Licenziati della Formazione: il Governo Crocetta agevola i lavoratori dello IAL Sicilia (e si fa un baffo degli altri!)
Politica

Licenziati della Formazione: il Governo Crocetta agevola i lavoratori dello IAL Sicilia (e si fa un baffo degli altri!)


Time Sicilia

I ‘fortunati’ sono i 439 dipendenti dello IAL Sicilia, ente formativo storico un tempo gloria e vanto della CISL siciliana. Per loro e solo per loro – caso unico tra i licenziati di tutti gli altri enti della Formazione professionale della Sicilia – la Regione ha confezionato un bel decreto assessoriale per le liste di mobilità. Insomma, c’è chi può e chi non può: loro – i dipendenti dello IAL – possono. Non è che c’entra, per caso, il referendum di Ottobre?

“C’è chi può e chi non può. Io può”, disse un giorno un popolare personaggio del calcio. Eliminando lo strafalcione, possiamo dire che loro – parliamo dei dipendenti dell’ente di formazione IAL Sicilia, oggi ‘defunto’ – possono. Sì, gli oltre 400 dipendenti dello IAL Sicilia – ente formativo storico vicino alla CISL – stanno usufruendo di un trattamento di favore: licenziati dallo IAL in base alla legge 223/1991, sono riusciti ad ottenere – caso unico tra i licenziati da parte di tutti gli altri enti formativi – un decreto assessoriale per le liste di mobilità.

Hai capito? Insomma, bisogna essere fortunati – o raccomandati? – anche da licenziati. C’è chi può e chi non può: loro, invece, possono.

Far parte di un elenco di mobilità, con decreto assessoriale, comporta un diritto in più, che obbliga l’Amministrazione regionale a riqualificare e ricollocare questo personale.

Quando stamattina ci hanno comunicato questa notizia non ci abbiamo creduto. Poi, quando abbiamo letto il decreto assessoriale (che anche voi potete leggere qui), beh, ci siamo arresi. E’ tutto vero.

Insomma, con lo IAL Sicilia ha fatto tutto la Regione siciliana. I problemi sono cominciati con il Governo regionale di Raffaele Lombardo. E sono proseguiti con l’attuale Governo di Rosario Crocetta. Fino alla dichiarazione del fallimento dello IAL.

A noi, in verità, il fallimento dello IAL non ci ha mai convinto. A noi risulta che ci sia anche un’opposizione al fallimento. Ma chi ci dava ‘ste notizie è in vacanza.

Del fallimento dello IAL – che ci avevano detto che avrebbe potuto essere addirittura revocato – non sappiamo più nulla. Ma adesso sappiamo che la Regione che ha inguaiato l’ente formativo storico della CISL siciliana – per la cronaca, il più grande ente formativo della Sicilia – sta provvedendo a sistemare la faccenda con una mano che lava l’altra, come si diceva dalle parti democristiane (e in questo genere di argomenti i sindacalisti della CISL sono sempre stati insuperabili: democristiani ‘mitologici’ non certo per caso!).

Ci si chiede: perché questo trattamento di favore per lo IAL? Non è che, per caso, di mezzo c’è il referendum d’Autunno sulle riforme-papocchio pseudo-costituzionali di Renzi?

“A pensar male si fa peccato, però qualche volta s’indovina”, ripeteva spesso il sette vole Presidente del Consiglio dei Ministri, senatore Giulio Andreotti.

La CISL appoggia il referendum di Renzi. Sono tra i pochi che si sono pronunciati per il sì, i cislini. E siccome lo IAL, un tempo, era la CISL siciliana, magari la solita mano – sempre quella – lava l’altra…

Insomma, magari per rispetto al tempo che fu il Governo regionale di Rosario Crocetta – che del Governo Renzi è l’appendice siciliana – avrà pensato: magari li trattiamo bene e si convincono…

Detto questo, abbiamo letto il seguente pst su facebook di Adriana Vitale, una battagliera ex sportellista che lotta da mesi per riavere il posto di lavoro che il Governo Lombardo e il Governo Crocetta – Governi per molti versi ‘isomerici’ – gli hanno tolto:

“Premesso – scrive Adriana Vitale – che l’intento non è certamente innescare una guerra tra poveri, ma solo mettere in evidenza una disparità di trattamento tra tutti lavoratori degli enti che hanno subito il licenziamento collettivo in base alla legge 223/91 (di suo una procedura forzata per la formazione regolamentata della legge 24/76 ancora in vigore) e i lavoratori dell’ente IAL che, a differenza di tutti gli altri, si trovano elencati con decreto nella lista mobilità prevista dalla stessa legge. Mi chiedo e chiedo: perché i sindacati non hanno preteso il medesimo trattamento per tutti gli altri lavoratori di altri enti che hanno subito il licenziamento collettivo?”.

Volendo è quello che stiamo cercando di capire anche noi.

“Far parte di un elenco di mobilità con decreto assessoriale – precisa ancora Adriana Vitale – comporta dei diritti in più. Questi diritti, a onor del vero, la categoria della formazione ce l’ha già (legge 24/76), ma non è mai stata attivata, perché l’Amministrazione regionale man mano l’ha indebolita e se ne frega delle leggi che tutelano i lavoratori. L’iscrizione in lista di mobilità permette di diventare un disoccupato speciale. I vantaggi dell’iscrizione in lista di mobilità ai sensi della legge n. 223/91 riguardano:

– Incentivi all’assunzione, le ditte che assumono godono di particolari sgravi contributivi da parte dell’INPS.

– Accesso agli interventi di politica attiva (orientamento, incontro domanda-offerta di lavoro, percorsi formativi, supporto all’avvio di attività di lavoro autonomo etc.) che il Centro per l’impiego si impegna ad attivare al fine di facilitare e sostenere la ricerca di una nuova occupazione.

– Indennità di mobilità.

È mai possibile che finanche nei licenziamenti si deve assistere e subire disparità di trattamento? Cos’è questo, un ulteriore tentativo di innescare una guerra tra disperati? Ormai non riescono a provare più vergogna delle loro stesse misere azioni!”.

Però, pensare che i protagonisti del Governo Crocetta possano provare vergogna ci sembra ci sembra eccessivo. Questi hanno le facce come…

Foto tratta da blogsicilia.it

 

24 agosto 2016

Autore

TimeSicilia


ONE COMMENT ON THIS POST To “Licenziati della Formazione: il Governo Crocetta agevola i lavoratori dello IAL Sicilia (e si fa un baffo degli altri!)”

  1. Giovanni Lunardo ha detto:

    Tutta fuffa. A parte il fatto, che come ha ben detto la collega che mi ha preceduto, l’iscrizione nelle liste di mobilità non ha portato ad alcun beneficio concreto in favore dei lavoratori, occorre dire che questa notizia, pur vera, è fuorviante, visto che ad essere iscritti nelle liste di mobilità (senza indennità, beninteso), non sono stati solo i lavoratori dello ial, ma anche altri ex dipendenti di altri enti

Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo