Letti e riletti/ La signorina Else, storia di un adolescenza distrutta
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Letti e riletti/ La signorina Else, storia di un adolescenza distrutta


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‘La signorina Else’ è, forse, il romanzo in cui Arthur Schnitzler ci consegna la sua visione tragica della società del suo tempo. La critica dello scrittore, che risente molto dell’influenza di Freud, si appunta, in particolar modo, sulle ipocrisie della famiglia borghese e sui conflitti, mai risolti, dell’identità della stessa borghesia

di Lorenzo Ambrosetti

La signorina Else, è forse, il romanzo di Arthur Schnitzler in cui la visione drammatica dell’autore, espressa con grande maestria nelle sue opere per il teatro, assume forma e compimento.

Else è una giovane ragazza diciannovenne, alle sue prime esperienze con l’altro sesso. Figlia di un avvocato di Vienna, si trova a trascorrere le vacanza in una località di montagna.

Mentre fantastica su questo o quell’altro giovine che via via incontra in vacanza, improvvisamente la madre le fa recapitare una lettera, in cui le dice che il padre si è indebitato con una persona e che in quella località si trova un certo Dorsday, mercante d’arte e amico di famiglia, e le chiede di avvicinarlo, data la simpatia che quest’ultimo aveva manifestato sempre per lei, per domandargli di prestare la data somma di cui si è indebitato al padre.

Else vive drammaticamente il momento dell’avvicinamento, che poi avverrà.
Ne sussegue un brutale atteggiamento dell’uomo che comincia quasi volgarmente, ma in maniera molto sottile, a chiedere una contropartita sessuale alla ragazza.

Il dialogo tra i due è interrotto dalle mentalizzazioni di Else e dalle sue sensazioni che arrivano quasi fino allo schifo ed alle maledizioni della propria famiglia.

Il romanzo avrà un epilogo tragico, tuttavia Else riuscirà a salvarsi.
Schitzler, anche in questo romanzo, risente fortemente del pensiero freudiano.

Il problema è il conflitto, l’eterno conflitto, tra il principio di piacere, che vorrebbe seguire Else nel concedersi a chi più gli piace, e il principio di realtà, che la condurrà, prevalendo, a concedersi a Dorsday.

Qui emerge l’estremo pessimismo dello scrittore viennese e, al contempo, il forte atteggiamento di critica morale, che abbiamo già esaminato nel Ritorno di Casanova, della società del suo tempo.

La critica si appunta, in particolar modo, sulle ipocrisie della famiglia borghese e sui conflitti, mai risolti, della sua vera identità.

Il romanzo è attualissimo, solo che si pensi alle grandi accoppiate che avvengono tramite internet e i social media, nonché al ruolo devastante della televisione.

Foto tratta da pisanews.net

3 aprile 2018

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