Lettera dalla Catalogna: “Contro gli indipendentisti un processo politico indegno di una democrazia, sentenza è già scritta”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera da Barcellona- dove, come tutti saprete, sta andando in scena un processo senza precedenti contro quei politici catalani che hanno ‘osato’ indire un referendum per l’indipendenza della regione- firmata da Jaume Fores Llasat, psicologo social, un politico di Esquerra Republicana di Catalunya, partito indipendentista catalano di ispirazione social democratica

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera da Barcellona-  dove, come tutti saprete, sta andando in scena un processo senza precedenti contro quei politici catalani che hanno ‘osato’ indire un referendum per l’indipendenza della regione- firmata da Jaume Fores Llasat, psicologo social, un politico di Esquerra Republicana di Catalunya, partito indipendentista catalano di ispirazione social democratica (qui potete leggere una nostra intervista in occasione di una sua visita a Palermo).

“Inizia uno dei processi più rilevanti che si sono visti in Europa negli ultimi decenni, il processo ai membri del precedente governo della Catalogna, guidato dal suo vicepresidente, i ministri, il presidente del Parlamento e i leader della società civile, imprigionati nelle carceri spagnole.

Sembra impossibile che i membri di un governo eletto che hanno adempiuto al loro programma elettorale e la cui ‘colpa’ è stata quella di chiamare il popolo alle urne,  siano stati messi sotto accusa  con una richiesta di condanne per oltre 300 anni di carcere.

Il processo dovrebbe durare fino alla fine di maggio (poco prima delle elezioni europee) e la sentenza dovrebbe arrivare in estate.

È evidente che questo processo segna un prima e un dopo sia per la politica catalana, sia per la politica spagnola, e, non a caso, sta attirando l’attenzione di tutti i media internazionali (centinaia di giornalisti accreditati).

Secondo i sondaggi, l’80% della popolazione della Catalogna è contro il processo, per la libertà degli accusati e il dialogo politico nel processo di autodeterminazione della Catalogna. Ci sono anche centinaia di giuristi internazionali che sostengono questa posizione così come diversi premi Nobel per la pace. Altrettanto degna di nota è la posizione dei membri della Corte Suprema e di diversi organi legali spagnoli che hanno anche dichiarato che questo processo è senza precedenti.

Le violazioni dei diritti fondamentali, così come dei diritti umani, riconosciuti a livello internazionale, sono tante. Dal diritto di espressione, diritto di incontro, diritto di voto, diritto alla privacy,  eccetera.

La risposta del governo della Catalogna può essere molto forte. Per cominciare, i partiti che formano il governo hanno indetto uno sciopero generale, insieme alle principali organizzazioni catalane per il prossimo 21 febbraio, nonché una grande manifestazione per il prossimo sabato 16 febbraio.

Il popolo è consapevole che la Corte che giudicherà i Prigionieri Politici Catalani, è chiaramente partigiana, molto lontana dall’indipendenza teorica giudiziaria. Tutti sono molto vicini al PP.

Non è solo un processo ai prigionieri politici catalani, è anche un processo per la democrazia in Spagna, una democrazia giovane e debole  che non ha mai saputo prendere le distanze dalla dittatura di Franco.

Si spera che i diversi paesi europei abbiano reazioni di sostegno ai prigionieri politici (come possono essere in Turchia), con dimostrazioni, dichiarazioni istituzionali o azioni diverse.

Tutto suggerisce che la sentenza sia già stata scritta prima dell’inizio del processo e che sarà un attacco all’indipendentismo democratico e pacifico.

Per questo motivo è prevedibile che il caso sarà risolto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che in 8 delle ultime 9 casi ha condannato lo Stato spagnolo per non aver rispettato la Dichiarazione dei diritti umani”.

L’originale:

Hoy empieza uno de los juicios más relevante que se ha producido en Europa en las últimas décadas, el Juicio a los miembros del anterior Govern de Catalunya, encabezados por su Vicepresidente, Ministros, Presidenta del Parlament y líderes de la sociedad civil, encarcelados en cárceles españolas.

Parece imposible que los miembros de un gobierno electo que cumplía su programa electoral y que su mayor delito fue poner urnas para que la población votara, este pendiente de juicio, con una petición de penas de más de 300 años de prisión.

El juicio se prevé que dure hasta finales de mayo (poco antes de las elecciones europeas) y la sentencia se disponga en verano.

Es evidente que este juicio significa un antes y un después tanto para la política catalana, como para la política española, así como una máxima expectación en todos los medios internacionales (Varios centenares de periodistas acreditados).

Según las encuestas un 80% de la población de Catalunya está en contra del juicio y si por la libertad de los encausados y el dialogo político en el proceso de autodeterminación de Catalunya. Igualmente son centenares los juristas de ámbito internacional que se han sumado a esta posición así como diferentes Premios Nobel de la paz. Es igualmente destacable la posición de miembros del Tribunal Supremo y diferentes órganos de ámbito jurídico español que también han consderado la improcedencia de este juicio.

La vulneración de derechos fundamentales, así como de Derechos Humanos, internacionalmente reconocidos que se han sufrido hasta llegar aquí es numerosa; Derecho a expresión, Derecho a reunió, Derecho a poder votar, Derecho de privacidad, continuando por un largo etcétera.

La respuesta del Govern de Catalunya puede ser muy contundente. Inicialmente los partidos que forman el Govern han convocado una huelga general, junto a las principales organizaciones catalanas para el próximo día 21 de febrero, así como una gran manifestación para el próximo sábado día 16 de febrero.

La población es consiente que el Tribunal que va a jugar a los Presos Políticos catalanes, es claramente partidista, muy lejos de la teórica independencia judicial. Todos ellos han o están muy próximos al PP.

No solo es un juicio a los Presos políticos catalanes, también es un juicio a la democracia en España, una incipiente y pobre democracia que nunca ha sabido distanciarse de la Dictadura franquista.

Es de esperar que los diferentes Países de Europa tengan reacciones de apoyo a los Presos Políticos (Como pueden ser en Turquía), con manifestaciones, declaraciones institucionales o acciones diversas.

Todo hace pensar que la condena ya está escrita antes de empezar el juicio y que esta intentará ser un ataque al independentismo democrático y pacífico.

Por este motivo es de prever que la causa se terminará resolviendo en el Tribunal Europeo de Derechos Humanos, que en 8 de las ultimas 9 sentencias ha condenado al Estado Español por no respetar la Declaración de los Derechos Humanos.

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