L’I.R.V.O. a secco, ma piovono soldi sulle solite cantine…
Economia, Editoriale

L’I.R.V.O. a secco, ma piovono soldi sulle solite cantine…


Time Sicilia

Da mesi i dipendenti dell’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia sono senza stipendio e da tre anni questo ente versa in un totale stato di abbandono.

Il “sindacato” urla. L’Assessore replica: “Gli stipendi saranno presto liquidati”. Dejà vu e…mutu cu sapi u joku (e stia zitto chi conosce il gioco). 

Il quieto bivaccare potrà riprendere indisturbato dal Mondo?

Non è detto. l’Istituto regionale vino e olio – 20 dirigenti+40 soldati – ha accumulato una decina di milioni di debiti: col fisco (Riscossione Sicilia) e con Verona fiere e qui… casca la faccia!.

Lo scoprono ora? Ma qualcuno si è accorto che la stessa Regione ha appena regalato circa 10 milioni “O.C.M.” alle cantine griffate per “promozione vini in paesi terzi”?.

Ecco qua: d.d.g. n. 4866 del 27 luglio 2016 ad esito dell’ “invito regionale alla presentazione dei progetti dell’assessorato…” approvato con ddg n. 3793 dell’1 giugno 2016 (qui potete leggere il decreto e la graduatoria, le cantine cioè a cui sono andati i soldi, ndr)

Altro che “lentezza burocratica” a Palermo! Questi tempi di approvazione sono bavaresi!.

l’I.R.V.O. è un ente pubblico della Regione Siciliana, venne istituito nel 1950 “al servizio della vitivinicoltura siciliana, preposto alla tutela, evoluzione e promozione della produzione vitivinicola siciliana”. Nel 2007 è stato riconosciuto come ente di ricerca e nel 2011 gli sono state attribuite competenze in materia di oli.

Non è un “ente inutile” e che sia stato abbandonato è vero. Ha svolto un ruolo positivo nel rinascimento enologico siciliano: dai controlli e certificazioni delle produzioni vitivinicole siciliane a denominazione di origine, alla ricerca applicata, fino al supporto a competitività sui mercati nazionali ed internazionali e alla consulenza legislativa alle aziende.

L’I.R.V.O. va rottamato?. E perché?. Perché è di moda “rottamare”, mentre le milionate pubblicitarie riempiono le botti di chi –spesso- non ne avrebbe neanche necessità. Con dieci milioni –piuttosto- piantiamo centinaia di ettari di vigne e le affidiamo a cooperative giovanili che le faranno volare!.

Sia chiaro: è tutto legale. la legalità coloniale dell’isola dei poveri.

Questa REGIONE ITALIENATA deve essere rottamata!.

Serve una BANCA SICILIANA per lo SVILUPPO AgroENERGETICO. Punto.

Con tutto il rispetto, quello vero, ma non si possono regalare milionate ad Alliata, Planeta, Duca di Salaparuta, Firriato, Az. Agr. Graci…. Non ne hanno bisogno.

Se le priorità in Sicilia restano queste, la C.E.M. Coercive Engineered Migration, si porterà via anche la prossima GENERAZIONE.

Mentre –per dirne una- i Grani Siciliani Antichi –sabotati da ROMA e BRUXELLES-non appaiono neanche nella retorica dei “fondi europei” del ciclico PSR che non sposterà il PIL di un solo vero punto. Cambiare rotta, o affondare!. Tutti (meno i soliti noti).

tratto dal blog di terraeliberazione

31 agosto 2016

Autore

TimeSicilia


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