Letti o riletti/ Il Visconte dimezzato, ovvero l’aspirazione dell’uomo alla completezza
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Letti o riletti/ Il Visconte dimezzato, ovvero l’aspirazione dell’uomo alla completezza


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In questo romanzo di Italo Calvino, strutturato in forma fiabesca,  l’uomo è alla continua ricerca di un equilibrio tra le istanza contrapposte che si agitano all’interno della sua personalità. Parliamo del bene e del male che si fronteggiano sino ai confini sconosciuti della nostra personalità 

di Lorenzo Ambrosetti

Il Visconte dimezzato, romanzo che Italo Calvino scrisse di getto intorno agli anni Cinquanta del secolo passato, rimane un classico della letteratura contemporanea, la cui attualità è sempre viva e presente. Si tratta di un romanzo, strutturato in forma fiabesca, e d’altronde l’interesse di Calvino per la fiaba lo porterà a scrivere anche una raccolta di fiabe italiane, che tratta tuttavia tematiche profondissime.

In quest’opera si affronta il rapporto tra bene e male, variamente esplorato dall’arte, ma anche dalla psicoanalisi, per cui l’uomo è alla continua ricerca di un equilibrio tra le istanza contrapposte che si agitano all’interno della sua personalità.

Jung parlava di rapporto con l’ombra, che l’uomo deve in qualche modo strutturare per integrare le contrapposte istanze provenienti dall’inconscio.

In questo romanzo il Visconte Medardo ritorna a Terralba, suo paese di origine, appunto dimezzato, soltanto cioè con la parte cattiva e comincia a compiere gesta ripugnanti. Manda a Pratofungo molti abitanti del borgo, quasi una sorta di confino dove risiedevano i malati di lebbra. Solo alla fine il romanzo avrà un esito positivo.

Il rapporto che Calvino esplora è quello con i confini sconosciuti della nostra personalità. Il problema è sapere, è conoscersi, o quantomeno cercare di farlo. In definitiva, il dilemma è culturale e di civiltà.

L’uomo evoluto è l’uomo che più sa, che è dotato dei saperi che gli consentono di affrontare la vita con la giusta dose di distacco e, al tempo stesso, partecipazione nei confronti degli eventi che gli succedono.

Ora che, come dice Umberto Galimberti, siamo al tramonto dell’Occidente, è al pensiero greco che bisogna guardare, in un ritorno alle origini che ci faccia superare il medioevo barbarico in cui siamo precipitati. E al tempo stesso al messaggio evangelico, ritrovando le istanze di trascendenza che ci portano a stabilire dei limiti, dei confini, che nessun uomo deve essere in grado di superare.

10 marzo 2018

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