Le parole di Vittorio Sgarbi sul prefetto Diomede. E la speranza che venga fuori la verità anche sui rifiuti
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Le parole di Vittorio Sgarbi sul prefetto Diomede. E la speranza che venga fuori la verità anche sui rifiuti


Time Sicilia

Salvatore Petrotto continua il suo ‘viaggio’ tra i grandi interessi, tutt’altro che cristallini, che hanno contraddistinto la gestione dell’acqua ad Agrigento e dintorni. E lo fa ricordando le vicissitudini di Vittorio Sgarbi, già sindaco di Salemi rimosso così com’è stato rimosso lui da sindaco di Racalmuto. Storie con denominatori comuni: Angelino Alfano e Nicola Diomede. La speranza che si faccia chiarezza anche sui rifiuti 

di Salvatore Petrotto

Vittorio Sgarbi, riferendosi alla vicenda giudiziaria ed alla immediata rimozione del prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, l’ha definita, testualmente: ‘la maledizione di Salemi’. “Io la chiamerei… LA MALEDIZIONE DI RACALMUTO” (Comune sciolto alcuni anni fa in base ad una relazione stravagante redatta da questo signore, prima di essere premiato dall’allora Ministro degli Interni, Angelino Alfano, con la nomina a Prefetto) dice invece un mio carissimo amico, Nino Vassallo, in un suo post su Facebook.

La rimozione di Diomede fa ‘gongolare’ Vittorio Sgarbi che, con il prefetto, aveva avuto a che dire da sindaco di Salemi.

“Mi auguro che il simpatico prefetto di Agrigento sia innocente – dice Sgarbi – ma non posso che compiacermi del fatto che egli assaggi oggi il destino di dover cadere sul campo e di essere trasferito in seguito a una inchiesta giudiziaria”.

La dichiarazione al veleno di Sgarbi ha un motivo, per così dire, storico:

“La sua carriera – ricorda Sgarbi, che è stato sindaco di Salemi, Comune sciolto per una inchiesta da lui sempre definita farlocca senza un solo indagato – passò attraverso il ruolo di Commissario straordinario di un Comune ingiustamente sciolto per presunte infiltrazioni di una criminalità che non esisteva”.

“Quello che è toccato oggi al Prefetto Diomede – conclude tagliente Sgarbi – si chiama “la maledizione di Salemi”. E non finisce qui”.

Precisiamo, a tal proposito, che è stato proprio il prefetto Diomede, per chi non lo sapesse, adesso sotto inchiesta per associazione a delinquere ed altro, che ha fatto sciogliere il Comune di Racalmuto, dopo che il sottoscritto, allora sindaco di questo paese nel quale vivo, aveva denunciato, alla Procura della Repubblica di Agrigento proprio Girgenti Acque, ossia i presunti ‘soci’ dell’associazione a delinquere, vicenda che, secondo la Procura della Repubblica di Agrigento, coinvolge il Prefetto Diomede, ora sotto inchiesta, ed immediatamente rimosso dal Ministro dell’Interno Marco Minniti.

Quando parlo dei membri della, per ora presunta, associazione a delinquere, mi riferisco ad una società di gestione dei servizi idrici agrigentini che è stata gestita, finora, da due pregiudicati per reati contro la Pubblica Amministrazione, Marco Campione e Giuseppe Giuffrida, da me denunciati, nel febbraio del 2011, proprio quando ero sindaco di Racalmuto.

Fu infatti il prefetto Diomede, adesso rimosso dal ministro dell’Interno, a confezionare e firmare la relazione in cui attestava delle presunte infiltrazioni mafiose, del tutto inesistenti, presso il Comune di Racalmuto.

Questo avveniva un anno dopo la mia denuncia contro Girgenti Acque, esattamente nel 2012, ed un anno prima rispetto a quando il Diomede fu premiato dal ministro Alfano, il cui padre è indagato nell’ambito della stessa inchiesta in cui è coinvolto il prefetto di Agrigento.

Il ‘premio’ per Diomede, allora funzionario di lungo corso della prefettura agrigentina, è stata la nomina a prefetto di Agrigento, esattamente a dicembre del 2013.

Mi viene da pensare che tutto potrebbe essere avvenuto, probabilmente, per fermare le mie azioni giudiziarie contro Girgenti Acque e la lobby dei rifiuti, anch’essa da me denunciata, a febbraio del 2011, presso la Procura della Repubblica di Agrigento; lobby, quest’ultima, di cui fa parte il compare d’anello del ministro Angelino Alfano, Sergio Vella, titolare della SEAP, ossia la società che continua ad occuparsi, in Sicilia, dello smaltimento dei rifiuti nell’Agrigentino, in regime di monopolio, attraverso affidamenti diretti e proroghe, per centinaia di milioni di euro.

Si tratta di appalti, in questo caso, la cui legittimità è anch’essa al vaglio delle Autorità giudiziarie.

Ricapitolando, dopo il colpaccio di Racalmuto Diomede venne inviato a Salemi, come capo della terna di commissari che hanno sostituito sindaco, Giunta e Consiglio comunale, dopo un altro ingiusto ed ingiustificabile scioglimento per mafia. A Salemi perciò Diomede ci arriva dopo che aveva, come detto, fatto sciogliere il Comune di Racalmuto, anche in questo caso sciolto per mafia, ingiustamente, con una sua relazione molto particolare.

Poi è arrivata la sua nomina a prefetto di Agrigento.

Piano piano, però, le cosa stanno andando al proprio posto. E la verità va emergendo.

Così come l’acqua di Girgenti Acque si va ‘asciugando’, facendo emergere tanti misfatti, è da augurarsi che, anche dalle discariche siciliane, piano piano, emergano i veri responsabili del caos che oggi contraddistingue il settore dei rifiuti in Sicilia.

A PROPOSITO DELLA MALA GESTIONE DEI RIFIUTI IN SICILIA – E DELLA MONTAGNA DI SOLDI CHE HANNO FATTO SPARIRE – VI CONSIGLIAMO LA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO:

Rifiuti in Sicilia: con la gestione ‘commissariale’ ‘s’ammuccaru’ un miliardo di euro per non fare quasi nulla!

Foto tratta da giornalettismo.com

 

21 gennaio 2018

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TimeSicilia


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