Leggere o rileggere/ “Cent’anni di solitudine” tra realtà e finzione
Cultura, Primo Piano

Leggere o rileggere/ “Cent’anni di solitudine” tra realtà e finzione


Time Sicilia

E’, forse, il romanzo più celebre di Gabriel Garcia Marquez, scrittore, giornalista e saggista colombiano naturalizzato messicano al quale, nel 1982, è stato assegnato Premio Nobel per la letteratura. E’ considerato uno dei più noti esponenti del cosiddetto “realismo magico” 

di Lorenzo Ambrosetti

Un romanzo che vale la pena di leggere, anche se datato, è Cent’anni di solitudine, di Gabriel Garcia Marquez. Lo scrittore colombiano, che con questo libro vinse il Nobel per la letteratura, ha avuto il merito di inaugurare una nuova forma di romanzo epico, narrando la saga dei Buendìa.

Iosè Arcadio Buendìa fonda Macondo, un borgo sospeso tra la realtà e l’immaginazione dello scrittore, dove “le cose erano così recenti che per nominarle bisognava indicarle con un dito”.

Centrale nel romanzo è la figura di Ursula Iguaran, moglie di Iosè Arcadio, che cerca disperatamente di mettere ordine nel caos magmatico delle passioni prima del marito, poi del figlio.

Centrale è poi anche la figura di Melquiades, lo zingaro giramondo che approda a Macondo portando con sé le sue scoperte ed invenzioni.

Sicuramente rimarrà un mistero per tutti, come Marquez abbia potuto partorire un romanzo che ha delle dimensioni fantasmatiche ed inconsce fortissime. Probabilmente lo scrittore, nel narrare la saga della famiglia Buendìa, ha voluto portare a termine un processo di purificazione interiore, quasi una vera catarsi, nella quale ritrovare le tracce più significative dei propri vissuti parentali.

In questo romanzo Marquez ritrova valori perduti, come l’onore, il rispetto, la fedeltà, esimendosi sempre dall’esprimere un giudizio etico, ma portando il fatto estetico a giustificazione dello stesso ordine morale.

Il linguaggio è raffinatissimo e adeguato alla gigantesca allegoria di un borgo che vive isolato da contesti che possano essere noti o riconosciuti.

In tal senso Macondo galleggia nell’infinito mare dell’ignoto, dove appaiono e scompaiono al tempo stesso i personaggi e gli eventi della narrazione.

La violenza delle passioni, l’intensità dei sentimenti espressi fanno dei personaggi del romanzo una somma di figure mitiche, in cui la tragicità della condizione umana viene indicata in modo esemplare.

La condizione di solitudine e di isolamento in cui vivono i personaggi esemplifica il senso di incomunicabilità che è proprio dell’uomo contemporaneo. In ciò la continua modernità del romanzo che rimane una pietra miliare nella storia della letteratura mondiale.

Foto tratta da ilmomento.eu

6 marzo 2018

Autore

TimeSicilia


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo