Letti e riletti/ Ecuba di Euripide, o dell’ineluttabilità del destino
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Letti e riletti/ Ecuba di Euripide, o dell’ineluttabilità del destino


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E’ l’opera di Euripide che rappresenta, meglio di ogni altro suo dramma, la concezione pessimistica della vita. Non c’è pace per i mortali, secondo il grande drammaturgo greco. per lui gli uomini non possono evitare i colpi del fato e della fortuna: fragili imbarcazioni nel mare aperto dell’esistenza

di Lorenzo Ambrosetti

Il dramma di Euripide, Ecuba, rappresenta forse più di ogni altro la visione pessimistica e laica del drammaturgo antico. Nel dramma, che comincia con il prologo del fantasma di Polidoro, figlio di Ecuba, viene rappresentata una prospettiva che terminerà alla fine con una sentenza che ripagherà la stessa Ecuba dei torti subiti, ma non gli farà riavere i suoi due figli: Polidoro e Polissena.

La tragedia è quella di una madre che si vede da regina e sposa di Priamo, abituata ai castelli ed al lusso che il rango di regina gli attribuiva, al ruolo di schiava degli Atridi e per di più con due figli che ella vedrà morire.

La sentenza finale di Agamennone che condannerà a morte Polimestore, l’assassino di Polidoro, il figlio di Ecuba, non le restituirà né gli affetti, né la fortuna, di cui in passato aveva goduto.

Non c’è pace insomma per i mortali, secondo Euripide, soggetti come sono ai colpi del fato e della fortuna, fragili imbarcazioni nella marea di un vento tempestoso: quello della vita.

E’ proprio la prospettiva della fragilità umana che rende Euripide così moderno, al contrario di Sofocle i cui personaggi inseguono a tinte forti ideali irraggiungibili ed in cui ancora è presente la fede nell’uomo.

La contrapposizione è proprio questa, tra la laicità di Euripide e un senso profondo di insondabile religiosità presente in Sofocle, i cui personaggi incarnano il senso quasi dell’inumano, tanto sono spinti dai loro ideali e dalle loro mete spirituali.

Si potrebbe anche dire che in Euripide, certamente più moderno di Sofocle, non ci sia una dimensione metafisica, ma solo il rovinoso destino che si accanisce nei confronti dei mortali rendendoli mete senza alcun progetto.

15 giugno 2018

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