Lo sfascio delle Ferrovie in Sicilia/ Alcamo Diramazione: 144 milioni di euro per 2 km di strada ferrata!
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Lo sfascio delle Ferrovie in Sicilia/ Alcamo Diramazione: 144 milioni di euro per 2 km di strada ferrata!


Time Sicilia

A raccontare questa storia è la parlamentare nazionale Claudia Mannino. E’ la storia, allucinante, di 2 km di linea ferroviaria in provincia di Trapani colpita da un problema idrogeologico. Morale: disagi incredibili per gli utenti. E gli interventi? Si completeranno nel 2023 con una spesa di 144 milioni di euro!

Lo stato disastroso delle ferrovie in Sicilia viene descritto molto bene in un posto su facebook, con un esempio emblematico, dalla parlamentare nazionale eletta in Sicilia, Claudia Mannino, ex grillina, oggi nel gruppo misto:

“Negli sgoccioli di questa XVII legislatura – scrive Claudia Mannino – sembra che i ministeri stiano ancora lavorando. Stamattina mi hanno risposto a queste due mie interrogazioni che riguardano il tratto ferroviario Alcamo Diramazione. Una situazione che monitoro da oltre 3 anni, realtà da terzo mondo. Per chi non conoscesse questa realtà, si tratta di un brevissimo tratto di linea ferroviaria (circa 2 km) che ha avuto un piccolo cedimento idrogeologico. La conseguenza pratica di questo cedimento è che, se si vuole andare da Palermo (o dall’Aeroporto di Palermo) a Trapani (circa 100 km percorribili in macchina in meno di un’ora), il treno deve percorrere tutta la provincia di Trapani con un tempo di percorrenza di quasi 4 ore… Credo che anche uno stupido capirebbe che con questa situazione è inutile parlare di turismo o di trasporto merci a minor impatto ambientale…  L’unico strumento resta purtroppo quello delle auto (sempre che con l’arrivo delle piogge non crollino altri ponti e viadotti)”.

“La risposta del Governo – prosegue Claudia Mannino – non è consolante poiché:

1) da una parte si dice che, in teoria, nel 2018, dovrebbero essere affidati i lavori per risolvere (entro il 2023) la criticità di Alcamo Diramazione;

2) si dice anche che non sono previsti ulteriori riattivazioni di tratti ferroviari sospesi o dismessi (quindi i 28 TRATTI TUTT’OGGI CHIUSI O INCOMPIUTI RESTERANNO TALI ANCORA PER MOLTO TEMPO);

3) ma soprattutto stupisce (spero in un refuso) che il costo dell’opera a luglio 2017 era stimato in 104 milioni di euro ed oggi è passato a 144 milioni di euro…”.

“PARE OVVIO, infine – scrive sempre la parlamentare – ma mi tocca sottolineare come il risanamento ed il potenziamento delle linee ferroviarie esistenti sul territorio del nostro Paese sia strettamente correlato anche al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’inquinamento e di mobilità sostenibile fissati dalla Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici (Cop21); in tal senso, il reindirizzamento degli investimenti dal trasporto su gomma a quello su ferro non può che costituire una efficace leva per il concreto perseguimento degli impegni legati al dimezzamento delle emissioni di CO2 entro il 2030, tenuto conto, in particolare, del fatto che la progressiva elettrificazione delle linee ferroviarie sta generando ottimi risultati in ordine alla complessiva diminuzione dell’impatto ambientale”.

Una domanda: che cos’hanno combinato, fino ad oggi, i parlamentari regionali eletti nel collegio di Trapani?

E cosa hanno fatto, fino ad oggi, i parlamentario nazionali della stessa provincia di Trapani?

E ci riferiamo non soltanto al centrodestra e al centrosinistra, ma anche ai grillini.

Tutti latitanti…

15 dicembre 2017

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TimeSicilia


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