Letti e riletti/ Il libro dell’inquietudine tra realtà e immaginazione
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Letti e riletti/ Il libro dell’inquietudine tra realtà e immaginazione


Time Sicilia

E’ considerato il capolavoro di Fernando Pessoa, lo scrittore portoghese del ‘900. Libro di difficile definizione, in bilico tra sentimenti, pensieri, riflessioni sulla vita. Comunque una proiezione autobiografica dell’autore 

di Lorenzo Ambrosetti 

Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa, scritto intorno agli anni Trenta del Novecento, è stato definito variamente come romanzo autobiografico, come zibaldone di pensieri, sentimenti e ricordi, come diario in cui si racconta la vita tormentata dell’autore, in giro per i quartieri di Lisbona, o fisso sul balcone della stanza in affitto in una via commerciale della città.

Che il romanzo, perché sicuramente di un romanzo si tratta, sia autobiografico non ci vuole molto a capirlo. Bernardo Soares, il protagonista, esattamente come Pessoa, era impiegato in una ditta di import- export e viveva una vita grigia, tormentato da pensieri di solitudine e assalito dalla malinconia dilagante.

La lacerante vita di Bernardo Soares riecheggia tematiche sicuramente esistenzialistiche, perché il personaggio, che ha fame di vita, la vede in realtà scorrere nelle facce delle persone che incontra, che si presentano come proiezioni o fantasmi della sua solitudine e dell’isolamento in cui volutamente si è voluto rinchiudere.

Il protagonista non si aprirà mai alla vita, per tutta la durata del romanzo, ma la sua percezione della realtà, che si fonde con la sua stessa immaginazione, e con i fantasmi che costellano il suo vissuto, ne fanno una figura portante della letteratura del primo Novecento.

C’è sempre, nel romanzo, questa percezione tra i desiderata del protagonista, e le frustrazioni che la realtà gli impone, e quasi la vigliaccheria, o per lo meno quella che lui percepisce come tale, che gli impedisce di agire per mutare il corso degli avvenimenti che il destino ha scelto per lui.

Si tratta di una romanzo comunque molto intenso e coinvolgente, anche per l’uso di un linguaggio a metà tra la prosa e la poesia e, per le tematiche trattate, che riecheggiano il vanitatis vanitatum dell’Ecclesiaste, cioè il Vecchio Testamento, di portata sicuramente universale.

Foto tratta da gustotabacco.it

26 marzo 2018

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