L’informazione in Italia, i grillini e la valanga che travolgerà la vecchia politica
Editoriale, Politica

L’informazione in Italia, i grillini e la valanga che travolgerà la vecchia politica


Giulio Ambrosetti

I ‘giornaloni’ e la Tv si affannano a gettare discredito sul Movimento 5 Stelle. La vecchia politica – PD in testa – pensa che, così facendo, gl’italiani non voteranno più i grillini. Non hanno capito nulla. Anzi, fanno finta di non capire che la gente, in Italia, non vuole più i vecchi politici. La maggioranza degl’italiani non vota i grillini per convinzione, ma perché vuole mandare a casa la vecchia politica, a cominciare dal Partito Democratico 

Funziona l’informazione in Italia? A giudicare dalla posizione che il nostro Paese occupa nell’annuale classifica mondiale di Reporter senza frontiere – in pratica, siamo agli ultimi posti – sembrerebbe che qualche problema c’è.

L’esempio dell’informazione che va in scena sul Comune di Roma, da quando i cittadini della Capitale hanno eletto sindaco Virginia Raggi, esponente del Movimento 5 Stelle, è emblematico.

Ogni atto compiuto dall’Amministrazione Raggi fino ad oggi è stato oggetto di interesse da parte della ‘Grande’ stampa e delle Tv. In vita nostra non avevamo mai visto un TG nazionale dedicare servizi alla nomina di un assessore del Comune di Roma: eppure, con Virginia Raggi sindaco, abbiamo visto anche questo.

Non si finisce mai di imparare!

Per carità, di errori ne ha commessi Virginia Raggi: però, forse, dovrebbero aver commesso errori più gravi i vertici del Monte dei Paschi di Siena nel prestare il denaro, tanto denaro, a un – a quanto pare – ristretto numero di soggetti. Come mai lo stesso impegno profuso – ad esempio – dalla Rai e dalle Tv di Berlusconi nel fare le ‘bucce’ al’Amministrazione comunale di Virginia Raggi non riusciamo ancora a vederlo con le banche che dovrebbero mettere in ‘saccoccia’ 20 miliardi di Euro degl’italiani?

Ci sarebbe piaciuto vedere in TV un bel servizio con i nomi e i cognomi dei ‘fortunati’ titolari dei crediti non soltanto del Monte dei Paschi, ma di tutte le banche che verranno ‘aiutate’ con l’intervento di 20 miliardi di Euro. Parliamo dei crediti in ‘sofferenza’: soldi che le banche non vedranno più. O meglio, soldi che le banche non riavranno indietro da coloro i quali hanno usufruito di tali ricchi crediti.

Per carità, nessuna voglia di violare la privacy. Però se a pagare questi 20 miliardi di Euro debbono essere i cittadini italiani, ne converrete, sarebbe il caso di far conoscere agli stessi cittadini i retroscena di questa storia. Dovrebbe servire anche a questo il servizio pubblico, no?

Sarebbe anche interessante capire con quali criteri sono stati erogati questi crediti. Com’è possibile – si chiede un normale cittadino – che oggi, in Italia, per un comune mortale accedere al credito di una banca è quasi impossibile, mentre poi si scopre che alcune banche hanno accumulato ‘sofferenze’ per decine e decine di miliardi di Euro, per giunta erogando tali somme a un ristretto numero di clienti? Com’è possibile che sia avvenuto tutto questo?

(Per la cronaca, i crediti in ‘sofferenza’ del sistema creditizio italiano superano i 200 miliardi di Euro).

Sempre in tema di banche, qualche giorno fa, sul Corriere della Sera, Roberto Mazzotta, un uomo di banca a ventiquattro carati, giustifica l’intervento dello Stato in favore del Monte dei Paschi e delle altre banche. Anzi, a suo dire, tale intervento andava fatto prima. E ha citato l’esempio del Governo degli Stati Uniti d’America che, quando è iniziata la bufera finanziaria, è intervenuto salvando le banche.

In linea teorica, non si può non essere d’accordo con Mazzotta. C’è un piccolo particolare che, però, né Mazzotta, né il Corriere della Sera hanno evidenziato. E cioè che l’America è sì intervenuta in sostegno delle banche americane, ma l’ha fatto con il pieno controllo della propria leva monetaria.

Per essere più chiari: gli Usa sono titolari della propria potestà monetaria e stampano tutti i dollari che vogliono. L’Italia non ha più sovranità monetaria: l’ha ceduta agli ‘scienziati’ dell’Unione Europea dell’Euro. La differenza è sostanziale e siamo rimasti molto stupiti che un bravo banchiere come Mazzotta abbia dimenticato questo aspetto…

Se noi oggi intervistassimo Mazzotta gli chiederemmo: ma lo sa che i 20 miliardi di Euro per salvare il Monte dei Paschi di Siena e le altre banche verranno tolti dalle tasche degl’italiani con nuove tasse? Lei dice che lo Stato italiano sarebbe dovuto intervenire prima in favore delle banche: con quali soldi, dottore Mazzotta? Togliendoli sempre dalle tasche degl’italiani?

Sarebbe stato molto interessante ascoltare la sua risposta…

Cosa vogliamo dire con questi due esempi, ovvero con l’informazione sul Comune di Roma e il ‘regalo’ di 20 miliardi di Euro alle banche a spese dei cittadini? Che, forse, Beppe Grillo, quando critica l’informazione tanti torti non ha. Anzi.

Certo, esagera e sbaglia. Come quando dice di voler costituire una “giuria” per giudicare l’informazione italiana. Osserva il nostro bravo collega Giovanni Villino sulla propria pagina facebook a proposito di questa trovata-strampalata di Grillo:

“In fondo una giuria popolare c’è già: si chiama share, copie vendute, visitatori… e, in cuor mio, voglio sempre confidare nel buon senso di questa nostra Italia”.

A nostro modesto avviso Grillo è stanco. E va fuori giri. A giudizio di chi scrive, il Movimento 5 Stelle ha tanti meriti: ed è – soprattutto – l’unica alternativa, a livello nazionale, alla vecchia politica italiana della quale fa parte anche la Lega di Salvini che sta cercando di accreditarsi come novità.

Sempre a nostro modesto avviso, Grillo dovrebbe riposare un po’ di più. Poi dovrebbe cercarsi dei consulenti di fiducia che farebbe bene a consultare prima di parlare: ciò gli consentirebbe di illustrare meglio le sue idee, soprattutto dal punto di vista economico.

Perché illustrando male le sue idee in materia economica – che spesso, ad avviso di chi scrive, sono giuste – rischia di risultare poco chiaro. Se poi ‘scivola’ invocando censure e nuovi ‘Miculpop’ le sue ragioni – che in parte sono valide – vengono vanificate dalle parole fuori luogo.

Ha torto, Grillo, quando critica l’Europa dell’Euro? Secondo noi, no. A nostro avviso, ha ragione da vendere. Perché l’Euro non è solo un progetto criminale, ma è anche un sistema gestito in modo criminale.

Ci sono dubbi sul fatto che la Germania, da quando esiste l’Euro, ha fatto pagare ad alcuni Paesi europei i costi della propria riunificazione?

Ci sono dubbi che, con il gioco dei tassi, un fiume di denaro ha impoverito la Grecia e l’Italia per fare ingrassare l’economia tedesca?

Che cosa sono stati gli ‘aiuti’ dell’Unione Europea alla Grecia se non un mezzo per far entrare una barca di soldi nei forzieri della banche, soprattutto tedesche?

Grillo dice che gli italiani si debbono pronunciare sull’Euro con un referendum. I costituzionalisti dicono che la nostra Costituzione non dà ai cittadini la possibilità di pronunciarsi, con i referendum, su certe questioni.

Vero. Però questi costituzionalisti dimenticano che un certo signor Renzi, da capo del Governo, ha provato a cambiare 47 articoli della Costituzione. Gli è andata male, perché il 60 per cento degl’italiani ha ‘bocciato’ la sua proposta. Ma ci ha provato.

Cosa vogliamo dire? Che se un Governo ha provato a cambiare 47 articoli della Costituzione (e questo è già un’assurdità, perché se si rispettasse lo spirito della nostra Costituzione i Governi non dovrebbero nemmeno entrare nei progetti di legge per cambiare la stessa Costituzione), complice un Parlamento di ‘nominati’, a maggior ragione un Parlamento vero (non l’attuale, delegittimato politicamente – e quindi culturalmente – da una sentenza della Corte Costituzionale) potrebbe cambiare la Costituzione, dando ai cittadini il massimo della democrazia referendaria.

Per dirla con parole ancora più chiare, si può cambiare la Costituzione dando ai cittadini italiani la possibilità di pronunciarsi non soltanto sull’Euro, ma su tutti gli altri trattati internazionali-capestro che Governo e Parlamento hanno firmato negli ultimi anni, da Maastricht a Lisbona e via continuando.

Infatti: perché i Governi e i parlamentari, in Italia, hanno deciso di sostituirsi ai cittadini del nostro Paese per adottare provvedimenti contrari agli interessi degli stessi cittadini? Perché di mezzo c’è la massoneria? 

Citiamo un altro esempio: il debito pubblico. Gli imbroglioni che oggi governano il nostro Paese hanno fatto passare nell’immaginario degli italiani la tesi – che sotto il profilo keynesiano è un’eresia! – che è giusto che il debito pubblico sia stato trasformato in debito delle famiglie e delle imprese.

Dall’avvento di Mario Monti a Palazzo Chigi ci hanno spiegato che il debito pubblico andava ridotto. E hanno imposto agl’italiani grandi sacrifici, a cominciare dall’IMU, introdotta proprio da Monti.

Quello che questi imbroglioni non dicono è che il debito pubblico italiano, dal 2011 ad oggi, è passato da circa mille e 800 miliardi di Euro a quasi 2 mila e 300 miliardi di Euro. 

I numeri, per natura testardi, raccontano verità che non possono essere smentite: i Governi di Monti, Letta e Renzi, dal 2011 ad oggi, hanno fatto crescere il debito pubblico italiano di quasi 500 miliardi di Euro!

Com’è potuto avvenire tutto questo, nonostante i grandi sacrifici imposti all’Italia?

Il motivo è semplice: perché il debito pubblico calcolato dall’Europa dell’Euro è una truffa: una truffa ‘pilotata’ da un’Unione Europea di truffatori e banditi: un’Unione Europea dalla quale il Regno Unito – Paese serio, che non può certo essere paragonato all’Italia dei Pulcinella o alla Germania dei furbi – si è non a caso chiamato fuori.

Ricordate – a proposito di informazione ‘corretta’ – cosa scrivevano i ‘Grandi giornali’ italiani e cosa ci propinavano in TV i grandi ‘commentatori’? Che l’economia del Regno Unito, se avessero vinto i No all’Unione Europea, sarebbe crollata e bla bla bla.

Chiediamo ai ‘capi’ di Tv e ‘Grandi giornali’: avete informato bene gl’italiani sul referendum del Regno Unito? A nostro modesto avviso, no.

Ci dicono che il debito pubblico italiano, ormai, è un fatto irreversibile. Invece non è vero.

Scrive Salvatore Tamburo:

“L’attuale debito pubblico italiano si formò tra gli anni ’80 e ’90, passando dal 57,7% sul PIL nel 1980 al 124,3% nel 1994. Tale crescita non fu dovuta ad una impennata della spesa dello Stato. Nel 1984 l’Italia spendeva – al netto degli interessi sul debito – il 42,1% del PIL, e nel 1994 tale quota era salita appena al 42,9%.Tutto porta a ritenere che il debito pubblico italiano sia in termini giuridici un ‘debito detestabile’, contratto, dopo la perdita della sovranità Monetaria da parte dello Stato, per i propri interessi da una classe politica in combutta con banchieri e speculatori finanziari. Dal punto di vista del Diritto Internazionale esiste uno strumento giuridico che prende nome di ‘debito detestabile’. Annullare il nostro debito pubblico è possibile e a dimostrarlo sono anche i casi storici citati in questo libro”.

Di Salvatore Tamburo è anche interessante questo video

Se ascoltiamo il video ci accorgiamo che, su 2 mila e 300 miliardi di Euro di debito pubblico italiano, 2 mila miliari circa sono solo interessi. Ce n’è abbastanza per annullare questo debito pubblico. E per uscire in tempi brevi dal sistema Euro, dove la regola è la truffa.

Ma i nostri governanti non ne vogliono sapere né di uscire dall’Euro, né di contestare il debito pubblico. Il loro obiettivo, in questo momento, è di regalare alle banche 20 miliardi di Euro.

Ma, come abbiamo detto, essendo schiavi dell’Europa dell’Euro, questi 20 miliardi di Euro dovranno essere pagati dagl’italiani. Il costo di quest’operazione – considerando 60 milioni di italiani – sarà di oltre 600 Euro a testa.

Ebbene, mentre va in scena quest’ennesimo scippo dalle tasche degl’italiani, su che cosa si concentra la ‘Grande’ informazione del nostro Paese? Sul codice etico dei grillini, sull’avviso di garanzia che dovrebbe essere inviato al sindaco di Roma, Virginia Raggi, che non è una ladra, non ha fatto nulla di male, ma ‘deve’ ricevere l’avviso di garanzia e, magari, si deve dimettere per consentire al PD di riprendere il controllo del Comune di Roma…

Siamo arrivati al punto nodale di questa storia. Da quando governa il PD l’informazione officiale, in Italia, è peggiorata. Si attaccano i ‘nemici’ del PD e si nascondono le incredibili magagne di questo partito.

Ma non hanno dove andare, perché gl’italiani si sono stancati del Partito Democratico, di Renzi e di chi governa in suo nome. Questi signori pensano che, gettando discredito sul Movimento 5 Stelle, si salveranno. A nostro modesto avviso, non hanno capito nulla.

I ‘Signori’ del PD pensano che gl’italiani si siano invaghiti del Movimento 5 Stelle. Per conservare il potere pensano basti screditare i grillini con campagne mediatiche. Purtroppo, per loro, non sarà così.

Quello che sta succedendo in Italia ce lo illustrò nella seconda metà degli anni ’90 del secolo passato l’avvocato Onofrio Patanella, che teneva studio a Palermo.

L’avvocato, di estrazione socialista, era un vero democratico. Una sera ci spiegò che il cambiamento, in politica, era possibile.

“Quando la maggioranza degli elettori del nostro Paese voterà come voto io, inizierà il cambiamento”.

Scusi, avvocato, come vota lei?, gli chiedemmo.

“Semplice – ci risposte l’avvocato Patanella -. Bisogna guardarsi in giro e individuare, con precisione, la forza politica che fa più casino. Dopo di che bisogna votarla, votarla e votarla”.

La riflessione dell’avvocato Patanella ci è tornata in mente osservando tutti gli ‘scienziati’ della politica che vorrebbero indebolire i grillini con le campagne di stampa, mettendo la ‘mordacchia’ alla rete, magari con l’appoggio degli ultimi ‘filosofi’, per lo più di estrazione comunista, che si ‘costernano’ per le trovate estemporanee di Grillo e non hanno nulla da dire sul PD che vuole regalare 20 miliardi di Euro alle banche togliendoli ai cittadini.

Questi ‘scienziati’ sono convinti che la gente voti in massa il Movimento 5 Stelle per convinzione. Certo, una parte dei voti ai grillini arriva da persone che gli vanno dietro.

Ma la vera forza di Grillo sta nel fatto che gl’italiani non ne possono più del PD e, in generale, della vecchia politica. E votano i grillini per togliersi dalle scatole la vecchia politica. 

Ormai tantissimi italiani non votano a favore di qualcuno: votano contro il PD e, in generale, contro la vecchia politica.

Si sta verificando quello che l’avvocato Patanella aveva intuito negli anni ’90: Grillo e i suoi faranno un gran casino e ci aiuteranno a sbarazzarci dei politici che ‘sminnittano’ i nostri soldi? Bene: noi li votiamo!

In questo scenario le campagne mediatiche non servono: anzi peggiorano la situazione. La gente, nel vedere in Tv i continui attacchi alla Giunta Raggi e, in generale, ai grillini, pensa:

“Attaccano quelli che noi votiamo perché pensano di fregarci: e noi voteremo con maggiore convinzione i grillini”.

Se poi PD e vecchia politica – come abbiamo raccontato – regalano 20 miliardi di Euro alle banche mentre la gente muore di fame, la rabbia popolare cresce ancora di più.

Attenzione: loro, gli esponenti della vecchia politica, lo sanno che la gente li detesta. E infatti vorrebbero, quanto meno, limitare i danni: per esempio, provando a mettere un freno alla rete. Perché è la rete che sputtana ogni giorno la vecchia politica.

Da qui la storia delle ‘bufale’, che bisogna controllare ed eliminare dalla rete, ovviamente controllando la stessa rete.

Si tratta di idee miserabili, partorite da un Governo di miserabili.

Ma il finale della storia ormai è scritto: alle prossime elezioni politiche una valanga travolgerà la vecchia politica italiana, PD in testa.

 

 

 

 

 

 

 

 

6 gennaio 2017

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GiulioAmbrosetti


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