L’economia USA vola facendo l’esatto contrario di quello che si fa nell’Unione Europea
Editoriale

L’economia USA vola facendo l’esatto contrario di quello che si fa nell’Unione Europea


Time Sicilia

Se la BCE ha puntato sulla deflazione, gli USA stampano dollari a più non posso. Così, mentre negli Stati Uniti l’immissione di moneta produce, keynesianamente, economia reale (Pil al 4,1%!, aumento dei consumi e aumento dell’occupazione), l’Europa dell’euro sembra malthussianamente condannata al tramonto. Ma è bene non far sapere nulla. Da qui la battaglia della UE per evitare che la RAI finisca ai ‘populisti’… 

I giornali europei minimizzano e, anzi, preconizzano l’arrivo di chissà quale crisi. Ma fino ad oggi i professionisti del pessimismo non hanno intaccato la crescita dell’economia americana, ormai in segno + da 108 mesi. Non solo. Da quando si è insediata l’amministrazione di Donald Trump l’economia ha continuato a crescere è sta battendo record su record.

Scrive il quotidiano economico e finanziario INVESTIREOGGI:

“I numeri del Dipartimento del Commercio erano nell’aria e lo stesso presidente Donald Trump aveva parlato ieri di dati ‘pazzeschi’ in arrivo sul Pil negli USA per il secondo trimestre. Così è stato: +4,1% su base annua e revisione al rialzo per il primo trimestre dal +2% al +2,2%. Si è trattato del tasso di crescita più alto dal terzo trimestre del 2014 per l’economia americana, quando il Pil segnò un roboante +4,9%”.

“A trainare il Prodotto interno lordo – si legge sempre su INVESTIREOGGI – è stato il +4% dei consumi delle famiglie e, in particolare, il +13,3% messo a segno dalle esportazioni di beni. Considerando che il tasso di disoccupazione risulta sceso al 4% o anche meno negli ultimi mesi, possiamo ben affermare che l’America è in boom, che la Trumponomics, caratterizzata dal taglio alle tasse e da una revisione degli accordi commerciali con i principali partner dietro la minaccia, in parte già realizzata, di imposizione di dazi, starebbe funzionando. In valore assoluto, il Pil USA è salito a 20.400 miliardi di dollari”.

E ancora sull’occupazione in crescita:

“Sono 2 milioni i nuovi occupati nei primi 17 mesi di presidenza, pari a una media mensile di +117.650 unità. Nello stesso arco di tempo, i salari orari risultano aumentati mediamente del 3,8%, pari a una media annuale del 2,7%, in lieve accelerazione rispetto ai ritmi post-crisi, ma non ancora tale da fare intravedere un impatto permanente sull’inflazione. E, dopo l’estate, Trump potrebbe ordinare l’utilizzo di parte delle Riserve Petrolifere Strategiche per calmierare i prezzi del carburante alla pompa, con ciò ‘raffreddando’ l’inflazione e allontanando la minaccia di una stretta monetaria troppo dura. La ‘goldilocks’ economy può andare avanti”.

Alla crescita del Pil e dell’occupazione si accompagna una crescita del deficit: in pratica, gli USA, con l’amministrazione Trump, stampano dollari e vanno avanti, facendosi un baffo dello stesso deficit. Del resto, gli Stati Uniti hanno una propria banca centrale e fanno quello che vogliono, stampando moneta che, keynesianamente, crea economia reale: perché il Pil americano cresce, crescono i consumi e, paradosso dei paradossi, aumentano anche le esportazioni nonostante la politica dei dazi lanciata dalla stessa amministrazione Trump.

Di fatto, l’America, per rilanciare la propria economia, sta facendo l’esatto contrario di quanto ha fatto e continua a fare la fallimentare Unione Europea dell’euro. Se gli USA stampano moneta e vanno avanti, la Banca Centrale Europea fa il contrario e va indietro: si diletta con la deflazione che frena l’economia, riduce i consumi e fa aumentare la disoccupazione.

La crisi economica, nell’Unione, non è presente, in egual misura, nei 27 Paesi: in alcuni di tali Paesi si avverte meno, in altri non si avverte affatto, ma, nel complesso, l’Unione Europea dell’euro è una sorta di lager malthussiano dove predomina il pessimismo: non a caso i tedeschi riflettono sulla possibilità di lasciare l’Eurozona.

E hanno ragione: hanno ‘saccheggiato’ la Grecia, ma non avendo in Italia un Governo di ‘camerieri’ a disposizione e non essendo riusciti a mettere le ‘grinfie’ sul miliardo e 400 milioni di euro di fondi comuni sottoscritti da imprese e famiglie italiane che motivo hanno di restare nell’euro?

Ora, però, c’è un timore: il timore che i cittadini europei vengano informati correttamente sui successi economici dell’America di Trump e sulla disastrosa politica monetaria della BCE controllata dai tedeschi. 

Questo spiega il bailamme che si sta scatenando in Italia, dove al Governo ci sono i ‘populisti’ del Movimento 5 Stelle e della Lega. Da qui l’ordine di inventarsi qualunque cosa pur di bloccare il controllo della RAI da parte di grillini e leghisti.

Tutto il ‘bordello’ scatenato in Italia in queste ore, con molta probabilità, altro non è che il tentativo di bloccare le nomine in RAI.

All’Europa dell’euro, in particolare, non va giù la nomina di Marcello Foa a presidente del servizio pubblico televisivo.

Questo spiega perché anche Berlusconi potrebbe essere stato ‘precettato’ dagli ‘europeisti’ per bloccare Foa, troppo vicino alla Lega di Salvini.

Come finirà? Con il Ministero dell’Economia la UE è riuscita a bloccare la nomina di Paolo Savona alla guida del Ministero dell’Economia. Pure i cani, infatti, sanno che l’attuale Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, risponde all’Europa dell’euro, non certo a Movimento 5 Stelle e Lega.

La stessa operazione gli ‘europeisti’ la vorrebbero tentare con la RAI: piazzando lì un proprio sodale, per evitare che il servizio pubblico televisivo vada a chi ha vinto le elezioni.

Con il Ministero dell’Economia ci sono riusciti. Vedremo come finirà con la RAI.

Sarà interessante capire cosa penserà di questa storia Trump. Che considera l’Unione Europea “nemica dell’America”. E a ragione: l’euro, infatti, nella testa degli ‘scienziati’ che l’hanno inventato avrebbe dovuto sostituire il dollaro negli scambi commerciali internazionali.

Ma gli Stati Uniti hanno parato la ‘botta’ (a cominciare dall’11 settembre, ‘casualmente’ andato in scena qualche mese prima dell’entrata in vigore dell’euro). E sono passati al contrattacco. E oggi potrebbero avere tutto l’interesse a che una RAI nella mani de ‘populisti’ informi gli italiani sui furbi che gestiscono la BCE. E allora…

 

30 luglio 2018

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TimeSicilia


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