L’OPINIONE/ Formazione, dodici lavoratori disoccupati a giudizio per avere occupato la strada e l’assessorato
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L’OPINIONE/ Formazione, dodici lavoratori disoccupati a giudizio per avere occupato la strada e l’assessorato


Time Sicilia

L’amarezza di un sindacalista dell’Unione Sindacale di Base (UBS) della Formazione professionale della Sicilia che dovrà rispondere, insieme con altri lavoratori di questo settore, di una serie di reati per aver protestato occupando una strada e i locali dell’assessorato alla Formazione professionale della Regione siciliana

da Costantino Guzzo
responsabile dell’Unione Sindacale di Base (UBS) Formazione professionale Sicilia
Riceviamo e pubblichiamo

Il giorno che ho deciso di combattere questo sistema corrotto e clientelare chiamato Formazione Professionale siciliana ero consapevole che, prima o poi, mi sarei scontrato contro i veri poteri forti, ma da povero TESTA DI MINCHIA, come mi definisco e come si definiva un grande uomo in prima fila nella lotta alla mafia, pensavo che in Sicilia la MAGISTRATURA siciliana non poteva restare così indifferentemente, visto che alla fine si tratta di flussi di MILIONI e MILIONI di SOLDI PUBBLICI.

Ma il piano per distruggere migliaia e migliaia di lavoratori era studiato ad arte. Del resto, è impensabile che non ci fosse un disegno criminale e forze oscure dietro questo piano diabolico, anche perché non si sarebbe potuto arrivare a distruggere la vita di migliaia e migliaia di lavoratori, visto che è palese la perdita di ogni forma di diritto e di tutela e soprattutto come gli stessi lavoratori sono stati affamati nel completo silenzio di tutte le istituzioni in pochissimi anni.

Con alcuni TESTA DI MINCHIA, oltre ad avere più volte denunciato le tante irregolarità per quanto riguarda noi dell’ente IAL SICILIA, capita che in una delle tante proposte c’erano anche lavoratori del CEFOP e dell’ANFE di Catania, e naturalmente presi dalla disperazione ed essendo alcuni di noi mono-reddito, non potevamo di certo sempre ragionare con il cervello lucido, considerati gli enormi ritardi di questa amministrazione.

Insomma, non riuscendo più ad avere la mente lucida per i gravi danni arrecati anche alle nostre famiglie, visto che le retribuzioni erano diventate un opzional e iniziando a ragionare con la pancia, le nostre battaglie sono andate oltre i canoni consentì dalla legge, visto anche che chi doveva rappresentare i lavoratori, e cioè i sindacati, invece di organizzare proteste, preferivano far cadere nel dimenticatoio o nel silenzio più totale la rabbia dei lavoratori.

Di certo nessuna sigla sindacale come CGIL, CISL, UIL o SNALS ha mai organizzato serie manifestazioni sui mancati pagamenti degli enti o proteste che hanno cercato di provare a far luce su alcune di queste vergognose vicende e, soprattutto, provare a farli diventare di dominio pubblico.

Ma, malgrado le nostre proteste, la verità è che nemmeno davanti ad alcuni SUICIDI la Giustizia si è chiesta IL PERCHÉ, CAVOLO, I LAVORATORI DELLA FORMAZIONE ERANO ARRIVATI A QUESTI GESTI ESTREMI. Eppure, un campanello d’allarme era suonato a Messina con la vicenda di Francantonio Genovese.

Tutto mi sarei aspettato dalla Giustizia, ma non che arrivasse al punto di portare alla sbarra i lavoratori che sono le vere vittime di questo sistema. Mentre chi ne ha combinate di tutti i colori rimane impunito.

Vorrei ricordare che ci sono circa 5000 lavoratori che, oltre a perdere il proprio posto di lavoro, hanno perso migliaia e migliaia di crediti nei confronti di questi enti che hanno, malgrado tutto, ricevuto regolarmente i soldi pubblici.

Ma questo problema dei mancati pagamenti non colpisce solo i lavoratori: questo problema si estende anche agli allievi, visto che anche gli allievi sono stati vittime di questi enti, per non dimenticare che qualcuno è stato capace anche di trasformare i soldi pubblici in ferie.

ALLORA MI CHIEDO: DOV’ERANO I CONTROLLI?

E ancora mi chiedo: come mai un ente che non ha pagato né lavoratori, né allievi, malgrado le tante denunce anche da parte dell’amministrazione, non presenta un solo dirigente indagato?

Invece io con alcuni dei miei colleghi il PRIMO DI DICEMBRE 2017 SIAMO STATI CHIAMATI A RISPONDERE DAVANTI AL GIUDICE PER AVERE PROTESTATO PER I NOSTRI SACROSANTI DIRITTI.

Come mai la Giustizia non è stata così tempestiva con lo IAL SICILIA che, più che rappresentare un ente senza scopo di lucro, sembrerebbe rappresentare un film di Alfred Hitchcoch, viste le tante vicende oscure e i tanti gialli che si celano dietro questo ente, a iniziare dal fallimento (non si è mai visto un ente senza scopo di lucro fallire)?

E che dire del passaggio dello stesso IAL dalla CISL ad un’ala del PD o, forse è meglio dire, ad un’ala di AUTISTI del PD, che si è messa sulle proprie spalle un ente praticamente FALLITO prima di FALLIRE, e malgrado questo ricevevano i finanziamenti pubblici e non retribuivano i lavoratori?

Per non parlare delle gravi dichiarazioni rese pubbliche dalla Dottoressa Annarosa Corsello su alcune vicende che riguardano lo IAL SICILIA. Durante un controllo, praticamente all’interno dello stesso ente, era stata trovata una cassaforte dove c’erano assegni circolari: vicenda che la stessa ex dirigente generale del dipartimento della Formazione professionale della Regione ha denunciato prontamente alla magistratura siciliana.

Per non parlare dei tanti e tanti conti correnti dove l’ente – parlo sempre dello IAL Sicilia – riceveva i finanziamenti, visto che il conto dichiarato dall’ente era bloccato dai tanti decreti ingiuntivi dei lavoratori.

Vogliamo parlare di una sospensione illegittima che, oltre a violare un diritto dei lavoratori, calpesta il CCNL di questo comparto?

Vogliamo parlare dell’appropriazione indebita degli assegni familiari e delle malattie dei lavoratori?

Vogliamo parlare dei mancati versamenti contributivi?

Della mancata quota del TFR?

E che dire del perché – siamo arrivati ai giorni nostri – nel DDG 694, invece di estinguere lo IAL SICILIA, si estingue lo IAL CISL SICILIA?

E che dire della CISL che, in teoria, avrebbe dovuto tutelare tutti lavoratori dello IAL SICILIA e invece ha applicato un accordo collettivo in maniera discriminatorio solo per salvare alcuni dei suoi dirigenti?

Eppure, dopo avere elencato tutti questi fatti mi tocca costatare che in Tribunale si devono presentare solo dei lavoratori, compreso io.

La domanda che voglio porre a tutti è: come mai enti falliti che non hanno pagato i lavoratori e gli allievi hanno potuto rendicontare i fondi?

Forse finalmente per il lavoratori si presenta un’occasione imperdibile, visto che secondo me,  altri dovranno giustificare i perché delle tante risposte che noi non abbiamo mai ricevuto.

Le opinioni espresse nell’articolo non necessariamente coincidono con le opinioni della redazione di questo giornale

21 agosto 2017

Autore

TimeSicilia


ONE COMMENT ON THIS POST To “L’OPINIONE/ Formazione, dodici lavoratori disoccupati a giudizio per avere occupato la strada e l’assessorato”

  1. Giorgio Giampiccolo ha detto:

    . . . grazie Crocetta, grazie Scilabra, grazie Lo Bello, grazie Marziano… grazie grazie a tutti! Grazie da Giorgio Giampiccolo uno dei dodici…vi lascio un comandamento nuovo:”andatevene tutti affanculo”.

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