Libia: “Una follia concedere le basi italiane”. Ma a Sigonella c’è già gran fermento

Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana contestano la decisione del Governo di concedere le basi di Sigonella ed Aviano agli USA per i bombardamenti in Libia. Ma perché non sono già in uso?

L’Italia è pronta a concedere l’uso di basi aeree agli Stati Uniti, impegnati in un’operazione in Libia contro l’Isis. Lo ha affermato Roberta Pinotti durante il Question Time alla Camera.

Una decisione scontata contro la quale reagiscono il Movimento 5 Stelle e Sinistra italiana:

“Non dobbiamo farci percepire come nemici in Libia, perciò sarebbe un errore enorme concedere le basi per i bombardamenti” ha detto Alessandro Di Battista (M5s), intervenendo in Aula alla Camera. I bombardamenti sono “una follia”, ha affermato, perché rischiano di “ricompattare le fazioni libiche contro il nemico occidentale”. Il deputato M5s Manlio Di Stefano ha chiesto al governo di “escludere ogni azione militare. E collaborare con i Paesi che il terrorismo lo hanno già sconfitto come la Russia e i Paesi del Nord Africa”.

Anche  il capogruppo di Sinistra Italia Arturo Scotto è critico: “Vogliono dare le basi? Chiedo al governo un passaggio parlamentare e un voto formale. Per combattere e sradicare l’Isis occorre una strategia che non può essere esclusivamente militare. I bombardamenti rischiano solo di mettere in pericolo i civili”.

La Camera, come al solito molto obbediente,  in serata ha dato il via libera alla mozione di maggioranza sulla politica estera a prima firma del capogruppo Pd Ettore Rosato. Il testo impegna il governo “a continuare a sostenere quanto il governo di accordo nazionale farà per contrastare Daesh”.

Ma sono state approvate, con il parere favorevole del governo che dà un contentino, singole parti delle mozioni di opposizione. Nel testo presentato dal M5s, ad esempio, sono state approvate le parti che chiedono più coordinamento dell’intelligence Ue, anche in collaborazione con Russia e Nord Africa.

E’ passata la parte della mozione M5s che impegna il governo ad agire in sede Onu per libere elezioni nel Paese “in un arco di tempo determinato”.

Va da sé  che quando si parla di basi italiane si parla soprattutto di base siciliana, ovvero quella di Signolla nel catanese, oltre ad Aviano.

Proprio dai dintorni di Sigonella arrivano però altre notizie: la base sarebbe già in gran fermento da giorni.

La stanno già usando?

 

 

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