistiche, ma anche per un suo ammodernamento tecnologico e culturale. Se vogliamo riprendere un clichè ripetutamente presentato che paragona la Sicilia alla California dobbiamo ricordare che la California è certamente uno stato degli USA con enormi risorse turistiche, ma è anche la sede del più tumultuoso progresso tecnologico del mondo. La Sicilia dovrebbe essere così, lo è già stata in passato lo potrà essere in futuro”.

Ammetterà che le pale eoliche, spesso, stonano in certe aree della Sicilia.

“Questo è un problema serio. Che, però, si potrebbe provare a risolvere”.

Come?

“Intanto scegliendo oculatamente i luoghi: andare a piazzare le pale eoliche in prossimità di beni culturali, o di paesaggi di pregio è un gravissimo errore. Ci sono aree interne della Sicilia, purtroppo spopolate, nelle quali non si coltiva più il grano duro, perché, notoriamente, il prezzo di questo cereale è oggetto di speculazioni da parte di chi ci vuole imporre il grano duro estero, spesso di pessima qualità. Ebbene, in queste aree interne, anche se c’è un po’ meno vento, si potrebbero incentivare sia l’energia eolica, sia la coltura del grano duro. Basta trovare la formula giusta. Poi c’è un altro aspetto che vorrei sottolineare”.

Dica.

“Fino ad oggi le pale eoliche sono state viste come elementi antiestetici. E, in effetti, sono antiestetiche: Sgarbi ha ragione. Però le pale eoliche, con un po’ di fantasia artistica, potrebbero essere realizzate coinvolgendo grandi artisti nazionali e internazionali. Chi l’ha detto che le pale eoliche non possono diventare delle opere d’arte? Penso a un concorso internazionale di idee. Perché non scommettere sul binomio energia eolica-arte? Ricordo sommessamente che certi mulini sono entrati a far parte del paesaggio di certi luoghi. Sgarbi è un critico d’arte. Chi meglio di lui può raccogliere questa sfida?”.

C’è anche l’energia fotovoltaica.

“E lì siamo indietro. Oggi buona parte del fotovoltaico è stato realizzato nel Nord Italia. Il Sud – Sicilia in testa – è rimasto indietro. Un errore strategico per l’Italia intera, perché se gli stessi impianti fotovoltaici oggi presenti nel Nord Italia fossero stati realizzati al Sud produrrebbero almeno il sessanta per cento di energia in più”.

Perché in Sicilia siamo rimasti indietro?

“In parte perché la politica e la burocrazia della Sicilia non sono state all’altezza di questa sfida. Poi ci sono state le solite furbizie del Nord che è stato più veloce ad accaparrarsi i fondi messi a disposizione dallo Stato. Ma attenzione: la maggiore responsabilità di questi ritardo va ascritta ai Governi regionali e alla burocrazia. Basti pensare che, in questo momento, ci sono centinaia di progetti di impianti eolici che aspettano di essere definiti e approvati con una conferenza di servizi”.

E’ il gatto che si morde la coda: se li avessero approvati si sarebbe scoperto che buona parte di questi nuovi impianti eolici avrebbe creato altri problemi al paesaggio…

“Me ne rendo conto: ma il problema va affrontato e risolto. La Sicilia può seguire tre vie: acquistare l’energia da fuori; continuare con il termoelettrico; puntare sulle energie rinnovabili. A mio avviso, per un’Isola come la Sicilia, con il sole e il vento che si ritrova, non puntare sull’eolico e sul fotovoltaico è una follia. Ripeto: vanno trovate le soluzioni che rispettino ambiente e paesaggio. Poi, però, una volta trovata la soluzione bisogna spingere sulle energie alternative”.

Cosa pensa delle proteste contro gli impianti eolici in mezzo al mare?

“Penso che la produzione di energia eolica non potrà che spostarsi verso il mare. Parlare di paesaggio marino che si rovina con le pale eoliche mi sembra una follia bell’e buona. Anche in questo caso si possono trovare le soluzioni. Capisco che un parco eolico a duecento-trecento metri dalla costa non avrebbe un bell’impatto, ma tra vedere una piattaforma petrolifera e un parco eolico io personalmente preferisco il parco eolico. A una certa distanza dalla costa il parco eolico a chi dovrebbe creare problemi? Forse li crea a chi opera con il termoelettrico. Se è così, pazienza, ce ne faremo una ragione. Detto questo, non solo penso che la Sicilia debba puntare sulle energie alternative, ma deve anche pensare a migliorare il trasporto di energia”.

Ci spieghi.

“Oggi, semplificando, il trasporto di energia, in Sicilia, ‘viaggia’ sui 220 mila Volts, con l’eccezione della linea Messina-Siracusa dove la tensione è pari a 380 mila Volts. Ebbene, per poter utilizzare bene l’energia prodotta con l’eolico e il fotovoltaico è necessario far viaggiare tutta l’energia prodotta in Sicilia a 380 mila Volts, Con una rete di trasporto efficiente l’energia rinnovabile prodotta nella nostra Isola può essere venduta e consegnata in tutta Europa, creando importanti opportunità economiche e di lavoro. Ripeto la Sicilia è stata caput mundi due volte nella storia del mondo; ai tempi di Agrigento e Siracusa e durante l’Impero di Federico II. E lo fu perché i Siciliani di allora furono in grado di amalgamare il bello con il progresso. Non credo che sia un caso che, mentre venivano costruite quelle bellezze che tutto il mondo ci invidia e che tutti oggi vogliamo difendere nascesse e lavorasse in Sicilia il più grande scienziato dell’antichità: Archimede. Uno scinziato che, ricordiamocelo, inventò lo sfruttamento dell’energia solare. Sarebbe scellerato rinunciare alla nostra storia e alle nostre radici”.

20 novembre 2017

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GiulioAmbrosetti


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